A poche settimane dall’uscita della Snyder Cut di Justice League, un lungo speciale pubblicato da Vanity Fair intende fare finalmente chiarezza sulle vicende legate alla lavorazione del blockbuster della DC Comics che arriverà nella sua forma “definitiva” il 18 marzo anche in Italia direttamente in digitale.

Ieri sera vi abbiamo anticipato qualche passaggio, ma l’articolo è ricchissimo di dettagli e informazioni su quanto accaduto in questi anni, e così ora vi proponiamo un resoconto per punti.

ZACK SNYDER NON HA MAI VISTO IL FILM DI JOSS WHEDON

Zack Snyder non ha mai visto il Justice League di Joss Whedon, su consiglio di sua moglie Deborah, che lo vide alla fine del 2017 assieme al produttore esecutivo Christopher Nolan: “Fu un’esperienza… strana. Non so quante altre persone abbiano vissuto qualcosa di simile. Lavori a qualcosa per tanto tempo, poi te ne vai e guardi cosa ci hanno fatto”. Snyder ricorda che “quando uscirono dalla sala mi dissero: non puoi vedere quel film.” Aggiunge Deborah: “Gli si sarebbe spezzato il cuore”.

LA TRAGEDIA CHE HA ALLONTANATO SNYDER DAL SUO FILM

Nell’articolo si parla per la prima volta nel dettaglio della tragedia che ha colpito la famiglia Snyder nel 2017, quando Autumn, sua figlia adottiva di soli 20 anni, si è suicidata perdendo la sua lunga battaglia contro la depressione. All’epoca fu il principale motivo per cui il regista e sua moglie decisero di abbandonare la loro battaglia con la Warner Bros. per vedere realizzata la loro visione creativa su Justice League, e due anni dopo è stata la ragione principale per tornare al lavoro: “Fu un fulmine nel bel mezzo di quest’intera saga, e da allora ha condizionato tutto quello che abbiamo fatto. Alla fine del film c’è scritto ‘Per Autumn”. Senza di lei, nulla di tutto ciò sarebbe successo”. Autumn venne adottata da Zack e dalla sua ex moglie Denise Weber quando aveva un anno (il regista ha complessivamente otto tra figli naturali e adottati). “Era l’unica vera fan tra i miei figli. Era super creativa, scriveva, studiava alla Sarah Lawrence per diventare una scrittrice”. La ragazza era in terapia e prendeva medicinali per combattere la depressione: “Si chiedeva sempre quale fosse il suo valore. ‘Cosa dovrei fare? Qual è il mio scopo?’ E noi le dicevamo sempre: ‘Tu hai valore! Cosa intendi dire? Hai più valore tu di tutto il resto del mondo!’ Ma lei sembrava non crederci.” Autumn scriveva per dar sfogo al suo dolore e per esprimersi, e adorava la fantascienza. “Nei suoi scritti, i protagonisti sono sempre in battaglia con cose che provengono da altre dimensioni, cose che nessuno può vedere. È una battaglia molto seria, una guerra che lei combatteva ogni giorno. Penso che molte persone stiano combattendo come lei, e intanto ti sorridono quando ti guardano”.

Justice League Snyder Cut

GLI ALTRI MOTIVI DELL’ADDIO

Dopo la morte di Autumn, Zack e Deborah hanno cercato di andare avanti a lavorare al film tentando di elaborare il lutto, ma quando la situazione con la Warner Bros. è diventata insostenibile hanno abbandonato ufficialmente la lavorazione. All’epoca si disse che il motivo era la morte della figlia, ma in realtà i rapporti con la major erano incrinati da tempo. Dopo le stroncature della critica a Batman v Superman, persino il produttore Greg Silverman perse la fiducia: “Quando il film venne distrutto dalla critica e dai fan, ci sentimmo tutti demoralizzati. Il nostro obiettivo era piacere al pubblico, e questa volta era andata male”. Quando iniziarono le riprese di Justice League, circolò la voce che Snyder fosse stato licenziato. Non era vero, ma Kevin Tsujihara della Warner mise Geoff Johns e Jon Berg a supervisionare il lavoro di Snyder: almeno uno dei due doveva essere sul set ogni giorno. “Non era una posizione piacevole, francamente,” ricorda Berg. “Cercavo di essere schietto dicendo cosa pensavo delle scelte creative. Dovevo mediare tra la sua visione creativa, istintivamente dark, e uno studio che pensava – a torto o a ragione – che i fan volessero qualcosa di più allegro. Ero rispettoso del regista, e non insistevo su indicazioni dello studio che non mi sembrassero in linea con l’obiettivo di realizzare il miglior film possibile”. Secondo Snyder, il ruolo di Berg e Johns era quello di “babysitter. E la cosa non mi diede particolarmente fastidio perché non erano chissà quanto minacciosi. Le idee che avevano, il tentativo di inserire un po’ di umorismo, non erano troppo scandalose per me”.

