Bridgerton, la showrunner spiega perché Daphne e Simon non verranno sostituiti
La showrunner Jess Brownell spiega perché Bridgerton non sostituirà mai Daphne e Simon con altri attori. Cosa significa per le stagioni 5 e 6 della serie Netflix.
di Alba Rossi
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La domanda ronza nella testa dei fan di Bridgerton da quando la quarta stagione ha mostrato eventi familiari cruciali senza la presenza della coppia che ha dato il via a tutto. Dov'erano Daphne e Simon al funerale del marito di Francesca o al matrimonio di Benedict e Sophie? E soprattutto: Netflix ha mai considerato di sostituire gli attori per permettere ai personaggi di essere presenti?
"Non siamo interessati a rifare il casting dei personaggi", ha dichiarato Brownell senza mezzi termini. La motivazione va oltre il semplice attaccamento sentimentale: si tratta di rispetto artistico. "Penso che sarebbe un disservizio a tutto ciò che Regé e Phoebe hanno costruito nella prima stagione, e a tutto il bellissimo lavoro che hanno messo in quei personaggi", ha spiegato la showrunner.
Non proprio. La showrunner ha lasciato aperta una porta, anche se stretta: "Ci piacerebbe potenzialmente riaverli indietro a un certo punto, ma penso che, logisticamente, vogliamo assicurarci di riportarli quando abbiamo qualcosa di veramente sostanzioso per loro". Traduzione: niente comparsate simboliche solo per accontentare i fan. Se Phoebe Dynevor e Regé-Jean Page dovessero tornare, dovrà essere per qualcosa che abbia senso narrativo, non per dire una battuta a un funerale.
Il caso di Regé-Jean Page è particolarmente emblematico. L'attore, che interpretava il Duca di Hastings Simon Basset, aveva firmato un contratto per una sola stagione. Quando la produzione gli ha offerto di tornare per la seconda, Page ha rifiutato, come riportato dal Hollywood Reporter. Da allora, l'attore si è concentrato sul cinema, con ruoli in Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves e il prossimo rom-com You, Me, & Tuscany.
Eppure Dynevor ha dichiarato durante le riprese della quarta stagione di essere felice all'idea di tornare nel mondo Regency di Bridgerton. Il problema, come per Page, è l'agenda: l'attrice ha virato verso il cinema con progetti come il thriller psicologico Fair Play di Netflix, e di recente è stata confermata come protagonista dell'adattamento del romanzo Beach Read di Emily Henry, secondo Deadline.
La spiegazione di Brownell offre anche una prospettiva consolatoria per i fan più delusi: "Nella mia mente, la telecamera non cattura tutto. Ipoteticamente sono lì; è televisione". Un modo elegante per dire che l'assenza sullo schermo non significa necessariamente assenza nella storia. Daphne e Simon esistono ancora, vivono le loro vite, crescono i loro figli. Semplicemente, la macchina da presa in quel momento sta raccontando altro.
Anthony e Kate, soprannominati affettuosamente Kanthony dai fan, hanno fatto apparizioni sporadiche nella quarta stagione, un modello che potrebbe ripetersi. Ma Colin e Penelope della terza stagione dove sono finiti? E quando, se mai, rivedremo davvero Daphne e Simon insieme?
La posizione di Brownell è chiara e, in fondo, rispettabile dal punto di vista creativo. Recastare personaggi così iconici sarebbe come ammettere che conta più la presenza fisica che l'interpretazione artistica. Bridgerton ha costruito il suo successo anche grazie alla chimica tra gli attori, alla loro capacità di dare vita a personaggi che il pubblico ha amato perdutamente. Cambiare volto a Daphne o Simon significherebbe tradire quel patto emotivo con gli spettatori.
Forse la vera soluzione sta nel mezzo: non recast, ma ritorni mirati e ben scritti, quando gli attori possono e vogliono. Dopotutto, sia Dynevor che Page hanno lasciato la porta aperta, anche se i loro impegni cinematografici rendono la cosa complicata. E se Brownell mantiene la promessa di far tornare i personaggi solo quando c'è "qualcosa di veramente sostanzioso" da raccontare, forse l'attesa varrà la pena.
Fonte /
Variety.com