The Mist: perché il film di Mike Flanagan non potrà mai competere con quello di Frank Darabont
Mike Flanagan rifà The Mist di Stephen King, ma il film del 2007 di Darabont resta insuperabile. Analisi del remake e delle alternative migliori nel catalogo King.
Mike Flanagan è ufficialmente al lavoro su un remake di The Mist, il celebre racconto di Stephen King già portato sullo schermo da Frank Darabont nel 2007. E qui si apre un problema: quel film era già la migliore versione cinematografica possibile di questa storia. Con opere come Gerald's Game, Doctor Sleep e The Life of Chuck, Flanagan si è guadagnato una reputazione solida come interprete del mondo di King. Ma ultimamente sembra orientarsi verso storie che non hanno bisogno di una nuova incarnazione.
Pubblicato nel 1980 come parte dell'antologia Dark Forces, The Mist racconta di una piccola città del Maine avvolta da una nebbia misteriosa che nasconde creature lovecraftiane e orrori cosmici. Seguiamo David Drayton, un uomo comune che lotta per sopravvivere ai mostri e ai fanatici compagni di prigionia mentre si barrica nel supermercato locale insieme al figlio piccolo.
Alla fine della pellicola, David perde ogni speranza e compie un atto di pietà estremo: uccide i compagni di viaggio, incluso suo figlio, per risparmiargli sofferenze peggiori. Pochi secondi dopo, l'esercito dissolve la nebbia, rivelando che le sue azioni erano completamente inutili. È uno di quei finali che ti restano impressi, che non smetti di rielaborare mentalmente anche a distanza di giorni.
Che Flanagan decida di rimanere fedele al finale di King o di replicare quello di Darabont, il risultato sarà inevitabilmente privo dello stesso impatto. Chi conosce già la storia sa cosa aspettarsi. Il potere dello shock, dell'inaspettato, della rivelazione che ti toglie il fiato è destinato a dissolversi. Non c'è modo di ricreare quella sensazione di sgomento assoluto che ha colto gli spettatori al cinema nel 2007.
La sfida più grande per un filmmaker è sempre stata riconoscere quali battaglie vale la pena combattere. Ci sono storie che aspettano di essere raccontate, personaggi che meritano di prendere vita sullo schermo, universi narrativi che non hanno ancora trovato la loro forma cinematografica definitiva. The Mist non è una di queste. Ha già avuto il suo momento, ha già trovato la sua voce perfetta attraverso la visione di Darabont.
Ogni volta che un grande regista decide di rifare un film già riuscito, si apre un dibattito sul valore dei remake. Non tutti sono inutili: a volte una nuova prospettiva tecnologica o culturale può giustificare un nuovo approccio. Ma quando il film originale ha catturato l'essenza della storia in modo così definitivo, quando ha già spinto i confini del genere e lasciato un'impronta indelebile, tornare su quegli stessi passi sembra più un esercizio di nostalgia che un'autentica necessità creativa.