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Venezia 83, Giulia De Lellis sfila sul red carpet con un abito unico: è nato dai vecchi centrini della nonna

Giulia De Lellis sfila a Venezia con un abito davvero speciale, realizzato con i centrini fatti a mano dalla nonna e dalla bisnonna e custoditi per anni.

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Giulia De Lellis ha scelto di portare sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia qualcosa che difficilmente avrebbe potuto trovare nell’archivio di una maison. Il suo abito bianco, infatti, è nato dai centrini realizzati a mano dalla nonna Lucilla e dalla bisnonna Linda, trasformati per l’occasione dalla designer Diana Qerimi in un pezzo unico che racconta tre generazioni della sua famiglia. L’influencer e imprenditrice ha sfilato alla première di Mr. Nelson, Did You Kill People? con una creazione total white che, a un primo sguardo, potrebbe sembrare semplicemente un elaborato abito crochet.

Dietro ogni lavorazione, però, c’è una storia molto più personale. Il vestito è stato battezzato “Lucilla”, proprio come la nonna di Giulia De Lellis. A realizzarlo è stata Diana Qerimi, chiamata a lavorare su materiali che non erano stati acquistati appositamente per il progetto: i centrini erano quelli che la nonna e la bisnonna dell’influencer avevano realizzato a mano negli anni e che erano stati successivamente conservati e tramandati in famiglia.

Il risultato è un abito senza spalline dalla silhouette aderente, con lavorazioni differenti che rendono immediatamente riconoscibile l’origine dei materiali. Il corpetto presenta stringhe sul davanti e volumi sui fianchi, mentre la gonna arriva alla caviglia ed è completata da uno spacco posteriore. Più che l’estetica, però, per Giulia De Lellis contava il significato della creazione. Nel presentare il look sui social ha spiegato che quei centrini sono passati attraverso le mani delle donne della sua famiglia prima di arrivare fino a lei.

Così, in questo abito si incontrano tre generazioni: le mani della mia bisnonna, la memoria di mia nonna, ed io, oggi”, ha raccontato Giulia. Un legame particolarmente forte anche perché nonna Lucilla, alla quale il vestito deve il proprio nome, è scomparsa nel 2025. Il red carpet veneziano ha quindi permesso a De Lellis di portare simbolicamente con sé un ricordo della donna alla quale era profondamente legata. La scelta rientra anche nella filosofia dell’upcycling, ma Giulia ha voluto darle un significato che andasse oltre il semplice recupero di materiali già esistenti.

Per me questo è il significato più bello e profondo dell’upcycling: non semplicemente riutilizzare qualcosa, ma riscoprirne il valore, preservarne la storia e permetterle di continuare a vivere in una nuova forma”, ha spiegato sui social. Non si tratta quindi di recuperare un vecchio abito d’archivio, pratica ormai piuttosto frequente sui red carpet internazionali. In questo caso a essere trasformati sono oggetti nati per la casa e legati alla memoria privata della famiglia De Lellis, che per una sera sono finiti sotto i riflettori di Venezia. Il nome scelto per la creazione rende ancora più evidente il senso dell’operazione.

Lucilla non è solo un abito. È un pezzo della mia famiglia che ho scelto di far vivere ancora”, ha scritto De Lellis, aggiungendo che dare una seconda vita agli oggetti può significare anche dare “nuova vita ai ricordi”. Per completare il look veneziano, Giulia ha scelto capelli raccolti, mules bianche e gioielli, lasciando però inevitabilmente all’abito il ruolo di protagonista. Dopo tanti anni di presenze alla Mostra del Cinema, questa volta De Lellis è quindi riuscita a rendere il suo passaggio sul red carpet molto più personale: in mezzo agli abiti d’alta moda e ai gioielli da capogiro di Georgina, uno dei suoi look più significativi è nato da qualcosa che per decenni era stato semplicemente custodito in famiglia.

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