Valeria Golino e Margherita Buy protagoniste su RaiPlay in un intenso film sulla violenza di genere
Il coraggio di due donne, una fuga e una città che promette possibilità: un film toccante sulla violenza di genere che chiede allo spettatore di guardare oltre il dolore.
La violenza di genere è al centro del film del 2016 di Ivano De Matteo con Valeria Golino e Margherita Buy in una delle loro interpretazioni più intense. Un film che parte dalle sottrazioni per ottenere infine un bene prezioso, una nuova esistenza. Sottrazioni come una casa lasciata di fretta e una vita, se non privata, smontata poco a poco a causa di un legame che è piuttosto prigione, oppressione e dolore.
La vita possibile è su Rai Play e nonostante siano passati 10 anni dalla sua uscita, rimane purtroppo, ed è il caso di dirlo forte, più che attuale. Il tema della violenza contro le donne, dei femminicidi è al centro dell’attenzione della società, dei media, nell’arte e nel cinema, per la sua costante presenza tra noi e la pellicola ne da una versione lucida.Un nuovo inizio, un nuovo equilibrio
Il film racconta di Anna, interpretata da Margherita Buy, donna adulta che sceglie la fuga dal marito violento come unica forma possibile di sopravvivenza. Con il figlio adolescente al seguito, lascia Roma e approda a Torino. Qui trova rifugio presso Carla, attrice di teatro segnata a sua volta da un passato irrisolto, cui dà corpo una Valeria Golino profonda.
Il cuore del film, però, non è solo nella violenza subita — che resta fuori campo ma onnipresente — bensì nelle conseguenze che genera. Il figlio Valerio è il vero barometro del trauma: spaesato, arrabbiato, incapace di comprendere fino in fondo le ragioni della madre e vive la fuga come un tradimento, visto che lo costringe ad abbandonare i suoi amici, la sua scuola, in poche parole tutta la sua vita costruita in quel momento. Attorno a lui, De Matteo costruisce una rete di incontri minimi ma decisivi: una giovane donna ai margini, un ex sportivo che ha trovato un nuovo equilibrio, una comunità che non giudica ma osserva.
Anche la città di Torino assume un suo ruolo specifico, con il suo corpo urbano fatto di quartieri popolari e di posti concreti. Le interpretazioni femminili sono il vero motore del film. Buy costruisce una protagonista stanca ma non rassegnata, mentre Golino offre un personaggio complesso, che accoglie senza salvare. Non a caso, proprio la sua prova ha avuto riconoscimenti importanti come la candidatura per la migliore attrice non protagonista al David di Donatello e al Ciak d'oro.La vita possibile ci fa pensare che dopo ogni frattura, possono nascere nuovi equilibri, nuove famiglie e anche se si prendono strade che non cancellano il passato, queste permettono comunque di convivere con quella frattura.
In copertina: La vita possibile-Copyright Rodeo Drive-badtaste