Vittorio Sgarbi, l'amico rivela come sta dopo il ricovero: arrivano buone notizie, ma resta una preoccupazione
Stefano Papetti racconta a La Volta Buona come sta Vittorio Sgarbi dopo il ricovero: segnali di miglioramento, ma la riabilitazione sarà lunga.
Le condizioni di Vittorio Sgarbi restano delicate, ma arrivano finalmente alcuni segnali incoraggianti. Il critico d'arte, ricoverato da oltre due settimane al Policlinico Gemelli di Roma dopo una grave crisi respiratoria, starebbe mostrando i primi progressi. A raccontarlo è Stefano Papetti, storico dell'arte e direttore dei Musei civici di Ascoli Piceno, nonché amico di lunga data di Sgarbi, che durante un collegamento con La Volta Buona, il programma di Rai 1 condotto da Caterina Balivo, ha condiviso alcuni dettagli della sua recente visita in ospedale.
Il percorso verso la guarigione, tuttavia, potrebbe essere ancora lungo. “Non è prevedibile che possa essere dimesso presto: deve fare tutta una serie di attività di riabilitazione”, ha precisato Papetti, spiegando che Sgarbi avrà bisogno di tempo e di un lavoro graduale per recuperare le forze. Il critico d'arte è stato sottoposto a una tracheostomia percutanea, procedura resa necessaria dalle difficoltà nel sospendere il supporto ventilatorio, nonostante i miglioramenti registrati a livello polmonare. Il ricovero risale al 30 settembre 2026, quando Sgarbi è stato colpito da una grave broncopolmonite.
Nei giorni successivi le sue condizioni hanno richiesto cure intensive, alimentando la preoccupazione dei familiari e di quanti seguono da vicino la sua situazione. Secondo quanto riferito da Papetti in un'altra intervista, la broncopolmonite sarebbe stata superata e il critico starebbe tornando a respirare autonomamente, anche se non è ancora arrivato il momento di lasciare l'ospedale. A rendere più difficile il recupero ci sarebbe anche una sofferenza psicologica che, secondo l'amico, accompagnerebbe Sgarbi da tempo. “C'è una depressione che va avanti da tempo, su cui si innesta anche il problema fisico”, ha dichiarato Papetti, descrivendo una situazione nella quale le difficoltà emotive e quelle legate alla salute si sovrappongono.
Sgarbi avrebbe ricominciato a osservare immagini di dipinti sul proprio telefono, tornando a manifestare interesse per quella che è sempre stata la sua più grande passione. “Già ieri aveva iniziato a guardare sul telefonino dei quadri”, ha raccontato Papetti, sottolineando come la sua attenzione verso il mondo dell'arte sembri essere rimasta intatta. Un dettaglio che assume un significato particolare per chi conosce il critico da oltre quarant'anni. Papetti e Sgarbi hanno condiviso mostre, conferenze e progetti culturali, costruendo un rapporto che nel tempo è andato ben oltre la semplice collaborazione professionale. Ed è proprio questo legame ad aver spinto lo storico dell'arte a raggiungere Roma per verificare personalmente le condizioni dell'amico.
Nel frattempo, attorno a Sgarbi resta alta anche l'attenzione per le vicende familiari, visto che nei giorni scorsi la figlia Evelina ha presentato un esposto per chiedere chiarimenti sulla gestione sanitaria e patrimoniale del padre, mentre continuano le visite dei familiari e delle persone a lui vicine. Una situazione complessa che si aggiunge alle preoccupazioni per la salute del critico, senza però modificare il dato più importante emerso dalle ultime testimonianze: il recupero richiederà ancora tempo.