Wicked 2 escluso dagli Oscar, la star Michelle Yeoh non ci sta: "Meritava di esserci"
Michelle Yeoh critica l'esclusione di Wicked 2 dagli Oscar 2026. L'attrice difende il sequel: "Più elaborato del primo, meritava le nomination per costumi e regia".
di Alba Rossi
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Quando la mattina del 22 gennaio sono state annunciate le nomination agli Oscar 2026, Michelle Yeoh non riusciva a credere ai suoi occhi. Wicked: For Good, l'attesissimo sequel del fenomeno cinematografico che aveva conquistato pubblico e critica, era stato completamente ignorato dall'Academy. Zero nomination. Nemmeno una menzione nelle categorie tecniche dove il primo capitolo aveva trionfato.
Ma cosa è andato storto? Secondo Yeoh, potrebbe esserci una logica distorta dietro questa esclusione. "Penso che a volte il problema sia che le persone pensano: avete già ottenuto così tanto con il primo film, lasciate che siano altri ad avere una possibilità". Un ragionamento che l'attrice respinge con forza: "No, non va bene così. È un film bellissimo, realizzato magnificamente".
Wicked: For Good, invece, si è trovato in una posizione paradossale. Tecnicamente più ambizioso del predecessore, con scenografie ancora più elaborate e destinazioni completamente nuove nell'universo di Oz, il sequel ha dimostrato che la magia della prima parte non era un colpo di fortuna. Eppure, quando è arrivato il momento di distribuire le nomination, l'Academy ha voltato pagina.
Michelle Yeoh non ci sta e passa in rassegna le categorie dove il film avrebbe meritato di esserci. "Paul Tazewell per i costumi, il reparto trucco e acconciature. Se lo confronti con i candidati di quest'anno, dovrebbe esserci". E non si ferma qui: "Jon Chu per la regia, Alice Brooks per la fotografia, la scenografia. Non è una replica del primo film. È più elaborato e ci sono molte più nuove destinazioni in Wicked: For Good".
Il regista Jon M. Chu, noto per il suo carisma e la capacità di tirare fuori il meglio dai suoi attori, l'aveva rassicurata con leggerezza: "È una passeggiata". Ma Yeoh sapeva che non sarebbe stato così semplice. "Alla fine della fiera, devi essere disposta a imparare una nuova abilità, fondamentalmente". Con l'aiuto di un vocal coach eccezionale, l'attrice ha affrontato una delle sue paure più profonde: "Sono terrorizzata dal canto perché penso di avere una voce molto roca e bassa". Tanto che, racconta con autoironia, quando chiama il servizio in camera la mattina le rispondono: "Sì, signor Yeoh", e lei deve correggere: "Amico, mio padre non è qui, okay?".
Questa capacità di mettersi in gioco, di rischiare e di imparare è esattamente ciò che Yeoh riconosce nell'intero team di Wicked: For Good. Un impegno che, secondo lei, meritava di essere riconosciuto dall'industria cinematografica. "Sono stata davvero, davvero molto delusa" quando il film è rimasto a bocca asciutta.
Fonte /
Variety.com