Vent'anni dopo Gomorra: cosa ci ha insegnato davvero?
Siamo sicuri di aver capito Gomorra, o ci siamo limitati a guardarlo? Un festival cerca di rispondere a queste domande
Sono domande che vale la pena fare oggi, a vent'anni dalla pubblicazione del romanzo di Roberto Saviano, un libro che nel 2006 irruppe nell'Italia sonnolenta come un pugno nello stomaco. Non era solo un'inchiesta sulla camorra, era uno squarcio nel tessuto del reale, un gesto letterario e civile insieme, che costrinse un paese intero a fare i conti con qualcosa che sapeva benissimo ma preferiva non vedere.
Cosa abbiamo davvero imparato da Gomorra? È questa la domanda che si porta dietro la seconda edizione di TreSeiZero – Media Pop FEST, il festival promosso da ÀP – Antimafia Pop Academy. L'8 e 9 maggio 2026, negli spazi della BiblioAp, in zona Cinecittà-Don Bosco a Roma, il festival porta in scena "Gomorra. Tra le maglie del Sistema": non una celebrazione, ma un processo, nel senso più serio del termine.
Lo dice chiaramente Pasquale Grosso, presidente di ÀP: «Non ci interessa fare un bilancio su un'opera, ma partire da lì per guardare meglio la realtà. Oggi è un pretesto per parlare delle tante "Gomorra" che attraversano il nostro Paese: territori segnati da marginalità, disuguaglianze, povertà e diritti negati.» È la differenza tra chi usa la cultura come specchio e chi la usa come tappeto sotto cui nascondere la polvere.
Vent'anni di Gomorra non sono un traguardo. Sono, se vogliamo, una scomoda cartina di tornasole: ci dicono quanto siamo cambiati, quanto il Sistema è cambiato, e quanto invece — nonostante tutto — siamo rimasti fermi.