Un Presidente, una figlia e una scelta impossibile: il nuovo film di Sorrentino arriva su Netflix e colpisce al cuore
La Grazia, l'ultimo film di Paolo Sorrentino è finalmente disponibile su Netflix Italia, ed è imperdibile per tutti gli appassionati del cinema italiano.
La Grazia, l'ultimo film di Paolo Sorrentino è finalmente disponibile su Netflix Italia. La pellicola cinematografica segna un ritorno alle origini per il regista napoletano con un'opera che molti considerano il suo riscatto dopo l'accoglienza tiepida riservata a Parthenope un paio di anni fa a Cannes.
Ma niente è semplice quando si tratta di Sorrentino. Gli ultimi giorni del mandato di De Santis vengono infatti turbati da due domande di grazia particolarmente delicate e da un disegno di legge sull'eutanasia che divide l'opinione pubblica. Non è un caso che queste richieste di grazia siano in qualche modo connesse proprio al tema del fine vita, creando un intreccio di questioni morali, giuridiche ed esistenziali che il Presidente dovrà affrontare.
Ad accompagnarlo in questo percorso c'è la figlia Dorotea, interpretata da Anna Ferzetti, brillante giurista che rappresenta non solo un sostegno professionale ma soprattutto un dialogo costante tra affetto filiale e responsabilità civile. È proprio nel rapporto con lei che il film trova uno dei suoi nuclei emotivi più intensi, un confronto serrato tra diritto, coscienza e amore familiare.
La Grazia rappresenta per Sorrentino un ritorno a quella dimensione di analisi stratificata e profonda che aveva caratterizzato i suoi lavori più apprezzati. Il film affronta temi di primissima importanza come la differenza tra legge e giustizia, il peso della memoria, quanto il passato possa diventare un fardello insostenibile. Il tutto ammantato da quella dimensione estetica seducente che è ormai un marchio di fabbrica del regista, capace di trasformare ogni inquadratura in un piccolo quadro visivo.
Ovviamente anche in questo caso l'ironia, elemento sempre presente nel cinema di Sorrentino, ricopre un ruolo molto importante, permettendo a questa storia apparentemente lineare di un uomo che fa i conti con la propria vita di aprirsi a molteplici piani di lettura. Come spesso accade con le opere del regista napoletano, risulta difficile ingabbiare La Grazia all'interno di un preciso genere cinematografico: è dramma politico e riflessione esistenziale, ma anche racconto intimo e speculazione morale.