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“Tantissimo green screen”: da Odissea a Avengers: Doomsday, Alan Cumming riaccende il dibattito sulla CGI

Le rivelazioni di Alan Cumming sul massiccio uso di green screen in Avengers: Doomsday riaccendono il confronto con l'approccio agli effetti pratici scelto da Christopher Nolan per Odissea.

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Il confronto tra gli effetti pratici di Odissea di Christopher Nolan e la massiccia presenza di CGI nei blockbuster contemporanei è più acceso che mai. Dopo le polemiche di una parte dei fan per il look del primo trailer di Avengers: Doomsday, una testimonianza dal set rischia di alimentare ulteriormente il dibattito. Alan Cumming ha infatti raccontato che il suo ritorno nei panni di Nightcrawler si è svolto quasi interamente tra green screen, sostituzioni digitali e un livello di segretezza che ha reso la lavorazione molto diversa da quella che il pubblico potrebbe immaginare.

L'attore scozzese ha spiegato di aver girato praticamente tutta la sua parte in isolamento, senza sapere nemmeno con quali colleghi stesse realmente recitando. Una scelta legata all'estrema segretezza del progetto, ma che offre anche uno sguardo inedito sulla complessa produzione del nuovo cinecomic dei fratelli Russo.

“Ho girato l'intero film in isolamento. Tantissimo green screen, sostituzioni del volto in post-produzione. Hanno persino dato ai personaggi dei nomi falsi. Per metà del tempo non sapevo nemmeno con chi stessi recitando.” – Alan Cumming

Avengers: Doomsday, fonte: Marvel

Cumming ha persino raccontato di essere convinto che Nightcrawler combattesse contro Mister Fantastic, interpretato da Pedro Pascal, salvo poi ammettere di non esserne più così sicuro. Un dettaglio che rende bene l'idea del livello di riservatezza con cui Marvel ha gestito la produzione di Avengers: Doomsday, dove cast e troupe hanno lavorato spesso senza conoscere il quadro completo delle scene.

In tutto questo, le sue parole arrivano proprio mentre il primo trailer del film continua a far discutere una parte del pubblico. Sui social diversi fan hanno criticato l'impatto visivo del teaser, giudicato da alcuni eccessivamente dominato dagli effetti digitali e da ambientazioni che sembrano costruite quasi interamente in computer grafica. Le dichiarazioni di Cumming sembrano quindi confermare almeno in parte questa percezione, anche se il production designer Gavin Bocquet aveva spiegato che il film è stato realizzato utilizzando circa l'80% di set pratici.

Odissea, fonte: Universal Pictures

Le dichiarazioni di Cumming finiscono così per alimentare un dibattito che, nelle ultime settimane, è diventato sempre più acceso. Da una parte c'è Odissea di Christopher Nolan, che sta conquistando il botteghino mondiale e convincendo gran parte della critica grazie a una produzione costruita attorno a riprese in location reali, scenografie monumentali ed effetti pratici. Dall'altra c'è Avengers: Doomsday, un blockbuster che, almeno stando al racconto di uno dei suoi protagonisti, ha fatto largo affidamento su green screen e lavorazioni digitali. Due filosofie produttive profondamente diverse che hanno inevitabilmente acceso il confronto tra gli appassionati, soprattutto dopo le critiche rivolte al primo trailer del film Marvel.

Al di là delle discussioni, però, l'interesse del pubblico non sembra averne risentito. Avengers: Doomsday ha infatti già incassato 16,5 milioni di dollari in prevendite nelle prime 24 ore negli Stati Uniti, un risultato che lo conferma come uno degli eventi cinematografici più attesi dei prossimi mesi. E, in fondo, è proprio questo il paradosso che riporta al punto di partenza: mentre il successo di Odissea riaccende il dibattito sul valore degli effetti pratici, Avengers: Doomsday dimostra che la formula dei grandi blockbuster Marvel continua ad attirare milioni di spettatori, anche quando il ricorso alla CGI divide una parte del fandom.

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