Venezia 83: Susan Sarandon sfila sul red carpet a quasi 80 anni, ma il suo look nasconde un messaggio politico
Susan Sarandon sfila sul red carpet di Venezia a poche settimane dagli 80 anni e racconta le conseguenze delle sue posizioni politiche sulla carriera.
A un mese dagli 80 anni, Susan Sarandon non ha certo scelto di passare inosservata alla Mostra del Cinema di Venezia. L'attrice premio Oscar è arrivata al Lido per accompagnare The Echo Chamber, il nuovo film di Andrea Pallaoro in concorso a Venezia 83, e ha attirato l'attenzione prima sul red carpet e poi, soprattutto, per ciò che ha raccontato sul suo rapporto sempre più complicato con Hollywood, con tanto di messaggio politico molto chiaro.
C'era però un dettaglio tutt'altro che casuale nel look scelto da Sarandon. Sull'abito nero l'attrice aveva infatti appuntato la spilla rossa di Artists4Ceasefire, il collettivo che riunisce numerosi protagonisti del mondo dello spettacolo e chiede un cessate il fuoco permanente a Gaza e una pace duratura tra israeliani e palestinesi. Un elemento piccolo, quasi nascosto nel total black scelto per il red carpet, ma dal significato molto preciso. La spilla raffigura una colomba con un fiore di loto, il cui gambo si trasforma in filo spinato, ed è stata disegnata dall'artista Shepard Fairey come simbolo di speranza, pace e resilienza.
Per Sarandon indossarla a Venezia assume un peso ancora maggiore considerando quanto l'attrice si sia esposta negli ultimi anni sulla situazione a Gaza. E proprio poche ore prima di salire sul red carpet aveva raccontato che quelle prese di posizione continuerebbero ad avere conseguenze concrete sulla sua carriera a Hollywood. Ma il vero momento destinato a far discutere era arrivato qualche ora prima. Durante la conferenza stampa di The Echo Chamber, Sarandon è infatti tornata sulle conseguenze che il suo attivismo politico avrebbe avuto sulla carriera.
Le parole dell'attrice arrivano a quasi tre anni dalla rottura con United Talent Agency. Nel novembre 2023 UTA smise infatti di rappresentarla dopo alcune dichiarazioni pronunciate durante una manifestazione pro-Palestina a New York. In quell'occasione Sarandon aveva affermato che molti ebrei americani stavano sperimentando cosa significasse sentirsi minacciati nel proprio Paese, paragonando quella situazione a quella vissuta dai musulmani negli Stati Uniti. Una frase per la quale l'attrice si scusò pubblicamente pochi giorni dopo.
Sarandon la definì un “terribile errore”, riconoscendo che quelle parole potevano suggerire erroneamente che gli ebrei non avessero una lunga storia di persecuzioni e violenze alle spalle. Le scuse, tuttavia, non hanno significato un passo indietro rispetto al suo sostegno alla popolazione palestinese. Sarandon ha continuato negli anni successivi a esporsi pubblicamente e oggi sostiene che proprio queste posizioni continuino a limitarne le possibilità professionali negli Stati Uniti. Non sarebbe, secondo lei, un problema che riguarda soltanto la sua carriera.
Il film è una produzione italiana e nasce dall'ultima sceneggiatura alla quale Bernardo Bertolucci aveva lavorato prima della morte nel 2018, insieme a Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi. Sarandon conosceva personalmente Bertolucci dalla fine degli anni Settanta, quando era legata al regista francese Louis Malle. Proprio per questo, quando ha scoperto che il progetto nasceva dall'ultima storia sulla quale il cineasta italiano aveva lavorato, ha raccontato di essersi sentita particolarmente onorata e commossa.
Il rapporto con Bertolucci era nato anche attraverso il cinema. Sarandon ha ricordato come Il conformista fosse stato uno dei film che le avevano fatto comprendere quanto potesse essere potente il mezzo cinematografico, soprattutto dal punto di vista visivo. In The Echo Chamber interpreta Ava, una celebre musicista che entra nella vita di Leo, produttore musicale interpretato da Luca Marinelli. Al centro della storia c'è però soprattutto il rapporto tra Leo e Anne, interpretata da Alicia Vikander, costruito attorno a dipendenza, dolore, cura e controllo. Per Sarandon il film rappresenta quindi anche una nuova tappa di quel percorso internazionale che negli ultimi anni sembra aver assunto un peso crescente nella sua carriera.
A Venezia, però, l'attrice ha mostrato anche l'altra faccia di questa situazione: quella di una star che, a quasi 80 anni, continua a trovare spazio nel cinema internazionale. Sul tappeto rosso, in mezzo a tante star da look da sogno, è bastato un abito nero dalle spalle scoperte per riportare davanti ai fotografi l'immagine della diva. In sala stampa, invece, Sarandon ha ricordato ancora una volta quanto dietro quell'immagine continui a esserci una voce che non sembra intenzionata a diventare più silenziosa con il passare degli anni.