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The End of Oak Street parte male al box office: per Anne Hathaway è tra i peggiori debutti della sua carriera

The End of Oak Street delude al debutto al box office americano: il film con Anne Hathaway ed Ewan McGregor rischia uno dei peggiori esordi della carriera dell'attrice.

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Il 2026 doveva essere l'anno della consacrazione definitiva per Anne Hathaway. Dopo mezzo decennio di assenza dai grandi schermi mainstream, l'attrice premio Oscar era tornata in grande stile con due blockbuster da record: Il Diavolo veste Prada 2, che ha conquistato quasi 700 milioni di dollari in tutto il mondo regalando a Meryl Streep il miglior debutto della sua carriera, e Odissea di Christopher Nolan, diventato il film di maggior successo del regista britannico con oltre un miliardo di dollari d'incasso globale. Eppure, nel mezzo di questa trionfale cavalcata, arriva un inciampo inaspettato: The End of Oak Street.

Difatti il nuovo film di fantascienza diretto da David Robert Mitchell, regista dell'acclamato It Follows, sta registrando un debutto domestico disastroso da soli 20 milioni di dollari nel weekend di apertura. Si tratta del peggior risultato per un'uscita wide release con Hathaway protagonista negli ultimi sette anni, precisamente dal 2019 quando The Hustle, remake al femminile di Due sporche carogne, raccolse 13 milioni di dollari.

The End of Oak Street racconta la storia di una coppia sposata in crisi, interpretata da Hathaway ed Ewan McGregor, che si ritrova a proteggere i propri figli quando il loro tranquillo quartiere suburbano viene misteriosamente trasportato indietro nel tempo e assediato dai dinosauri. Una premessa ambiziosa, visivamente potente, che sulla carta aveva tutti gli ingredienti per conquistare il pubblico: una star di primo piano, un regista di culto, creature preistoriche ed effetti speciali spettacolari. Le recensioni, peraltro, sono state tutt'altro che negative.

Il film ha ottenuto un punteggio Certified Fresh dell'85 per cento su Rotten Tomatoes, segno che la critica ha apprezzato il lavoro di Mitchell. Il problema non sta quindi nella qualità percepita dell'opera, ma evidentemente nella sua capacità di attrarre spettatori in sala. I numeri parlano chiaro e delineano un quadro preoccupante. Con un costo di produzione stimato intorno agli 80 milioni di dollari o più, The End of Oak Street avrebbe bisogno di almeno 200 milioni di dollari d'incasso globale solo per pareggiare i conti. Considerando un debutto domestico così tiepido, raggiungere quella cifra appare un'impresa titanica.

Per fare un confronto, tra i film di Anne Hathaway con debutti domestici inferiori ai 20 milioni, solo uno è riuscito a superare quella soglia: The Intern del 2016, che partì con 17,7 milioni ma arrivò a guadagnarne quasi 195 in tutto il mondo grazie a un eccellente passaparola. La classifica dei peggiori debutti domestici nella filmografia di Hathaway è impietosa. The End of Oak Street si posiziona all'ottavo posto su circa 25 film in cui l'attrice ha ricoperto un ruolo da protagonista.

Al di sotto dei 20 milioni troviamo titoli come The Intern, The Hustle, il film d'animazione Hoodwinked, Love and Other Drugs con Jake Gyllenhaal, Ella Enchanted, One Day e il disastroso Serenity del 2019 con Matthew McConaughey, che aprì con appena 4,4 milioni per fermarsi a 14,4 globalmente. Se The End of Oak Street riuscisse a guadagnare qualche milione extra nel corso del weekend e superare i 21 milioni, scalerebbe di una posizione sorpassando Bride Wars del 2009. Ma si tratterebbe comunque di una magra consolazione per Warner Bros., che distribuisce il film, e per Bad Robot, la casa di produzione di J.J. Abrams coinvolta nel progetto.

Cosa è andato storto? Difficile dirlo con certezza. Forse il marketing non è riuscito a comunicare efficacemente la particolarità del film, sospeso tra dramma familiare, fantascienza e avventura. Forse il pubblico, reduce da un'estate cinematografica ricca di proposte, non sentiva il bisogno di un altro film con i dinosauri. O forse, semplicemente, il nome di Anne Hathaway da solo non è sufficiente a garantire un successo al botteghino da solo. Cominque nel cast, oltre a Hathaway e McGregor, figurano Maisy Stella e Christian Convery nei panni dei figli, supportati da Jordan Alexa Davis, P.J. Byrne, Emily Kuroda, Anne Gee Byrd e il compianto Hudson Meek.

La durata contenuta di 100 minuti suggerisce un ritmo serrato, pensato per trattenere l'attenzione senza dilatare inutilmente la narrazione. Resta da vedere se il film riuscirà a recuperare terreno nelle settimane successive. Solo un titolo nella lista dei peggiori debutti di Hathaway, Alice Through the Looking Glass, che partì con 26,8 milioni, riuscì a raggiungere i 299,4 milioni globali. Ma quel film era un sequel Disney con un franchise consolidato alle spalle, ben diverso da un progetto originale come The End of Oak Street.

Comunque per Anne Hathaway il 2026 rimane un anno straordinario. Dopo Il Diavolo veste Prada 2 e Odissea, chiuderà l'annata con Verity, adattamento del romanzo di Colleen Hoover al fianco di Dakota Johnson e Josh Hartnett. Un flop non cancella due successi colossali, ma ricorda che a Hollywood nulla è scontato e che anche le star più luminose possono inciampare. Il destino commerciale di The End of Oak Street, di recente al centro anche di polemiche legate all'AI, si deciderà nelle prossime settimane. Se le ottime recensioni riusciranno a innescare un passaparola positivo, il film potrebbe mostrare una tenuta migliore del previsto e limitare i danni.

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