Thrash e quella fine che non tutti hanno capito: cos'è successo davvero? La spiegazione del finale
Thrash su Netflix: spiegazione del finale con squali, uragano e parto shock. Tutto sul disaster movie di Wirkola con Phoebe Dynevor e Djimon Hounsou.
Netflix ha appena lanciato Thrash, un disaster movie che mescola l'adrenalina dei film di squali con il caos distruttivo degli uragani di categoria 5. Diretto e scritto dal norvegese Tommy Wirkola e un cast sorprendentemente valido guidato da Phoebe Dynevor, Whitney Peak, Alyla Browne e Djimon Hounsou.
La storia si svolge ad Annieville, Carolina del Sud, una cittadina che sta per essere spazzata via da un uragano di categoria 5. Mentre la maggior parte dei residenti fugge verso zone più sicure, un gruppo di persone rimane intrappolato per motivi diversi. C'è Dakota, un'adolescente interpretata da Whitney Peak, che soffre di agorafobia e non riesce a lasciare la casa dove è morta sua madre. C'è Lisa, una donna incinta al nono mese, abbandonata dal padre del bambino e chiamata al lavoro nel momento peggiore. E poi ci sono tre fratelli in affido, Dee, Ron e Will, bloccati dai genitori adottivi che sottovalutano la gravità della situazione.
Quando l'uragano colpisce la costa, le dighe che proteggono la città cedono quasi immediatamente. L'intera Annieville finisce sommersa in pochi minuti, ma la vera minaccia non viene solo dall'acqua, ma dagli squali, che secondo lo zio di Dakota si erano spostati nell'entroterra per ripararsi dalla tempesta, iniziano a nuotare tra le strade allagate. E quando un camion di un impianto di lavorazione delle carni si rovescia, rilasciando litri di sangue animale nell'acqua, la situazione diventa un invito a nozze per i predatori.
Il finale lascia tutti i protagonisti principali vivi, il che è quasi sorprendente per un film di questo tipo. Dakota ha superato la sua agorafobia, Lisa ha il suo bambino, i ragazzi in affido sono sopravvissuti. E lo squalo bianco gigante nuota via indisturbato, quasi come se avesse deciso di dare una mano agli umani prima di tornarsene nel suo habitat naturale. È un lieto fine improbabile, ma Thrash non è mai stato un film interessato al realismo.
Se ti piacciono i film di squali, se apprezzi il trash consapevole e se non cerchi coerenza narrativa ferrea, Thrash offre esattamente quello che promette: novanta minuti di caos acquatico, morsi, esplosioni e un parto che probabilmente entrerà nella storia del cinema di genere come uno dei più improbabili mai visti.