William Shatner fa heavy metal a 94 anni. E non è uno scherzo
Il capitano Kirk ha annunciato un album con cover di Black Sabbath, Judas Priest e Iron Maiden, più brani originali e 35 musicisti scelti uno per uno. Il disco esce nel 2026.
"Ho esplorato lo spazio. Ora esploro la distorsione."
Il 19 febbraio 2026, William Shatner ha pubblicato una foto sui suoi profili social: lui, 94 anni, davanti a uno sfondo rosso fumoso, con una chitarra elettrica tra le mani e lo sguardo di chi non ha nessuna intenzione di sedersi. La didascalia era secca: "Ho esplorato lo spazio. Ho esplorato il tempo. Ora esploro la distorsione. Sì. Avete letto bene." Poi l'annuncio: un album heavy metal in uscita nel corso di quest'anno, con cover di Black Sabbath, Iron Maiden e Judas Priest, più materiale originale scritto appositamente per il progetto.
Trentacinque musicisti selezionati personalmente da Shatner. Chitarre tonanti, arrangiamenti cinematografici, e quella voce — parlata, recitativa, monumentale — che da sessant'anni divide il pubblico tra il fastidio e la fascinazione. L'album uscirà per Cleopatra Records e porta con sé nomi che non si leggono spesso sullo stesso foglio: Zakk Wylde (chitarrista storico di Ozzy Osbourne), Ritchie Blackmore (Deep Purple, Rainbow), Henry Rollins (Black Flag), Wayne Kramer (MC5). Non è una raccolta di fan che si sono presentati per la foto. Sono collaboratori scelti.Non è la prima volta — ma questa volta è diverso
Chi conosce la discografia di Shatner sa già che l'uomo non ha paura del ridicolo, il che in musica è spesso una risorsa. Il suo album d'esordio, The Transformed Man, risale al 1968: una collezione di monologhi drammatici e interpretazioni parlate di canzoni pop che includeva Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles e Rocket Man di Elton John. Quest'ultima è rimasta nella memoria collettiva come uno dei momenti più assurdi e ipnotici della storia della musica leggera — il tipo di cosa che non si sa se ridere o applaudire, e che per questo non si dimentica.
Nel 2011 arrivò Seeking Major Tom, un album di cover rock che includeva già Zakk Wylde su una versione di Iron Man dei Black Sabbath — e lì c'erano anche Michael Schenker, Ian Paice dei Deep Purple e Carmine Appice. Nel 2013 fu la volta di Ponder the Mystery, prodotto da Billy Sherwood degli Yes, con Steve Vai tra i collaboratori. Un album prog, denso, preso sul serio da chi lo ascoltò con attenzione. L'heavy metal, in questo contesto, non è una trovata pubblicitaria. È il passo successivo di una traiettoria musicale bizzarra ma coerente.L'idea è nata da un supergruppo metal
Il progetto ha un'origine precisa. Shatner stava registrando un intro parlato per Nuclear Messiah, il progetto metal dell'ex chitarrista dei Megadeth Chris Poland — il cui album Black Flame uscirà il 24 aprile 2026 con Shatner su un brano chiamato The Prophet of Fallout. Durante quelle sessioni, secondo quanto dichiarato dallo stesso attore, "qualcosa è scattato". La chitarra regalata da Wylde come gesto di incoraggiamento ha fatto il resto. E Shatner ha deciso di non fermarsi a un cameo.
L'uomo che ha già fatto tutto
Capire perché questa notizia funziona richiede di ricordare chi è William Shatner al di là del capitano Kirk. Nella sua carriera ha vinto due Golden Globe e un Emmy per Boston Legal, dove interpretava l'avvocato Denny Crane con una precisione comica che i detrattori di Star Trek faticavano ad ammettere. Nel 2021, a 90 anni, ha volato davvero nello spazio a bordo di un razzo Blue Origin, diventando la persona più anziana a compiere un viaggio suborbitale — e chiudendo in modo quasi perfetto il cerchio con il personaggio che lo aveva reso famoso mezzo secolo prima.
L'estate scorsa erano circolate voci su un ricovero ospedaliero. Shatner le aveva smentite con la stessa ironia che usa per tutto il resto. L'annuncio dell'album metal è arrivato pochi mesi dopo, con una frase che vale come dichiarazione programmatica: "A 94 anni non si diventa più tranquilli. Si alza il volume."
Il disco non ha ancora un titolo ufficiale, né una tracklist completa né una data precisa. Quello che c'è è sufficiente per capire che non si tratterà di una curiosità da due clic. Shatner ha sempre saputo che la sua voce — quella voce enfatica, teatrale, capace di rendere drammatica qualunque frase — funziona meglio quando si scontra con qualcosa di inaspettato. Il metal è probabilmente l'ambiente più inaspettato che potesse scegliere. Ed è esattamente per questo che potrebbe funzionare.