Resident Evil è legato agli eventi del secondo gioco, ma c’è un dettaglio nella timeline che cambia tutto
Il nuovo Resident Evil di Zach Cregger è legato agli eventi di Resident Evil 2, ma è ambientato nel 2026: ecco come funziona la sua timeline.
Il nuovo Resident Evil di Zach Cregger ha un rapporto decisamente particolare con la timeline dei videogiochi, visto che il regista ha spiegato più volte di aver costruito la sua storia come qualcosa che potrebbe accadere parallelamente agli eventi di Resident Evil 2. C'è però un dettaglio piuttosto importante: il film non è ambientato nel 1998. Facciamo quindi un po' di chiarezza! La storia di Bryan, il corriere medico interpretato da Austin Abrams, si svolge infatti nel 2026, trasformando radicalmente la collocazione temporale della tragedia di Raccoon City.
Il regista lo aveva chiarito durante il San Diego Comic-Con, spiegando che il suo film non si svolge negli anni '90, bensì nel presente. È anche per questo che Bryan utilizza uno smartphone e perché automobili, tecnologia e altri elementi che compaiono sullo schermo appartengono chiaramente alla nostra epoca. Non si tratta quindi di un errore o di un'anomalia da spiegare all'interno del canone, visto che Cregger si è semplicemente preso una libertà piuttosto importante: ha trasportato nel 2026 la grande notte di Raccoon City per poter raccontare la storia che aveva in mente.
Ed è proprio qui che la collocazione del film diventa interessante. Quando il regista afferma che Resident Evil si svolge ai margini degli eventi di Resident Evil 2, non sta dicendo che Bryan si trovi letteralmente nella stessa continuity di Leon e Claire, ma l'idea è piuttosto quella di raccontare un'altra storia durante la stessa catastrofe. Mentre Raccoon City viene travolta dall'epidemia, Bryan sta vivendo il proprio incubo in un'altra zona della città, seguendo un percorso completamente separato da quello degli eroi conosciuti dai giocatori.
Questo permette anche di capire perché nel film non compaiano Leon Kennedy, Claire Redfield, Jill Valentine o Chris Redfield. Cregger non voleva realizzare un nuovo adattamento della storia dei videogiochi, ma utilizzare il loro mondo e le loro regole per raccontare qualcosa di originale. Il legame con Resident Evil 2 rimane comunque fortissimo, con il regista che ha spiegato di voler riprodurre soprattutto la progressione tipica dei giochi: si comincia con poche risorse e un'arma modesta, per poi trovare equipaggiamento migliore mentre la situazione diventa sempre più pericolosa.
Anche la gestione delle munizioni, le ferite e la sensazione di vulnerabilità sono state pensate per ricordare direttamente l'esperienza dei survival horror Capcom. Nel film troviamo inoltre elementi immediatamente riconoscibili per i fan, dal T-Virus ai mostri generati dall'infezione, passando per numerosi riferimenti disseminati lungo il viaggio di Bryan. C'è quindi un modo abbastanza semplice per orientarsi: il Resident Evil di Zach Cregger non continua nessuno dei precedenti film e non appartiene alla timeline canonica dei videogiochi.