Supergirl, la sceneggiatrice spiega perché ha cambiato il canone: “Nei fumetti funzionava, al cinema no”
Ana Nogueira racconta perché ha modificato uno degli aspetti più iconici delle origini di Supergirl nel nuovo DCU, spiegando come la continuità dei fumetti avrebbe finito per appesantire il film.
Cinque anni e mezzo, questo è il tempo che Ana Nogueira ha investito per portare Supergirl sul grande schermo, in una versione che rompe con decenni di continuità fumettistica e ridefinisce uno degli aspetti più iconici del personaggio: la sua relazione temporale con Superman. Quando la sceneggiatrice ha visto per la prima volta il film completo su grande schermo, durante la premiere newyorkese di lunedì 22 giugno, l'emozione era palpabile.
"Ho visto il film molte, molte volte, ma mai su uno schermo grande. La dimensione di tutto era davvero incredibile. Sono stata sceneggiatrice per molto tempo, e puoi attraversare bozze su bozze e bozze, e non succede nulla, oppure arrivi vicinissimo al via libera e qualcosa si sgretola. Che tutto sia accaduto così rapidamente è stato pazzesco e decisamente anormale". - Ana Nogueira
Ma è nel cuore del processo creativo di Supergirl che emergono le scelte più coraggiose, visto che adattare Woman of Tomorrow significava confrontarsi con un fumetto amato, con aspettative precise da parte dei fan, e con la sfida di rendere accessibile a un pubblico generale una storia che spazia attraverso galassie e dimensioni temporali.
"Può sembrare molto distante da noi. Ricordo di aver cercato di scavare nella realtà della situazione. Sei solo una ragazzina di quattordici anni mandata via per salvare la tua vita. Ricordo quando ho finalmente centrato quel punto e quanto mi sia sembrato soddisfacente". - Ana Nogueira
La decisione più radicale riguarda proprio il passato di Kara Zor-El su Krypton, visto che nella continuità classica dei fumetti DC, Supergirl è effettivamente più vecchia di Superman: parte da Krypton da adolescente, ma rimane intrappolata nella Zona Fantasma per un decennio, arrivando sulla Terra cronologicamente dopo Clark ma biologicamente più grande di quando era partita. È un concetto affascinante sulla carta stampata, ma che Nogueira ha capito essere problematico per il cinema.
"Ci sono tutte queste piccole cose che funzionano nei fumetti, ma improvvisamente in una sceneggiatura non funzionano, perché poi c'è tutto un aspetto in cui rimane bloccata nella Zona Fantasma per un decennio. All'improvviso prendeva il sopravvento sul film. O devi dirlo in una frase, oppure prende il sopravvento sul film, e questo non funziona del tutto". - Ana Nogueira
"Sembrava una grande responsabilità modificare quello che è canone e lore. Ma ho comunque cercato di arrivare alla radice di ciò che conta davvero: lei aveva un'intera vita e infanzia da qualche parte, e quella le è stata portata via. Era Krypton, ed è tutto ciò che Krypton rappresenta, ma è quasi come se potesse essere ovunque; qualsiasi casa in cui cresci sarà significativa per te, che sia la tua casa in Ohio o la tua casa su un altro pianeta. Quindi, ho semplicemente cercato di concentrarmi su quello".- Ana Nogueira
Questa scelta narrativa aggiunge profondità anche al rapporto di Kara con Krypto, il cane kryptoniano che nel film diventa l'unico legame tangibile con i suoi genitori e il suo mondo perduto. "È a casa per lei; è l'unica cosa che ha portato con sé, l'unico promemoria tangibile dei suoi genitori", sottolinea Nogueira. Il cane non è solo un compagno o una mascotte: è una sorta di memoria vivente, ancoraggio emotivo, ciò che resta quando tutto il resto è cenere.
Un altro elemento distintivo del film è la caratterizzazione dei genitori di Kara, particolarmente sua madre. C'è un momento cruciale a metà del film in cui la madre, sul letto di morte, le dice: "Sii solo buona. Questo non significa che non puoi essere dura. Questo non significa che devi essere gentile. Sii solo buona e fai ciò che è giusto. Proteggi gli altri che non possono proteggere se stessi".
"Non c'è molto sui suoi genitori nella tradizione e nel canone, o almeno non in quello che avevo toccato, ed è stato divertente chiedersi da chi ha preso quale tratto. Immagino sua madre come questa donna profonda, terrena; non viene dalla Casata di El, non è come Jor-El e Zor-El. Quindi mi sono chiesta: 'Chi è questa donna che lui ha sposato? E cosa porta al tavolo se non viene da questa famiglia più aristocratica?'". Quindi mi sono detta: 'E se lei avesse preso questo da sua madre? E se la sua dolcezza venisse da suo padre, e il suo lato tagliente da sua madre?'". - Ana Nogueira
Il processo creativo è stato facilitato dalla sintonia con il regista Craig Gillespie e con l'intero team.
"Vedevamo tutti la stessa cosa. E avevamo anche il fumetto di Tom King, che è stato così utile, ma sapendo anche che devi lasciare indietro alcune cose". Questa capacità di trattenere lo spirito del materiale originale liberandosi degli elementi che avrebbero appesantito la narrazione cinematografica è forse il talento più prezioso di un adattatore.
“È così oltre che non riesco a metterlo totalmente a parole. Probabilmente mi colpirà tra qualche mese, ma adesso sto solo mettendo un piede davanti all'altro.” - Ana Nogueira
Intanto il suo percorso nel nuovo DCU è appena iniziato: oltre a Supergirl, la sceneggiatrice è già al lavoro sui film dedicati a Wonder Woman e Teen Titans, confermandosi una delle figure creative più importanti della nuova era targata DC Studios. Comunque se avete già visto il film e volete approfondire tutti i significati della conclusione, su BadTaste trovate anche il nostro articolo con la spiegazione completa del finale di Supergirl.