Young Sherlock: perché Sherlock Holmes 3 con Robert Downey Jr. potrebbe non vedere mai la luce
Young Sherlock su Prime Video e la connessione con Sherlock Holmes 3 con Robert Downey Jr.
Mentre l'attesa per Sherlock Holmes 3 con Robert Downey Jr. continua a dilatarsi senza una data di uscita concreta, Prime Video ha appena lanciato quella che potrebbe essere considerata la sua sostituzione ufficiale. Si chiama Young Sherlock, ed è una serie che porta la firma inconfondibile di Guy Ritchie, il regista che ha trasformato il detective più celebre della letteratura in un'icona action nel 2009.
La connessione tra la nuova serie e i film con Downey Jr. non è casuale. Ritchie figura tra i produttori esecutivi di Young Sherlock, garantendo quella continuità stilistica che ha reso i suoi due film su Holmes un successo planetario. Ma attenzione: non stiamo parlando di un prequel diretto. Nonostante le somiglianze evidenti e l'ambientazione vittoriana perfettamente compatibile, Young Sherlock e l'universo cinematografico di Ritchie rimangono, almeno ufficialmente, mondi separati.
La serie, basata sui romanzi di Andrew Lane, ci porta a Oxford dove un diciannovenne Sherlock Holmes, interpretato da Hero Fiennes Tiffin, si ritrova accusato dell'omicidio di un professore universitario. Per scagionarsi, il giovane detective in erba si allea con un brillante studente di nome James Moriarty, interpretato da Dónal Finn. Sì, proprio quel Moriarty. La serie esplora le origini della loro amicizia e l'inevitabile tragitto che li porterà a diventare nemici giurati.
Quello che rende Young Sherlock il perfetto erede spirituale dei film di Ritchie è l'approccio alla narrazione. Come nei lungometraggi con Downey Jr., la serie non dimentica mai che Sherlock Holmes può essere tanto un pensatore quanto un uomo d'azione. Le scene di combattimento sono coreografate con precisione, ma c'è una differenza fondamentale: questo Sherlock non è ancora il fighter esperto che vediamo nei film. È grezzo, imperfetto, e gran parte del suo apprendimento marziale avviene proprio grazie a Moriarty, in un rapporto di scambio reciproco dove James impara da Sherlock l'arte della deduzione.
Dal punto di vista visivo, Young Sherlock mantiene intatta quella firma stilistica che ha reso iconici i film di Ritchie: montaggio serrato e dinamico, freeze frame giustificati narrativamente, atmosfera cupa ma mai opprimente, e quella capacità unica di visualizzare il processo deduttivo di Holmes in modo spettacolare. La serie non si limita a mostrare il detective che pensa: ce lo fa vedere pensare, trasformando la logica in cinema puro.
Ma c'è di più. Dove i film di Ritchie si concentravano principalmente sull'azione e sul mistero, con tocchi di commedia nera, Young Sherlock introduce una componente drammatica più marcata. La famiglia Holmes viene esplorata in profondità: la madre di Sherlock è rinchiusa in un'istituzione mentale, il padre è una presenza assente dopo la morte della sorella minore del detective, e questi traumi familiari permeano l'intera prima stagione, aggiungendo strati emotivi che rendono il personaggio più tridimensionale.
Il cast si completa con Zine Tseng nei panni della principessa cinese Shou'An, un personaggio che porta nella narrazione una prospettiva internazionale e amplifica la portata della cospirazione che i protagonisti si trovano a dover svelare. Perché sì, come nei migliori film di Ritchie, anche qui un mistero apparentemente isolato si trasforma presto in qualcosa di molto più grande e pericoloso.
Ma cosa sta succedendo davvero con Sherlock Holmes 3? Il progetto è stato annunciato nel lontano 2011, subito dopo il successo di Sherlock Holmes: Gioco di ombre, il sequel che vedeva Holmes e Moriarty confrontarsi alle cascate di Reichenbach in un finale che sembrava chiudere e aprire contemporaneamente la saga. Nonostante il cliffhanger e l'entusiasmo del pubblico, il terzo capitolo è rimasto impantanato in un limbo fatto di riscritture continue e ritardi inspiegabili.
Nel 2021, Ritchie è stato sostituito alla regia da Dexter Fletcher, ma da allora non ci sono stati aggiornamenti sostanziali. Il progetto viene ancora definito una priorità da tutti gli attori coinvolti, ma quattordici anni di attesa iniziano a pesare, specialmente quando consideriamo che nel frattempo Downey Jr. è diventato Tony Stark, ha lasciato il Marvel Cinematic Universe e ora è persino tornato come Doctor Doom.
Young Sherlock arriva quindi in un momento perfetto, colmando un vuoto che i fan sentono sempre più forte. La serie offre tutto ciò che si amava dei film di Ritchie, con l'aggiunta di una serialità che permette di approfondire personaggi e misteri in modo impossibile nel formato cinematografico. Vedere le origini del rapporto tra Holmes e Moriarty, assistere alla formazione del detective più famoso della letteratura, esplorare i traumi che ne hanno forgiato la personalità: sono tutti elementi che arricchiscono la mitologia senza tradirne lo spirito.
Le recensioni pre-lancio sono state entusiastiche, e sebbene Prime Video non abbia ancora confermato una seconda stagione, il futuro della serie appare decisamente più luminoso di quello del mai nato terzo film. Il finale della prima stagione prepara il terreno per ulteriori sviluppi, lasciando domande aperte e promettendo ulteriori rivelazioni sulla trasformazione di James Moriarty da amico fidato a nemico mortale.
Forse, alla fine, l'eredità più grande dei film di Guy Ritchie con Robert Downey Jr. non sarà un terzo capitolo cinematografico, ma una serie che ne cattura l'essenza portandola in una nuova dimensione narrativa. Young Sherlock dimostra che il DNA creativo di Ritchie può funzionare magnificamente anche nel formato seriale, e che a volte le sostituzioni possono rivelarsi altrettanto preziose degli originali. Mentre continuiamo ad aspettare notizie su Sherlock Holmes 3, almeno abbiamo un nuovo mistero vittoriano da risolvere, una puntata alla volta.