Trovato morto in casa Peter Greene, il caratterista specializzato in ruoli da cattivo: aveva 60 anni

Morto a 60 anni Peter Greene, volto cult di Pulp Fiction e The Mask. L'attore è stato trovato senza vita nel suo appartamento.

Condividi

Il mondo del cinema perde uno dei suoi caratteristi più riconoscibili. Peter Greene, attore specializzato in ruoli da antagonista e volto indimenticabile di film cult degli anni '90, è stato trovato morto venerdì 12 dicembre nel suo appartamento di Manhattan. Aveva 60 anni. A confermare la notizia è stato il suo manager Gregg Edwards, che ha precisato come al momento la causa del decesso rimanga sconosciuta.

Per una generazione di cinefili, Greene rappresentava l'incarnazione perfetta del cattivo cinematografico: sguardo penetrante, presenza fisica magnetica e quella capacità rara di rendere credibile anche il villain più sopra le righe. La sua faccia è impressa nella memoria collettiva soprattutto per due ruoli che hanno segnato il cinema di metà anni '90.

Peter Greene in The Mask - Cecchi Gori Group



Nel 1994, Quentin Tarantino lo volle per interpretare Zed in Pulp Fiction, il film che avrebbe vinto la Palma d'Oro al Festival di Cannes e ridefinito il cinema indipendente americano. Il personaggio di Greene, proprietario di un banco dei pegni con oscuri segreti, compariva in una delle sequenze più disturbanti e memorabili della pellicola. Non servivano molte scene per lasciare il segno: bastava quella presenza inquietante, quell'intensità controllata che faceva presagire violenza anche nel silenzio.

Nello stesso anno, Greene affrontò Jim Carrey in The Mask, interpretando Dorian Tyrell, l'antagonista principale della commedia che mescolava live action e animazione. Un ruolo completamente diverso da quello tarantiniano, ma che confermava la sua versatilità: anche in un contesto cartoonesco e iperbolico come quello creato da Chuck Russell, Greene riusciva a mantenere una minacciosità credibile, fungendo da contrappeso drammatico alle acrobazie comiche di Carrey.

Peter Greene in Laws of Gravity - RKO Pictures



Nato l'8 ottobre 1965 a Montclair, nel New Jersey, Peter Greene aveva mosso i primi passi nel mondo della recitazione all'inizio degli anni '90. Il suo debutto televisivo era arrivato nel 1990 con un episodio della serie NBC Hardball, mentre il grande schermo lo aveva accolto nel 1992 con Laws of Gravity, dove recitava accanto a Edie Falco, futura star de I Soprano.

L'ascesa era stata rapida. Nel 1993 era già protagonista di Clean, Shaven, un film indipendente sulla schizofrenia che venne presentato al Festival di Cannes nel 1994. Un lavoro intenso e coraggioso che dimostrava come Greene non fosse solo un volto per blockbuster hollywoodiani, ma un attore capace di esplorare anche territori più oscuri e personali del cinema d'autore.

Peter Greene in Clean, Shaven - Criterion Channel



Dopo l'exploit del 1994, la carriera di Greene si è sviluppata con costanza. Ha lavorato in produzioni di vario calibro, da I soliti sospetti di Bryan Singer a Training Day con Denzel Washington, passando per commedie come Da ladro a poliziotto con Martin Lawrence. Sul piccolo schermo è stato regular in The Black Donnellys della NBC e ha avuto ruoli ricorrenti in Life on Mars e Chicago P.D. Il suo ultimo lavoro risaliva a un episodio di The Continental, la serie prequel del franchise John Wick.

Secondo quanto rivelato dal suo manager, Greene aveva due progetti in cantiere: Mascots, un film con Mickey Rourke, e un documentario che avrebbe dovuto narrare, intitolato From the American People: The Withdrawal of USAID, con Jason Alexander e Kathleen Turner. Quest'ultimo progetto gli stava particolarmente a cuore: "Era appassionato nel portare alla luce tutte le morti avvenute nel mondo come risultato dello smantellamento dell'USAID da parte dell'America", ha spiegato Edwards.

Peter Greene in The Continental - Prime Video


Il manager ha voluto ricordarlo con parole che vanno oltre la professione: "Era uno dei migliori caratteristi del pianeta. Era un buon amico che ti avrebbe dato la camicia dalla schiena. Era amato e mancherà". Greene lascia un fratello e una sorella, che sono stati informati della sua scomparsa.

Sessant'anni sono pochi per chiudere una vita, soprattutto quando quella vita era dedicata a dare forma e sostanza ai personaggi che popolano le nostre storie preferite. Peter Greene ha costruito la sua carriera nell'ombra dei protagonisti, ma chiunque abbia visto Pulp Fiction o The Mask sa bene che certi volti, certi sguardi, restano impressi quanto e più delle star che campeggiavano sui poster. Era questo il suo talento: rendere indimenticabile anche una comparsata, trasformare pochi minuti di schermo in un'impronta permanente nella memoria dello spettatore.

Hollywood perde un artigiano, quel tipo di attore che non vincerà mai un Oscar ma senza il quale nessun grande film funzionerebbe davvero. Perché i cattivi di Greene non erano solo ostacoli narrativi da superare: erano specchi oscuri che rendevano gli eroi più luminosi, contrappunti necessari che davano senso all'intera storia. E in fondo, non è questo il mestiere più difficile e sottovalutato del cinema?

Fonte / Deadline.com
Continua a leggere su BadTaste