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Resident Evil entra nella storia: è già tra i film tratti da videogiochi più apprezzati di sempre

Il nuovo Resident Evil di Zach Cregger conquista la critica e vola su Rotten Tomatoes, ottenendo il miglior risultato cinematografico della saga.

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Per anni gli adattamenti cinematografici dei videogiochi sono stati quasi sinonimo di occasioni sprecate, ma ora la situazione sembra essersi completamente ribaltata e a mettere la firma su quello che potrebbe essere uno dei risultati più clamorosi di sempre è proprio una saga che al cinema ha avuto una storia piuttosto travagliata: Resident Evil. Sono arrivate le prime recensioni del nuovo film diretto da Zach Cregger e il responso della critica è stato sorprendente.

Resident Evil ha debuttato su Rotten Tomatoes addirittura con il 98% di recensioni positive, una percentuale che con l'arrivo di nuovi giudizi si è successivamente assestata intorno al 96%. Numeri che lo rendono non soltanto il Resident Evil cinematografico più apprezzato di sempre, ma lo portano ai vertici assoluti degli adattamenti tratti dai videogiochi. Un risultato ancora più significativo considerando le discussioni che avevano accompagnato il progetto negli ultimi mesi.

Cregger ha infatti deciso di non adattare direttamente uno dei videogiochi Capcom e di rinunciare ai protagonisti più conosciuti della serie, costruendo invece una storia originale ambientata nell'universo di Resident Evil. Al centro del film troviamo Bryan, interpretato da Austin Abrams, un corriere medico incaricato di effettuare un'ultima consegna verso Raccoon City. Quello che dovrebbe essere un semplice viaggio si trasforma rapidamente in una notte di sopravvivenza tra infetti, creature mostruose e gli effetti dell'epidemia che sta travolgendo la città.

Resident Evil, fonte: Sony Pictures

Ed è proprio l'approccio scelto da Cregger ad aver convinto buona parte della critica. Più che riprodurre fedelmente la trama di uno dei giochi, Resident Evil sembra infatti voler ricreare la sensazione di giocarli. La struttura segue Bryan attraverso ambientazioni sempre più pericolose, quasi fossero diversi livelli di un videogioco: automobili, fattorie isolate, fognature e ospedali diventano le tappe di una corsa verso Raccoon City nella quale il protagonista deve continuamente adattarsi a ciò che incontra. Anche il suo arsenale evolve progressivamente, passando da armi più semplici fino a equipaggiamenti decisamente più potenti.

Screen Daily sottolinea proprio questo aspetto, spiegando come il film utilizzi persino movimenti di macchina ispirati alla prospettiva dei videogiochi, seguendo Bryan alle spalle o accompagnando il movimento della sua arma. Non mancano inoltre repliche di oggetti provenienti dai giochi ed easter egg destinati ai fan più attenti. Il consenso raccolto finora descrive soprattutto un film veloce, estremamente violento e sorprendentemente divertente.

Rotten Tomatoes parla di un'opera capace di rimanere fedele allo spirito dei videogiochi senza trasformarsi in una semplice riproduzione di ciò che i giocatori conoscono già, con alcuni critici che lo indicano apertamente come il miglior film di Resident Evil mai realizzato e uno dei migliori adattamenti videoludici arrivati sul grande schermo. Non tutti i giudizi sono però altrettanto entusiasti. NME, ad esempio, ha apprezzato soprattutto la prima metà e il modo in cui Cregger combina gore, jump scare e umorismo, ma ritiene che nella seconda parte la continua successione di creature e combattimenti finisca per diventare ripetitiva.

Resident Evil, fonte: Sony Pictures

Anche Associated Press riconosce l'efficacia delle ambientazioni e della prova di Austin Abrams, pur segnalando una perdita di forza narrativa nella parte finale. Resta comunque un'accoglienza che nessun precedente capitolo cinematografico della saga era riuscito anche solo ad avvicinare. Ed è curioso che il record arrivi proprio con il Resident Evil che, almeno sulla carta, sembrava destinato a dividere maggiormente i fan: niente Leon Kennedy, niente Claire Redfield, Jill Valentine o Chris Redfield e nessuna trasposizione diretta di uno dei giochi.

Cregger sembra aver trovato un'altra strada: prendere le regole, le sensazioni e il ritmo del survival horror di Capcom e costruirci intorno qualcosa di nuovo. Una scommessa rischiosa che, almeno stando alle prime recensioni, sembra aver funzionato molto meglio del previsto. Dopo Barbarian e Weapons, per il regista potrebbe essere arrivato così un altro successo con la critica. E questa volta il risultato ha un peso particolare: come abbiamo evidenziato nella nostra recensione, dopo oltre vent'anni di tentativi cinematografici, Resident Evil potrebbe finalmente aver trovato il film capace di mettere d'accordo il grande schermo e il mondo dei videogiochi.

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