Zach Cregger prepara il suo film più ambizioso: The Flood guarda a 2001: Odissea nello spazio
Zach Cregger anticipa The Flood, il suo nuovo film sci-fi prodotto da Steven Spielberg, e svela il legame con 2001: Odissea nello spazio.
Dopo aver riportato Resident Evil al cinema, Zach Cregger ha già cominciato a guardare molto più avanti. Il regista di Barbarian e Weapons ha infatti confermato che il suo prossimo film sarà The Flood, un progetto fantascientifico originale che sembra destinato a portarlo in territori ancora più strani e ambiziosi. E per provare a spiegare che tipo di esperienza abbia in mente, Cregger ha tirato in ballo un titolo non esattamente qualunque: 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.
“Adoro questa storia. Il film parla davvero di qualcosa che per me è importante. Ha un'altra struttura narrativa bizzarra, come Weapons e Barbarian, ma questa volta non ci sono cambi di prospettiva. Si sviluppa in un modo davvero particolare, del quale sono molto orgoglioso. È inquietante, ma non è un film horror, anche se contiene delle scene horror. Mi intimorisce. Non sono ancora del tutto sicuro di come riuscirò a realizzarlo, ma credo che sia una cosa positiva. È difficile parlarne senza raccontare la storia. Sono entusiasta di avere l'opportunità di realizzare questo film e sono innamorato di questa storia in un modo davvero particolare”. - ZACH CREGGER
Ed è proprio sotto questo aspetto che vede qualche somiglianza con The Flood. Il nuovo progetto non dovrebbe comunque rappresentare semplicemente l'ennesima incursione di Cregger nell'horror. Il regista lo ha descritto come un film inquietante e contenente alcune vere e proprie sequenze horror, ma ha precisato che non considera The Flood un horror. La fantascienza dovrebbe essere invece il territorio principale nel quale si muoverà la storia. A incuriosire è soprattutto la struttura narrativa, con Cregger che ha spiegato che sarà nuovamente piuttosto insolita, proprio come quelle utilizzate in Barbarian e Weapons, anche se questa volta non ci saranno continui cambi di prospettiva.
La storia dovrebbe svilupparsi in una maniera particolare che il regista si è detto particolarmente orgoglioso di aver costruito. Cregger non nasconde, tuttavia, che The Flood rappresenti anche una sfida decisamente più complicata rispetto ai suoi lavori precedenti. Il filmmaker ha ammesso di non sapere ancora esattamente come riuscirà a realizzare tutto ciò che ha scritto, una difficoltà che invece di spaventarlo sembra renderlo ancora più entusiasta.
“Adoro questa storia. Il film parla davvero di qualcosa che per me è importante. Ha un'altra struttura narrativa bizzarra, come Weapons e Barbarian, ma questa volta non ci sono cambi di prospettiva. Si sviluppa in un modo davvero particolare, del quale sono molto orgoglioso. È inquietante, ma non è un film horror, anche se contiene delle scene horror. Mi intimorisce. Non sono ancora del tutto sicuro di come riuscirò a realizzarlo, ma credo che sia una cosa positiva. È difficile parlarne senza raccontare la storia. Sono entusiasta di avere l'opportunità di realizzare questo film e sono innamorato di questa storia in un modo davvero particolare”. - ZACH CREGGER
Dietro il progetto ci sarà inoltre un nome che rende ancora più interessante il salto nella fantascienza: Steven Spielberg, coinvolto come produttore. Warner Bros. ha già fissato l'uscita americana di The Flood per l'11 agosto 2028, mentre Cregger ha recentemente spiegato di essere entrato nella fase preliminare della preparazione. La produzione vera e propria dovrebbe intensificarsi all'inizio del 2027, con l'obiettivo di iniziare le riprese durante l'estate.
Dopo Barbarian, Weapons e Resident Evil (che racconta una storia originale), insomma, Cregger sembra intenzionato a cambiare ancora una volta le regole del gioco. E se citare 2001: Odissea nello spazio inevitabilmente alza parecchio le aspettative, il regista è stato il primo a mettere le mani avanti: The Flood non vuole essere il nuovo 2001, ma sembra voler condividere con il film di Kubrick almeno l'ambizione di utilizzare la fantascienza per porre domande molto più grandi di quelle che appaiono sullo schermo.