The Man in the High Castle approda su Netflix: la serie arriverà sulla piattaforma il prossimo marzo

The Man in the High Castle arriva su Netflix l'11 marzo 2025. La serie distopica di Ridley Scott lascia Prime Video dopo 7 anni per una nuova vita streaming.

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Sette anni dopo la cancellazione, The Man in the High Castle sta per vivere una seconda vita. La serie distopica prodotta da Ridley Scott, che ha tenuto incollati milioni di spettatori su Prime Video dal 2015 al 2019, approda su Netflix il prossimo 11 marzo. Un passaggio che non è solo un cambio di piattaforma, ma rappresenta una delle mosse più sorprendenti nel complesso scacchiere dello streaming contemporaneo.

L'annuncio ha colto di sorpresa gli appassionati e gli addetti ai lavori. Non capita tutti i giorni che una serie originale di una piattaforma finisca su un competitor diretto, soprattutto quando si parla di colossi come Amazon e Netflix. Eppure, grazie a un accordo di licensing tra Netflix e MGM, tutte e quattro le stagioni dello show saranno disponibili per gli abbonati statunitensi del servizio di Los Gatos. Per ora, la serie continua a essere presente anche su Prime Video e su MGM+, creando la rara situazione in cui lo stesso contenuto vive contemporaneamente su più piattaforme rivali.

Basata sul romanzo del 1962 di Philip K. Dick, The Man in the High Castle ci trascina in una realtà alternativa agghiacciante: le potenze dell'Asse, nazisti tedeschi e imperialisti giapponesi, hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale e dominano il pianeta. In questo mondo capovolto, gli Stati Uniti sono divisi in zone di occupazione, la libertà è un ricordo sbiadito e la resistenza si aggrappa a misteriosi filmati che sembrano mostrare un'altra versione della storia. Al centro di tutto, una giovane donna che scopre questi film e potrebbe detenere la chiave per rovesciare i regimi totalitari.



La connessione tra Ridley Scott e l'universo di Philip K. Dick non è casuale. Il regista britannico aveva già portato sullo schermo nel 1982 Blade Runner, adattamento del romanzo Do Androids Dream of Electric Sheep? del 1968. Quella pellicola è diventata un cult assoluto della fantascienza, e Scott ha voluto estendere il suo legame con la visione profetica e disturbante dello scrittore americano producendo questa serie creata da Frank Spotnitz.

Il cast di The Man in the High Castle è un mosaico di volti che hanno dato vita a personaggi complessi e moralmente ambigui. Alexa Davalos interpreta Juliana Crain, l'eroina che si trova al crocevia della resistenza. Rufus Sewell veste i panni di John Smith, un personaggio che incarna le contraddizioni del potere nazista in America. Accanto a loro, attori come Joel de la Fuente, Cary-Hiroyuki Tagawa, Luke Kleintank, DJ Qualls e molti altri hanno costruito un mondo credibile e opprimente, dove ogni scelta ha conseguenze devastanti.

Nel corso delle sue quattro stagioni, la serie ha raccolto recensioni prevalentemente positive. Su Rotten Tomatoes vanta una media dell'84 percento di approvazione da parte della critica e un 79 percento dal pubblico. Gli elogi si sono concentrati sulla narrazione intricata, sulla costruzione del mondo alternativo e sulla capacità di mantenere alta la tensione attraverso colpi di scena e dilemmi etici. Tuttavia, nonostante fosse diventata la serie originale più popolare di Prime Video al momento del lancio, The Man in the High Castle non ha mai raggiunto quel livello di fenomeno culturale che Amazon sperava. I costi di produzione elevati e le aspettative stellari hanno contribuito a creare la percezione di un sottoperformance, portando alla decisione di concludere la storia con una quarta stagione accorciata invece delle cinque originariamente pianificate.

La cancellazione nel 2019 aveva lasciato l'amaro in bocca a molti fan, che avrebbero voluto vedere la storia svilupparsi ulteriormente. Eppure, quella conclusione anticipata potrebbe ora trasformarsi in una benedizione camuffata. L'arrivo su Netflix offre alla serie l'opportunità di trovare un pubblico nuovo e più vasto. La piattaforma di streaming, con i suoi oltre 200 milioni di abbonati nel mondo, ha dimostrato più volte di saper rilanciare show che altrove erano passati inosservati o erano stati interrotti prematuramente. Basti pensare a casi come Breaking Bad, che ha trovato una seconda giovinezza proprio grazie a Netflix, o a serie più recenti che hanno beneficiato della vetrina globale offerta dal servizio.

C'è un'ironia sottile nel fatto che una storia sulla manipolazione della realtà e sulla riscrittura della storia trovi nuova vita attraverso un cambio di piattaforma. The Man in the High Castle parla di mondi paralleli, di cosa sarebbe potuto accadere se gli eventi avessero preso una piega diversa. E ora la serie stessa sta vivendo una sorta di realtà alternativa: cosa sarebbe successo se fosse approdata direttamente su Netflix invece che su Prime Video? Avrebbe avuto un destino diverso, maggiore longevità, più stagioni?

L'accordo tra Netflix e MGM apre interrogativi interessanti sul futuro dello streaming. Le piattaforme, che fino a ieri si facevano guerra a colpi di contenuti esclusivi, sembrano sempre più disposte a collaborare quando i numeri lo giustificano. Per MGM, che ora fa parte della galassia Amazon dopo l'acquisizione miliardaria del 2022, licenziare contenuti a Netflix può significare entrate aggiuntive e una maggiore valorizzazione del catalogo. Per Netflix, significa arricchire la propria offerta con produzioni di qualità senza sobbarcarsi i costi di sviluppo.

La domanda che molti si pongono è: questa mossa rilancerà davvero The Man in the High Castle, o si tratta semplicemente di un modo per estrarre valore residuo da un prodotto già sfruttato? La risposta potrebbe dipendere da quanto Netflix deciderà di investire nella promozione della serie. Se la piattaforma la inserirà tra i contenuti in evidenza, se la spingerà attraverso i suoi algoritmi di raccomandazione e se riuscirà a creare un passaparola organico sui social, potremmo assistere a un vero e proprio revival. In caso contrario, The Man in the High Castle rischierà di perdersi nel mare magnum del catalogo, un titolo tra migliaia che scorrono nelle interminabili liste di Netflix.

Fonte / ScreenRant.com
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