Black Phone: svelati i retroscena dell’horror con Ethan Hawke

Spoiler
Black Phone
di Scott Derrickson
24 giugno 2022 al cinema
Attenzione: l'articolo contiene spoiler

Black Phone, il nuovo film di Scott Derrickson tratto dal racconto omonimo di Joe Hill, è attualmente nelle sale. In un’intervista con The Hollywood Reporter, lo sceneggiatore C. Robert Cargill (già collaboratore del regista per Sinister e Doctor Strange) ha raccontato lo sviluppo del progetto e alcuni retroscena sulla caratterizzazione dei personaggi, anticipando inoltre di stare lavorando a un nuovo film col regista.

L’accordo con Derrickson

Black Phone avrebbe potuto essere diretto da un altro regista, o arrivare nelle sale più avanti, se Scott Derrickson non avesse abbandonato la regia di Doctor Strange nel multiverso della follia. Rivela Cargill:

Quando l’abbiamo scritto, sapendo che Scott stava per dirigere Doctor Strange, pensavamo che non sarebbe stato in grado di occuparsi di questo e quindi l’abbiamo proposto a due registi e, fortunatamente, entrambi hanno rifiutato. Avevamo intenzione di rivolgerci ad altri, ma poi Scott ha detto: “Voglio davvero dirigere questo film. Voglio farlo, devo farlo. Possiamo aspettare?” Sapeva che era una grande richiesta per me, perché era una cosa che avevo scritto che non avremmo venduto finché non fosse stato il momento di realizzarla. Questo poteva dunque significare un paio d’anni, ma io ho detto: “Aspetterò. Voglio che tu lo diriga. Penso che sia giusto. Aspettiamo e facciamolo“. Quindi era già tutto pronto e non appena è tornato [da Doctor Strange 2], mi dice: “Facciamo Black Phone“.

Il personaggio di Ethan Hawke in Black Phone

Passando poi a parlare del film, l’intervista si sofferma in particolare sull’assassino interpretato da Ethan Hawke, personaggio caratterizzato diversamente rispetto al racconto di partenza, dove è un clown. Lo sceneggiatore racconta il perché di questo cambiamento:

Dopo aver letto la prima stesura della sceneggiatura, Joe Hill [figlio di Stephen King] è venuto da noi dicendo: “Quando ho scritto questo racconto, erano passati 20 anni dall’uscita di It [il romanzo]. Nessuno pensava ai clown e io pensavo a John Wayne Gacy [noto serial killer di bambini che indossava un costume da clown]. Quindi all’epoca non c’era un vero paragone, ma ora che [il film It del 2017] è un grande successo, la gente penserà che sto scimmiottando mio padre con un altro clown. Quindi possiamo cambiare le cose?“. E noi: “Sì, certo che possiamo, ma in che modo?“. E a quel punto Joe ha detto: “Mi ricordo di uno spettacolo di magia degli anni ’30 e ’40 in cui i maghi si vestivano per metà del tempo da mago e per l’altra metà da diavolo e facevano altri trucchi da diavolo. Ho pensato che sarebbe stato molto bello“. E allora noi abbiamo accolto la sua proposta con entusiasmo.

Particolarità del personaggio è di non portare sempre la stessa maschera, ma diverse variazioni, modo per riflettere le sue varie personalità:

Ogni maschera rappresenta anche il personaggio che sta interpretando di volta in volta. Nel film, gli viene chiesto se è stato lui a uccidere tutti gli altri ragazzi e lui risponde: “No, è stato qualcun altro“. È stata un’idea di Scott, che ha pensato: “Dobbiamo far sì che lui mostri le propri emozioni in qualche modo, e può farlo dietro una maschera. E se avesse una maschera intercambiabile e, a seconda dell’umore del rituale, cambiasse la parte inferiore?” Così è nata quella che ora è un’affascinante rappresentazione visiva di questo personaggio.

Un’eroina diversa

Accanto al protagonista, Finney (Mason Thames), la storia mette in risalto anche la sua sorella più piccola, Gwen (Madeleine McGraw), un personaggio che sta molto a cuore allo sceneggiatore:

Volevo scrivere la sorellina che avrei sempre voluto avere. L’horror è un medium molto aperto alle eroine, come non lo sono stati diversi altri generi, ma mi sembra che ce ne siano alcuni tipi che vediamo in continuazione, e tra questi non la ragazzina forte. Non è una cosa che ci viene proposta spesso, e io volevo scrivere, soprattutto per tutte le mie amiche appassionate di horror, un personaggio che rappresentasse chi erano o chi avrebbero voluto essere da bambine. Mi piaceva anche l’idea che la sorella minore fosse quella forte e Finn quello che sa incassare un pugno, ma ha paura di tirarlo. Lui è esitante, non si è ancora affermato, non crede in se stesso. Volevo quindi contrapporre Finn e Gwen. Lei ha i suoi problemi, ma la fiducia in se stessa non è uno di questi.

Infine, Cargill rivela che, dopo Black Phone, continuerà a collaborare con Derrickson: “Abbiamo in programma il nostro prossimo film. Non possiamo ancora parlarne, ma abbiamo un film che speriamo di girare entro l’anno“.

Cosa ne pensate delle parole di C. Robert Cargill su Black Phone? Se siete iscritti a BadTaste+ potete dire la vostra nello spazio dei commenti qua sotto!

Trovate tutte le informazioni sul film nella nostra scheda.

FONTE: THR

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