"The Mask è un gioiello della mia vita" Jim Carrey ricorda e omaggia la scomparsa di Chuck Russell
Jim Carrey ricorda Chuck Russell, regista di The Mask scomparso a 74 anni: "Un privilegio lavorare con lui". L'omaggio dell'attore e l'eredità cinematografica.
Il cinema ha perso uno dei suoi artigiani più sottovalutati e a ricordarlo è arrivato l'attore che ha giovato più di tutti di questo talento. Chuck Russell, il regista che ha trasformato Jim Carrey in una maschera verde capace di piegare la realtà come un cartone animato, si è spento lo scorso mercoledì 22 luglio nella sua casa nell'area di San Diego. Aveva 74 anni. Jim Carrey, protagonista assoluto di The Mask nel 1994, ha voluto rendere omaggio al regista con parole cariche di gratitudine e affetto. In un comunicato ufficiale ha comunicato:
The Mask rappresenta molto più di un successo commerciale. Uscito in un anno magico per Carrey, il 1994, insieme ad Ace Ventura e Scemo e più scemo, il film ha consolidato l'ascesa dell'attore canadese verso lo status di superstar globale. Russell ebbe l'intuizione di scommettere su Carrey quando molti ancora lo vedevano come un fenomeno televisivo destinato a restare confinato nel piccolo schermo."Considero un privilegio aver lavorato con Chuck Russell, che durante le riprese di The Mask creò un'atmosfera esuberante e infantile di meraviglia e cameratismo sul set. L'intero cast e la troupe furono toccati e ispirati dalla sua giocosità. Ognuno di noi è stato benedetto per molti anni da quel momento vivace e senza tempo. Considero The Mask uno dei gioielli della mia vita creativa. Grazie, Chuck". - Jim Carrey
La pellicola racconta la storia di Stanley Ipkiss, un timido impiegato di banca che scopre una maschera magica capace di trasformarlo in un supereroe dalle sembianze verdi, dotato del potere di alterare se stesso e la realtà circostante con la fluidità di un cartone animato. Un concept che richiedeva un equilibrio delicato tra commedia fisica, effetti speciali rivoluzionari e cuore narrativo.
Russell non si limitò a dirigere: creò le condizioni perché la magia accadesse. La sua capacità di mantenere un'atmosfera ludica sul set si tradusse in una pellicola che respira gioia, energia contagiosa. The Mask incassò cifre importanti al botteghino e ottenne una nomination all'Oscar per gli effetti visivi creati dalla Industrial Light and Magic di George Lucas, che portarono al cinema un livello di integrazione tra attore reale e animazione digitale mai visto prima. Il film segnò anche il debutto cinematografico di Cameron Diaz, lanciando simultaneamente due carriere destinate a dominare Hollywood per i decenni successivi. Un dettaglio che dice molto sulla visione di Russell, capace di riconoscere il talento grezzo e di dargli lo spazio per brillare.
Chuck Russell non era però solo l'uomo di The Mask. La sua filmografia include titoli cult come Nightmare 3: I guerrieri del sogno, capitolo fondamentale della saga di Freddy Krueger che rivitalizzò il franchise horror negli anni Ottanta. Diresse anche il remake de La cosa da un altro mondo del 1988, Eraser con Arnold Schwarzenegger e Il re scorpione, spin-off della saga de La mummia con Dwayne "The Rock" Johnson.
Il tributo di Carrey è il riconoscimento pubblico di un debito creativo, l'ammissione che certe performance nascono dall'alchimia tra attore e regista, quando quest'ultimo sa creare lo spazio emotivo giusto perché l'arte accada. Russell aveva quel dono raro: trasformare un set cinematografico in un parco giochi dove l'immaginazione poteva correre libera, senza perdere di vista l'obiettivo professionale.
A trent'anni dall'uscita di The Mask, il film continua a essere trasmesso in televisione, riscoperto da nuove generazioni, citato e omaggiato. E di recente si è anche parlato della possibilità di un nuovo capitolo. Quella maschera verde che deforma la realtà è diventata parte dell'immaginario collettivo, simbolo di un cinema capace di stupire senza cinismo, di divertire senza rinunciare alla qualità tecnica.