Time of EVE, serie e Home Video dell'anime: tutto senza passare per i canali ufficiali
La storia del ricchissimo Blu-Ray dell'anime per la rete Time of EVE, realizzato aggirando tutti i problemi di budget e rischio grazie al crowdfunding
Se c’è una cosa che ci differenzia invece è che i giapponesi hanno anche un sistema produttivo (audiovisivo) in grado di soddisfare meglio e con più costanza questa sete (il che porta anche alla fiducia nella proprie capacità, che da noi non esiste). Per questo moltissime delle loro produzioni non varcano i confini nazionali, non vengono cioè esportate in versioni internazionali tramite i supporti Home Video.
La storia di Time of EVE dimostra come aggirare la questione alla radice e come, raggiunto il successo una campagna Kickstarter possa portare benefici inediti.
Si tratta di un ONA, un anime pensato per la rete (le puntate sono andate sul portale video di Yahoo!), dalla fattura in linea con quello che si vede in televisione o al cinema e che, del resto, sul grande schermo è anche andato alla fine della sua corsa online. Quando è stato il momento dell’edizione Home Video però, per saggiare quanto l’interesse internazionale tastato online fosse reale, è stata organizzata la più classica delle campagne Kickstarter, iniziata con un obiettivo fissato a 18.000$ e finita con 215.000$ raccolti grazie a 2.700 utenti (circa 75$ a testa di media).
I perks spaziavano dal merchandising ufficiale fino ai più costosi sketch di personaggi e ambienti disegnati dall’autore Yasuhiro Yoshiura.
Non ci sono quindi stati canali televisivi, distribuzioni cinematografiche o ancora distribuzioni home video a fare da filtro in nessun caso. Time of EVE è il secondo lavoro interamente creato da Yasuhiro Yoshiura (il primo, Pale Cocoon, era già stato un buon successo e l'ultimo, Patema Inverted lo si era visto al Festival di Roma l'anno scorso) e la sua prima serie. In un mercato molto affamato, come si diceva inizialmente, Yoshiura ha scelto una partnership con Yahoo! (che pure di video da dare in pasto al suo player è affamatissimo) per aggirare le consuete barriere e poi, a successo ormai ottenuto e addirittura dopo un celebrativo passaggio cinematografico, ha aggirato anche le distribuzioni Home Video canoniche per cercare finanziamenti in altre maniere.
Con una campagna crowdfunding che ha più che decuplicato il budget previsto per il Blu-Ray il risultato è ovviamente un’edizione ricchissima ma sopratutto la consapevolezza che le barriere nazionali (una volta un problema ed un investimento spesso rischioso) possono essere annullate da quella che a tutti gli effetti è una forma di prevendita. Se George Lucas era riuscito a produrre il suo Star Wars prevendendo il merchandising, tramite Kickstarter chiunque può fare lo stesso. I perks infatti possono spaziare tra mille categorie, dai memorabilia agli incontri con gli autori ma in ogni caso rimangono una forma di prevendita (poichè in linea di massima prevedono anche l’acquisto del bene finanziato).
Time of EVE ha potuto non farlo perchè ha lavorato già avendo un pubblico e anche grosso (lo ripetiamo: ha raccolto più di dieci volte la cifra chiesta).