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The Social Reckoning, Aaron Sorkin svela il lato oscuro di Facebook: “È completamente fuori controllo”

Aaron Sorkin attacca Facebook e racconta il lato oscuro che sarà al centro di The Social Reckoning, mentre Jeremy Strong svela come si è preparato a diventare Zuckerberg.

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Aaron Sorkin non usa mezzi termini quando parla di Facebook. Il celebre sceneggiatore e regista, autore del prossimo The Social Reckoning, sequel del pluripremiato The Social Network del 2010, ha rilasciato dichiarazioni esplosive in una recente intervista a Esquire. Secondo Sorkin, la piattaforma social è diventata "completamente fuori controllo", trasformandosi in un mostro ben lontano dalle intenzioni originali del suo co-fondatore Mark Zuckerberg.

Il nodo centrale della questione è inquietante: circa un terzo degli adulti americani si informa attraverso Facebook. Una ricerca del Pew Research Center sposta addirittura l'asticella al 38 percento. Sorkin non nasconde la sua preoccupazione: "È molto pericoloso. Non siamo più d'accordo sul fatto che il cielo sia blu e che due più due faccia quattro". Una dichiarazione che fotografa la frammentazione della realtà condivisa, quel territorio comune di fatti oggettivi che sembrava un tempo inattaccabile.

Ma Sorkin fa un passo ulteriore, distinguendo tra le intenzioni iniziali e la deriva successiva. "Sia chiaro: non credo che Mark Zuckerberg abbia mai voluto che avesse un effetto corrosivo. Penso che le sue intenzioni fossero buone", spiega lo sceneggiatore. Zuckerberg viene dipinto come qualcuno che, faticando a inserirsi nella struttura sociale del college e probabilmente anche del liceo, ha inventato la propria struttura sociale, diventandone il sindaco e garantendosi così di non poterne essere escluso. "La sua brillantezza è innegabile, ed era una cosa figa. Poi è sfuggita di mano. È andata completamente fuori controllo".

The Social Reckoning, in uscita nei cinema americani il 9 ottobre distribuito da Sony Pictures, si concentra su eventi reali e in particolare su quanto accaduto nel 2018. Sorkin racconta che Facebook si trovava in difficoltà: l'engagement calava, TikTok rappresentava una minaccia concorrenziale seria. La risposta della società fu radicale e, secondo il regista, devastante. "Hanno risintonizzato l'algoritmo. Sapevano che le cose che vengono ricondivise di più sono quelle che provocano rabbia. Così hanno iniziato a pompare nell'aria tutto questo materiale pensato per farti arrabbiare".

È una rivelazione che getta luce su un meccanismo subdolo: l'algoritmo come amplificatore di emozioni negative, non per caso o negligenza, ma per strategia commerciale. E Sorkin non esita a tracciare una linea diretta tra quella scelta e l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. "Di certo puoi tracciare una linea da quello al 6 gennaio", afferma. In precedenza aveva dichiarato senza giri di parole: "Incolpo Facebook per il 6 gennaio", e questa posizione trova spazio anche nel film.

La trama di The Social Reckoning si concentra su Frances Haugen, la giovane ingegnere di Facebook interpretata da Mikey Madison, che si allea con il giornalista del Wall Street Journal Jeff Horwitz, cui presta il volto Jeremy Allen White. Insieme intraprendono una missione rischiosa per portare alla luce i segreti più oscuri del social network. Jeremy Strong, noto per il suo ruolo in Succession, prende il testimone da Jesse Eisenberg nella parte di Zuckerberg, promettendo una performance che già dai trailer sembra destinata a far discutere.

Anche la preparazione di Jeremy Strong per entrare nei panni di Zuckerberg è stata particolarmente intensa. L'attore ha raccontato di aver studiato praticamente tutto ciò che poteva trovare sul fondatore di Facebook, arrivando a passare in rassegna i suoi post sul social network, le interviste e le apparizioni pubbliche. Prima delle riprese ha persino deciso di contattarlo direttamente via email, pur senza ricevere risposta. Strong ha inoltre chiarito di non aver voluto imitare l'interpretazione di Jesse Eisenberg in The Social Network, preferendo costruire da zero la propria versione di Zuckerberg.

Jesse Eisenberg in The Social Network, fonte: Columbia Pictures

L'intervista a Esquire tocca anche aspetti più personali della vita di Sorkin. Il sessantacinquenne sceneggiatore parla apertamente del suo ictus, dal quale fortunatamente è riuscito a riprendersi completamente. "Non stavo vivendo in modo molto sano", ammette. "Non mi esercitavo abbastanza. Mangiavo ancora come ai tempi del college. Fumavo molto. Così ho deciso di smettere". Non è stata una decisione dettata dal malessere fisico, quanto dall'impatto emotivo sui suoi cari: "Ho visto l'espressione sul viso di mia figlia. L'ho spaventata a morte, e non volevo più farlo".

The Social Reckoning arriva in un momento in cui il dibattito sul ruolo dei social media nella società è più acceso che mai. Algoritmi opachi, disinformazione, polarizzazione: temi che attraversano l'opinione pubblica globale e che Sorkin, con la sua penna affilata e il suo talento per i dialoghi serrati, promette di portare sul grande schermo con la stessa intensità che aveva caratterizzato The Social Network. Se quel film raccontava la nascita di un fenomeno, questo sequel sembra destinato a mostrarne le conseguenze, quelle impreviste e quelle deliberate, quelle che hanno cambiato il modo in cui comunichiamo.

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