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Tim Curry, svelata la causa della morte: l'ictus del 2012 era solo l'inizio

Tim Curry è morto a 80 anni. I documenti ufficiali rivelano le cause della morte. Addio all'icona di Rocky Horror Picture Show.

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I documenti ufficiali del Dipartimento di Salute Pubblica della Contea di Los Angeles hanno finalmente chiarito le circostanze della scomparsa di Tim Curry, l'attore britannico che ha lasciato un segno indelebile nella cultura pop mondiale con il suo iconico ruolo di Dr. Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show. Secondo quanto riportato dai certificati ottenuti da People, la causa principale del decesso è stata identificata nella malattia coronarica, una patologia cardiovascolare che compromette l'afflusso di sangue al cuore.

La morte dell'attore, avvenuta il 25 agosto 2026 nella sua residenza nel quartiere di Toluca Lake a Los Angeles, ha scosso milioni di fan in tutto il mondo. Curry aveva 80 anni e da tempo conviveva con condizioni di salute complesse. I documenti ufficiali rivelano infatti che, oltre alla malattia coronarica che ha rappresentato la causa primaria, l'attore presentava anche una storia clinica di ictus e un tumore renale. Queste due patologie, pur avendo contribuito significativamente al deterioramento delle sue condizioni generali, non sono state identificate come causa diretta del decesso.

Un dettaglio particolarmente significativo emerso dai certificati medici riguarda il fatto che Curry non si era sottoposto ad alcun intervento chirurgico per nessuna delle tre condizioni. Una scelta che potrebbe essere stata dettata da molteplici fattori, dalla gravità delle patologie alla volontà personale dell'attore di gestire la propria salute in modo conservativo.

Tim Curry in The Rocky Horror Picture Show, fonte: Netflix

La salute di Tim Curry era diventata precaria nel 2012, quando subì un grave ictus che segnò profondamente gli ultimi anni della sua vita. Quell'evento cerebrovascolare lo costrinse a limitare drasticamente le apparizioni pubbliche e a utilizzare una sedia a rotelle, anche se non gli impedì mai di continuare a lavorare, soprattutto nel doppiaggio, settore nel quale aveva costruito una carriera parallela di enorme successo.

La carriera di Curry è stata un caleidoscopio di interpretazioni memorabili che hanno attraversato generi e decenni. Dopo l'esplosione di notorietà con Rocky Horror nel 1975, il suo talento camaleonte lo portò a collaborare con il Monty Python Michael Palin nella produzione televisiva britannica Three Men in a Boat. Ma fu il teatro a consacrarlo come attore di razza: la sua interpretazione del dadaista Tristan Tzara nella produzione della Royal Shakespeare Company di Travesties di Tom Stoppard gli valse riconoscimenti entusiastici sia nel West End che a Broadway nel 1976.

Al cinema, Curry ha regalato alcuni dei personaggi secondari più amati della storia recente: il perfido Rooster Hannigan in Annie del 1982, l'indimenticabile maggiordomo Wadsworth nel cult Clue del 1985, e Long John Silver in Muppet Treasure Island del 1996. Ogni suo ruolo portava quel mix inconfondibile di teatralità, ironia e presenza scenica che lo rendeva immediatamente riconoscibile.

La notizia della sua morte ha scatenato un'ondata di tributi sui social media, dove fan di diverse generazioni hanno condiviso ricordi, clip e fotografie, così come dei suoi colleghi e altre star di Hollywood. Rocky Horror Picture Show continua a essere proiettato in tutto il mondo con le famose sessioni midnight, dove il pubblico partecipa attivamente recitando le battute e cantando le canzoni. In questi raduni, la figura di Curry come Dr. Frank-N-Furter rimane centrale, simbolo di una libertà espressiva e di un'audacia artistica che hanno sfidato le convenzioni.

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