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Un Jesse Plemons insopportabile è il cuore pulsante di questo thriller da non perdere su Netflix

Windfall su Netflix: analisi del thriller con Jesse Plemons, Lily Collins e Jason Segel. Perché il personaggio insopportabile dell'attore è il punto di forza del film.

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Ci sono personaggi che ti fanno venire voglia di attraversare lo schermo per dar loro uno schiaffo. E poi ci sono quelli interpretati da Jesse Plemons in Windfall, che trasformano questa repulsione istintiva in arte pura. Il thriller diretto da Charlie McDowell, disponibile su Netflix, è un esercizio di stile minimalista che vive e respira attraverso le sue performance, in particolare quella di Plemons nel ruolo di un miliardario così insopportabile da risultare magnetico. Un uomo senza nome, interpretato da Jason Segel, si intrufola in una villa da sogno da qualche parte in California per svaligiarne gli interni. Peccato che i proprietari, una coppia altrettanto anonima formata da Jesse Plemons e Lily Collins, si presentino inaspettatamente per un weekend di relax.

Quello che doveva essere un furto veloce e indolore si trasforma in una battaglia psicologica a tre, un confronto di volontà dove le dinamiche di potere si ribaltano continuamente nel corso di due giorni tesi come corde di violino. McDowell, che firma anche la sceneggiatura, costruisce il suo film intorno a un cast ridotto all'osso e a un'unica location mozzafiato. Questa scelta claustrofobica, che potrebbe sembrare limitante, diventa invece il motore narrativo principale. Senza distrazioni visive o comprimari superflui, ogni sguardo conta, ogni pausa ha peso, ogni battuta rivela strati nascosti dei personaggi. È cinema da camera applicato al thriller, un esperimento che funziona proprio perché non cerca di mascherare la sua teatralità.

Ma è Plemons il vero cuore pulsante di Windfall. Il suo personaggio è un concentrato di tutto ciò che fa schifo nel capitalismo sfrenato contemporaneo: ha accumulato una ricchezza oscena sviluppando un algoritmo che sostituisce intere forze lavoro, condannando migliaia di persone alla disoccupazione mentre lui si gode champagne e panorami da cartolina. Non è un protagonista per cui fare il tifo, ed è esattamente questa la chiave di volta del film. Plemons naviga questo ruolo con un carisma spiazzante. È una performance in costante metamorfosi, stratificata. Il fascino dell'attore rende il personaggio ipnotico, al punto che sembra che Collins e Segel passino l'intero film a inseguirlo, cercando di tenere il passo con la sua presenza scenica travolgente.

Lily Collins offre una performance più trattenuta, quasi in contrappunto. Il suo personaggio bilancia la benevolenza condizionata tipica di chi è ricco e bianco con una consapevolezza sottile delle proprie contraddizioni e dei compromessi accettati per mantenere quello stile di vita. C'è una tristezza velata in lei, la sensazione di aver barattato qualcosa di essenziale in cambio del comfort materiale. Jason Segel invece è un tuttofare interpretativo: mescolan goffaggine, pericolosità latente e una malinconia profonda nel ritratto di un uomo spinto dalla disperazione a compiere scelte che probabilmente non appartengono alla sua natura.

Windfall è un thriller che vive delle performance eccellenti del suo cast, in particolare di quella di Jesse Plemons (da non confondere con Matt Damon), della regia sicura di McDowell e di una colonna sonora che mantiene il momentum dall'inizio alla fine. È un film che dimostra come il minimalismo, quando applicato con intelligenza e supportato da talenti del calibro giusto, possa generare tensione e intrattenimento senza bisogno di effetti speciali o plot twist spettacolari.

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