Sono trascorsi 8 anni abbondanti fra l’uscita nei cinema di Batman & Robin di Joel Schumacher (1997) e Batman Begins, il primo capitolo della Trilogia di Christopher Nolan dedicata al Crociato di Gotham.

Una Trilogia, quella elaborata da Nolan e da David Goyer, che ha intrapreso una strada completamente differente rispetto ai due coloratissimi e pop Batman di Joel Schumacher (ma anche da quelli più gotici di Tim Burton) e che si è rivelata una gallina dalle uova d’oro per la Warner Bros e il rilancio cinematografico della popolare icona fumettistica.

Ospite dell’Happy Sad Confused Podcast per la promozione della seconda stagione di Fondazione, la serie TV sci-fi disponibile in streaming su Apple TV+, David Goyer ha parlato proprio della genesi di Batman Begins e di come, dopo averne discusso con Christopher Nolan, giunse quasi alla conclusione di non voler lavorare alla pellicola. Era difatti convinto che la Warner non avrebbe mai e poi mai accettato di produrre quello che loro avevano elaborato.

Nella nostra prima conversazione, [Nolan] era molto interessato ad adottare approccio naturalistico, che era l’esatto opposto di ciò che la Warner aveva ottenuto con i due film di Joel Schumacher. Quello era già di per sé rivoluzionario, all’epoca. Voleva una storia sulle sue origini, ma nei fumetti, hanno raccontato che sparavano ai suoi genitori sparati e poi, sempre credo nei fumetti, vedevamo Bruce Wayne in uno studio, il pipistrello che vola attraverso la finestra e poi è semplicemente Batman. Nei fumetti, e persino nei film, hanno semplicemente saltato a piedi pari tutto questo, quindi era davvero interessato a esplorare quella parte della sua storia e quel trauma.

Poi aggiunge:

Batman: Year One, di Frank Miller e David Mazzucchelli, era già uscito. Ma anche in Batman: Year One, Bruce Wayne torna a Gotham dopo essere stato via per un anno o due e noi che leggiamo non sappiamo cosa sia successo in quel lasso di tempo. E Nolan era interessato a esplorare proprio quel periodo, quindi è stato davvero interessante per me. Abbiamo avuto una conversazione iniziale, e mi ha chiesto alcune idee, abbiamo parlato per un’ora, e avevo un sacco di idee solo che poi gli ho detto: “Non voglio farlo”, il che è incredibile, retrospettivamente parlando.

David Goyer illustra così perché, inizialmente, non si sentiva sicuro di partecipare alla creazione di Batman Begins:

La ragione principale per cui mi pareva sensato non farlo era perché non credevo che sarebbe stato realizzato davvero dalla Warner. Avevo avuto tre o quattro amici che avevano scritto sceneggiature di Batman che non erano state realizzate. Boaz Yakin aveva fatto un Batman Beyond, Andrew Kevin Walker aveva fatto un Batman/Superman e penso che anche Mark Protosevich, un altro mio amico, avesse scritto un altro Batman. Conoscevo almeno quattro o cinque persone che avevano scritto film di Batman che non venivano realizzati e ho pensato semplicemente, “Non lo faranno mai. Non si assumeranno mai un simile rischio e faranno qualcosa di diverso”. Chris è andato via e poi è tornato, non so, forse tre settimane dopo, e ha detto che aveva incontrato un sacco di persone e che la mia idea, non so se fosse un’idea – ma insomma che [la nostra] conversazione che era l’unica cosa che per lui aveva davvero senso esplorare, che avrei dovuto riconsiderare la mia decisione e valutare la cosa.

Sappiamo tutti come è andata. I tre film della The Dark Knight Trilogy, oltre ad essere stati generalmente acclamati dalla critica, hanno ottenuto un box-office totale di 2,437 miliardi di dollari a fronte di un budget totale di 565 milioni (via The Numbers).

La lettera di Christopher Nolan sulla genesi della Trilogia di Batman

Nel 2013, in occasione dell’uscita di un cofanetto da collezione in Blu-ray dedicato alla The Dark Knight Trilogy, Christopher Nolan rendeva pubblico il contenuto di una lettera contenuta proprio fra gli extra fisici del suddetto box-set.

Nella lettera, il filmmaker esplorava la genesi della Trilogia a partire proprio dai giorni in cui la Warner Bros accettava di produrre il suo Batman Begins affidando, di fatto, l’icona più importante e redditizia della DC Comics a un regista che, al tempo, non aveva mai diretto un blockbuster dal budget stratosferico.

Ve la riproponiamo integralmente qua sotto:

Un Messaggio da Christopher Nolan.

Sono trascorsi dieci anni da quando sono uscito dall’ufficio di Alan Horn tenendo nelle mie mani le chiavi di uno degli asset più preziosi della Warner Bros.

Non ho mai smesso di domandarmi perché abbiano deciso di affidare una cosa così importante a un giovane così inesperto – e se avevo già dell’esperienza, ero comunque paralizzato dal dubbio. Ragionandola a posteriori, potrebbe essere stata la mia più assoluta fiducia che un ritorno allo stile dei grandi blockbuster degli anni’70 con i quali sono cresciuto, sarebbe stata la chiave di volta per una rinascita in grande stile di Batman.

Pensavo che i miei punti di riferimento fossero originali, ma oggi appare abbastanza scontato il fatto che dieci anni fa ogni studio sperava che ogni tentpole prodotto fosse in grado di regalare al pubblico un’esperienza paragonabile a quelle dello Spielberg o del Lucas degli esordi, o a quelle della saga di James Bond.

Poche pellicole sono riuscite a spingere quel particolare tasto, e ho sempre pensato che i cambiamenti apportati all’arte del filmmaking siano stati troppo blandi. Ho assemblato una squadra composta dai migliori tecnici esistenti al mondo per avere un riscontro pratico della mia teoria, e, a ogni capitolo, abbiamo effettuato un ulteriore test, appropriandoci senza vergogna degli stunt e degli effetti speciali delle pellicole che abbiamo amato, con la speranza di riuscire a combinarli in qualcosa di nuovo e fresco.

All’inizio, non avevamo neanche il coraggio di sussurrare la parola “Trilogia”. Ma penso che tutti noi sapevamo in cuor nostro che se avessimo lavorato duramente, come dei forsennati, per dare forma a qualcosa in cui credevamo davvero, avremmo davvero avuto la possibilità di cesellare quest’arco narrativi in tre atti. 

Lo studio ha avuto una enorme pazienza, cosa davvero rara per una major. Tre anni fra il primo e il secondo capitolo e altri quattro prima di giungere alla conclusione. 

Batman vive e fiorisce grazie alle continue interpretazioni che ne vengono date, ma spero che il lavoro di questi tre film sia così ambizioso e coeso da resistere all’esame del tempo. Che possa rimanere una illustre e distinta lettura di un’icona importantissima. 

La storia che troverete qui, è quella vicina al mio cuore e a quello delle persone che hanno lavorato con me – abbiamo cercato di rendere giustizia alla sagoma ombrosa e al cuore dark della trilogia del Cavaliere Oscuro.

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FONTE: YouTube

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