The Elder Scrolls: il creatore del gioco boccia la serie tv, ma apre a un film

Bruce Nesmith spiega perché The Elder Scrolls non avrà una serie TV come Fallout: il fantasy è saturo, manca l'unicità narrativa. Possibile solo un film.

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Bruce Nesmith non è un nome qualunque nel panorama videoludico occidentale. Parliamo del game designer e design director che ha plasmato alcuni dei capitoli più iconici di The Elder Scrolls e Fallout, titoli che hanno definito il concetto stesso di open world per milioni di giocatori. In una recente intervista rilasciata a Press Box PR, Nesmith ha parlato del successo della second stagione di Fallout e della possibilità di una serie tv su The Elder Scrolls.

Secondo Nesmith, nonostante il suo amore per entrambi i franchise, una serie televisiva di The Elder Scrolls semplicemente non funzionerebbe. Il motivo risiede nella natura fondamentalmente diversa delle due proprietà intellettuali. Fallout possiede una serie di elementi narrativi e stilistici unici nel loro genere: l'estetica retrofuturistica anni Cinquanta, la satira sociale americana, i Vault-Tec e le loro macabre sperimentazioni, il contrasto stridente tra l'ottimismo pubblicitario e l'orrore post-apocalittico. Questa combinazione di fattori offre agli sceneggiatori un terreno fertile, ricco di possibilità narrative che non esistono altrove nel panorama dell'intrattenimento.



The Elder Scrolls, per quanto amato e tecnicamente straordinario come videogioco, si muove su coordinate completamente diverse. È un fantasy che abbraccia archetipi consolidati del genere: magia, razze fantastiche, draghi, profezie e conflitti epici. Elementi che certamente costituiscono la spina dorsale di esperienze ludiche memorabili, ma che nella trasposizione televisiva si scontrerebbero con un problema di saturazione del mercato.

Nesmith non chiude però completamente le porte a un'eventuale trasposizione. Il punto cruciale sta nel formato. Mentre una serie televisiva richiede una narrazione episodica prolungata, con archi narrativi complessi e personaggi ricorrenti che evolvono nel tempo, un film potrebbe aggirare elegantemente le limitazioni strutturali di The Elder Scrolls. Il franchise si basa infatti su una filosofia di gioco radicalmente diversa da Fallout: non esiste una narrazione centrale rigida, ma piuttosto un mondo aperto in cui il giocatore scrive la propria storia attraverso scelte personali.

Non tutti i franchise sono uguali, e ciò che funziona straordinariamente bene in forma interattiva non necessariamente si traduce con successo in esperienze passive come film o serie televisive. La specificità dei media conta, e forzare una trasposizione senza considerare le caratteristiche intrinseche di un'opera può portare a risultati mediocri.

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