Wyatt Earp, il western con Kevin Costner scala le classifiche Netflix a 32 anni dall'uscita
Wyatt Earp con Kevin Costner, flop del 1994, conquista Netflix nel 2026. La rivalutazione del western di Lawrence Kasdan che sfidò Tombstone al botteghino.
Ci sono film che nascono sotto una cattiva stella, schiacciati da aspettative troppo alte o dalla sfortuna di uscire nel momento sbagliato. Wyatt Earp, il western epico diretto da Lawrence Kasdan con Kevin Costner nei panni del leggendario sceriffo, è uno di questi. Nel 1994 arrivò nelle sale americane con un budget di 63 milioni di dollari e ambizioni monumentali, per poi sgretolarsi al botteghino con appena 55,9 milioni di incasso. Un flop certificato che sembrava destinato a raccogliere polvere negli archivi della storia del cinema.
Eppure il tempo, si sa, è galantuomo. E Netflix ha l'abitudine di riesumare titoli dimenticati, offrendo loro una seconda vita. Il 2 febbraio 2026, a trentadue anni dall'uscita originale, Wyatt Earp si è piazzato all'ottavo posto nella Top 10 dei film più visti negli Stati Uniti sulla piattaforma di streaming. Un risultato che arriva in un momento particolare per Kevin Costner: dopo l'addio a Yellowstone nel 2024 e con il futuro della sua saga cinematografica Horizon: An American Saga avvolto nell'incertezza, vedere uno dei suoi western più ambiziosi tornare sotto i riflettori ha un sapore agrodolce ma significativo.
Su Rotten Tomatoes, Wyatt Earp porta ancora oggi un misero 31 percento di approvazione da parte dei recensori professionisti. Le recensioni dell'epoca parlavano di una regia tecnicamente ineccepibile ma sepolta sotto una struttura narrativa troppo ampia, che sacrificava il ritmo alla completezza storica. Il pubblico, però, si dimostrò più generoso: il 61 percento di gradimento degli spettatori suggerisce che molti apprezzarono l'approccio più riflessivo e dettagliato alla leggenda di Earp, meno action-oriented rispetto a Tombstone ma più attento alla dimensione umana e biografica del personaggio.
Il ritorno di fiamma su Netflix non è casuale. Kevin Costner resta un'icona del western contemporaneo, e la sua improvvisa assenza da Yellowstone ha lasciato un vuoto nei cuori degli appassionati. La piattaforma di streaming, con il suo algoritmo che intercetta nostalgie e curiosità latenti, ha offerto a Wyatt Earp l'opportunità che il cinema non gli aveva concesso: tempo e attenzione. Senza la pressione del botteghino, senza il confronto diretto con Tombstone nelle sale adiacenti, il film può finalmente essere valutato per quello che è, non per quello che avrebbe dovuto essere.
Il fenomeno dei film rivalutati dallo streaming è ormai consolidato. Opere bocciate al cinema trovano nuova linfa vitale nei cataloghi digitali, dove il pubblico può scegliere senza condizionamenti, spinto dalla curiosità o dal consiglio dell'algoritmo. Wyatt Earp si aggiunge a questa lista di redenzioni tardive, portando con sé una riflessione più ampia: quanto pesa il momento dell'uscita nel destino di un film? Quanto conta il contesto, la concorrenza, il mood del pubblico in una specifica estate cinematografica?
Nella Top 10 di Netflix del 2 febbraio, Wyatt Earp si trova alle spalle di The Rip al primo posto, seguito da Copshop, M3GAN 2.0, Night at the Museum, Faith in the Flames: The Nichole Jolly Story e Forever. Davanti a lui solo blockbuster recenti o classici familiari, eppure riesce a tenere testa, a oltre tre decenni dalla sua nascita. Un western lungo, complesso, imperfetto, che continua a parlare a chi ha voglia di ascoltare. E in fondo, non è questo il destino che ogni film spera: essere visto, discusso, riconsiderato, anche quando il botteghino ha già emesso la sua sentenza?