FILM

Tom Hanks affiancato da una ragazzina di 12 anni, in questo western su Netflix che nessuno si aspettava

Questo film con Tom Hanks è un western classico che divide la critica. Analisi del film, performance degli attori e cambio stilistico del regista.

Condividi

Quando Paul Greengrass decide di girare un western, qualcosa di inevitabilmente strano accade. Il regista che ha definito l'estetica dell'azione moderna con la trilogia di Jason Bourne, quel marchio di fabbrica fatto di camera a mano nervosa e montaggio serrato che ti fa saltare sulla sedia, improvvisamente rallenta. Si ferma. Respira. News of the World - Notizie dal mondo, il suo film del 2020 con Tom Hanks, rappresenta una svolta stilistica così netta da sembrare quasi un esperimento: cosa succede quando togli a Greengrass la sua arma più potente, quella kinetic energy che permea ogni frame dei suoi thriller? Il risultato è un western dall'anima tradizionale, quasi accademico nella sua aderenza ai canoni del genere, che divide pubblico e critica proprio per questa scelta radicale. Da un lato c'è chi apprezza la maturità di un autore capace di reinventarsi, dall'altro chi rimpiange quella firma visiva inconfondibile che rendeva i suoi film immediatamente riconoscibili.

Ambientato nel periodo della Ricostruzione post-Guerra Civile americana, News of the World racconta la storia di Captain Jefferson Kyle Kidd, interpretato da un Tom Hanks in stato di grazia. Kidd è un veterano di guerra che ha trovato un modo peculiare per sbarcare il lunario: viaggia di città in città leggendo le notizie del mondo alle comunità locali, in un'epoca in cui l'informazione viaggiava lenta e a macchia di leopardo. Durante uno dei suoi spostamenti, s'imbatte in Johanna, una bambina bianca cresciuta dai nativi Kiowa dopo essere stata rapita in tenera età. Un viaggio attraverso terre pericolose per riportare la ragazzina dai suoi parenti biologici, con tutti i pericoli che un simile tragitto comporta nel selvaggio West. Ma è proprio qui che Greengrass opera la sua trasformazione più interessante. Invece di puntare sull'azione e sul ritmo serrato, il regista britannico sceglie una narrazione più contemplativa, lasciando che siano i personaggi e il loro rapporto a occupare il centro della scena.

Tom Hanks, alla sua seconda collaborazione con Greengrass dopo Captain Phillips, conferma ancora una volta perché sia considerato uno degli attori più affidabili di Hollywood. Il suo Kidd è un uomo stanco, logorato dalla vita ma non ancora rassegnato, che trova nella missione di salvare Johanna forse un'ultima possibilità di redenzione. Hanks riesce a comunicare questa complessità emotiva con gesti misurati e sguardi eloquenti, dimostrando che la vera maestria attoriale sta spesso in ciò che non viene detto. Ma la vera rivelazione del film è Helena Zengel, la giovane attrice tedesca che interpreta Johanna. Avrebbe potuto essere il punto debole della pellicola, invece diventa quello di forza. Zengel riesce nell'impresa non facile di rendere credibile una bambina divisa tra due mondi, capace di mostrare vulnerabilità e al tempo stesso una saggezza che va oltre i suoi anni. La sua interpretazione sfumata è fondamentale per far funzionare la dinamica tra i due protagonisti, creando una chimica che tiene incollati allo schermo nonostante la prevedibilità della trama.

Dal punto di vista tecnico, il film è impeccabile. La scenografia di David Crank ricostruisce con precisione maniacale l'America del dopo guerra civile, i costumi di Mark Bridges sembrano autentici fino all'ultimo bottone, e la fotografia di Dariusz Wolski cattura quella luce polverosa e quella vastità dei paesaggi che sono marchio di fabbrica del western classico. Ogni frame trasuda autenticità, immergendo lo spettatore in un'epoca ormai lontana con una cura del dettaglio che oggi è sempre più rara. La durata di poco meno di due ore è calibrata perfettamente, senza momenti morti né dilungamenti inutili. Greengrass dimostra di saper gestire anche ritmi più lenti senza perdere il controllo del pacing, mantenendo l'attenzione dello spettatore attraverso lo sviluppo dei personaggi piuttosto che attraverso l'adrenalina pura.

Il film solleva anche riflessioni interessanti sul ruolo dell'informazione e della narrazione nella costruzione delle comunità. Kidd viaggia leggendo notizie perché in quell'epoca la condivisione di storie era ciò che teneva insieme le persone, creava un senso di appartenenza a qualcosa di più grande. In un'era come la nostra, satura di informazioni istantanee ma spesso priva di reale comunicazione, questo tema risuona con particolare forza. News of the World è un film che sa cosa vuole essere e lo raggiunge con competenza. Non è un capolavoro destinato a rimanere nella storia del cinema, ma è un'opera solida, ben recitata, tecnicamente ineccepibile che offre due ore di intrattenimento di qualità. Per chi ama i western, Tom Hanks o semplicemente cerca un film ben fatto da vedere senza troppe pretese intellettuali, rappresenta una scelta più che valida.

Continua a leggere su BadTaste