Netflix e Prime Video: scontro tra titani, con l'uscita di Young Sherlock e The Immortal Man
Young Sherlock di Guy Ritchie e Peaky Blinders film si scontrano a marzo 2026. Due colossi del gangster britannico a confronto su Prime Video e Netflix.
di Alba Rossi
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Marzo 2026 passerà alla storia come il mese in cui due colossi del crimine britannico si sono dati appuntamento sullo stesso ring. Da una parte Guy Ritchie, l'uomo che ha ridefinito il gangster movie con Lock & Stock e Snatch. Dall'altra Steven Knight, il creatore della saga più amata degli ultimi vent'anni: Peaky Blinders. Per la prima volta nelle loro carriere parallele, i due maestri del genere si trovano faccia a faccia con progetti concorrenti rilasciati a distanza di appena due giorni.
Young Sherlock rappresenta un esperimento audace per Guy Ritchie, che per la prima volta nella sua carriera si dedica a una serie televisiva. Basata sui romanzi di Andrew Lane, la produzione è uno spiritual prequel dei film con Robert Downey Jr., ma con l'inconfondibile impronta stilistica del regista britannico. La trama si concentra sull'adolescenza di Sherlock Holmes nell'Oxford degli anni Settanta dell'Ottocento, esplorando la nascita della sua amicizia con il futuro nemico James Moriarty.
Quello che rende Young Sherlock particolarmente interessante è la capacità di Ritchie di trasportare il suo linguaggio visivo dal cinema alla serialità televisiva. I movimenti di camera vorticosi, i dialoghi serrati, il montaggio nervoso: tutto il repertorio che ha reso celebri i suoi film è al servizio di una narrazione più estesa, che può permettersi di sviluppare personaggi e intrecci con maggiore profondità rispetto a un lungometraggio di due ore.
Dall'altra parte del ring c'è Steven Knight con Peaky Blinders: The Immortal Man, il film che conclude definitivamente la saga iniziata nel 2013. Dopo quattro anni dalla fine della sesta stagione televisiva, Tommy Shelby torna sullo schermo incarnato ancora una volta da Cillian Murphy, fresco vincitore dell'Oscar per Oppenheimer. La storia è ambientata nella Birmingham degli anni Quaranta, durante la Seconda Guerra Mondiale, con Tommy che rientra dall'esilio per affrontare tumulti personali e familiari mentre cerca di definire il suo lascito.
La strategia di distribuzione del film è ibrida: uscita limitata nelle sale il 6 marzo, seguita dal lancio globale su Netflix il 20 marzo. Questa scelta permette a Peaky Blinders di competere direttamente con Young Sherlock sin dall'inizio, creando quello che potrebbe essere lo scontro streaming più significativo del 2026. Il trailer rilasciato il 19 febbraio ha già alimentato le aspettative, rivelando anche la sostituzione di Barry Keoghan nel ruolo di Duke Shelby, una scelta che ha sollevato interrogativi e discussioni tra i fan della serie.
Guy Ritchie e Steven Knight rappresentano le due facce del gangster britannico contemporaneo. Ritchie ha costruito la sua reputazione su storie di criminali londinesi di medio calibro, personaggi colorati che parlano veloce e agiscono più velocemente ancora, immersi in trame labirintiche dove ogni personaggio nasconde un secondo fine. I suoi film sono puzzle narrativi dove la forma conta quanto la sostanza, e il divertimento sta nel seguire il gioco delle parti.
Eppure, nonostante le carriere parallele e l'influenza reciproca evidente nei rispettivi lavori, Ritchie e Knight non hanno mai collaborato né si sono trovati in competizione diretta. I migliori personaggi dei film di Ritchie sembrano aver ispirato le incursioni di Knight nel genere gangster negli ultimi vent'anni, mentre Peaky Blinders ha probabilmente sottratto a Ritchie la corona di storia criminale britannica più amata dal pubblico.
La scelta di Young Sherlock di esplorare le origini del detective in chiave gangster movie è particolarmente astuta. Non si tratta di un classico mystery in costume, ma di un'opera che applica i codici del cinema criminale britannico al mondo vittoriano. Sherlock diventa così un personaggio ritchiano per eccellenza: brillante, cinico, capace di muoversi tra diverse classi sociali, abile nel combattimento quanto nella deduzione.
Entrambi i progetti condividono un elemento fondamentale: l'attenzione maniacale per il periodo storico ricreato. Young Sherlock immerge lo spettatore nell'Oxford del 1870, con costumi, scenografie e atmosfere che evocano un'epoca di transizione per la società britannica. The Immortal Man invece porta il pubblico nella Birmingham della Seconda Guerra Mondiale, un contesto che Knight ha già esplorato nelle ultime stagioni della serie ma che nel film acquista una dimensione cinematografica amplificata.
La guerra dello streaming tra Prime Video e Netflix aggiunge un ulteriore livello di interesse a questo confronto. Le due piattaforme hanno investito cifre considerevoli nei rispettivi progetti, puntando sul potere dei nomi coinvolti e sull'affetto del pubblico per questi universi narrativi. Young Sherlock parte con il vantaggio di due giorni di anticipo e recensioni entusiastiche, ma Peaky Blinders ha dalla sua parte una base di fan consolidata e la forza emotiva di un finale atteso da anni.
Un altro elemento che distingue i due autori è il trattamento dei personaggi femminili. Nei film di Ritchie le donne sono spesso figure secondarie o catalizzatori della trama maschile, mentre in Peaky Blinders personaggi come Polly Gray e Ada Shelby hanno avuto archi narrativi complessi e determinanti per lo sviluppo della storia. Sarà interessante vedere se Young Sherlock, che include tra i personaggi principali la Principessa Gulun Shou'an interpretata da Zine Tseng, segnerà un'evoluzione in questo senso per Ritchie.
La scelta di ambientare Young Sherlock nell'Ottocento e The Immortal Man negli anni Quaranta del Novecento permette anche confronti interessanti su come i due registi rappresentano il crimine in epoche diverse. Il gangster vittoriano di Ritchie opera in una società rigidamente stratificata dove il crimine è spesso l'unica via di mobilità sociale per chi nasce nella classe sbagliata. Il gangster novecentesco di Knight invece vive in un momento di trasformazione sociale accelerata dalla guerra, dove i vecchi ordini crollano e si aprono nuove possibilità.
La vera domanda ora è quale dei due progetti lascerà un segno più profondo. Young Sherlock ha il potenziale per lanciare un franchise duraturo, con più stagioni che potrebbero accompagnare il detective fino alla maturità. The Immortal Man invece è concepito come un punto finale, una chiusura definitiva che deve soddisfare anni di investimento emotivo da parte dei fan. Sono sfide diverse, con obiettivi e metriche di successo differenti.
Fonte /
ScreenRant.com