Ma la Warner iniziò anche a dire no ad alcune idee del regista, come quella di inserire del romanticismo tra Bruce Wayne e Lois Lane, che piangeva la morte di Superman nel film precedente:

L’idea era che Bruce si innamorasse di Lois e poi si rendesse conto che l’unico modo per salvare il mondo fosse di riportare Superman in vita. Quindi aveva questo assurdo conflitto, perché Lois era ovviamente ancora innamorata di Superman. C’era questo splendido discorso in cui Bruce diceva ad Alfred: “Non ho mai avuto una vita fuori dalla batcaverna. Non ho mai immaginato un mondo per me oltre a questo. Ma questa donna mi fa pensare che se riuscirò a mettere insieme questi dei, allora il mio lavoro sarà completo. Potrò fermarmi, lasciare tutto”. La cosa ovviamente non funziona.

A gennaio 2017 Snyder mostrò un premontato del film a Kevin Tsujihara, che non lo approvò, in particolare per via della durata: voleva che il film durasse due ore spaccate, perché sarebbe stato uno dei modi per arrivare a un miliardo di dollari in incassi. A quel punto il film venne rimontato eliminando, ironicamente, molte delle scene umoristiche imposte dalla Warner (come una sottotrama romantica/comica tra Flash e Iris). La questione della durata divenne sostanzialmente impossible da soddisfare per Snyder:

Come faccio a presentare sei personaggi e un alieno che vuole dominare il mondo in due ore? Voglio dire, posso farlo, si può fare. Chiaramente è stato fatto. Ma io non ho visto quel film.

Justice League Snyder Cut

L’ARRIVO DI WHEDON

A quanto pare non è vero che è stato Snyder a chiedere aiuto a Whedon: fu Geoff Johns, che stava lavorando con Whedon a Batgirl, a coinvolgerlo nella riscrittura della sceneggiatura. La cosa non ha infastidito Snyder, almeno a quanto afferma nell’intervista di Vanity Fair: “Pensavo che avrebbe potuto scrivere qualche bella scena. Sarebbe stato divertente”. Ma la Warner iniziò subito a dare molto più potere a Whedon, che iniziò a dirigere le riprese di scene aggiuntive. Fu a quel punto che Zack e Deborah, in pieno lutto, decisero di lasciare la produzione: non erano disposti a discutere, e financo litigare, con Whedon o con la produzione in un momento come quello: “Francamente penso di aver fatto la cosa giusta, saremmo diventati estremamente belligeranti oppure totalmente sottomessi.”

Quando Snyder se ne andò, portò con sé una versione non finita del suo Justice League: voleva mostrarla ai suoi amici. Whedon, intanto, riscrisse e rigirò tre quarti del film. La cosa non salvò l’operazione, anzi. Nel profilo di Vanity si cita un dirigente della Warner che vuole mantenere l’anonimato:

Dopo aver visto il film di Joss siamo rimasti tutti stupefatti. La rapina sul tetto… così ridicola, orribile. La famiglia russa… completamente inutile. Tutti lo sapevano. Era così assurdo, perché nessuno voleva ammettere che il film era davvero spazzatura.

Ai problemi si aggiunse la necessità di coinvolgere Henry Cavill per le riprese aggiuntive senza fargli tagliare i baffi: la maldestra rimozione digitale in post-produzione è diventata iconica (in negativo). Inoltre, sul set alcuni attori si ribellarono, tra cui Ray Fisher (che ha denunciato i comportamenti poco professionali di Whedon) e Gal Gadot.

IL RITORNO E LA GENESI DELLA SNYDER CUT

Come noto, l’idea di distribuire la Snyder Cut è nata dal “movimento” di fan online, aiutato dagli attori e dal regista stesso, che la Warner ha deciso di ascoltare. Toby Emmerich inizialmente offrì al regista di riprovarci, forti dell’inaugurazione della nuova piattaforma HBO Max, ma l’idea era quella di far uscire unicamente il premontato del film che Snyder aveva salvato sul suo computer. Lui si rifiutò categoricamente e chiese 70 milioni di dollari di budget. In cambio della completa libertà creativa, Snyder ha rinunciato al suo compenso (era chiaramente già stato pagato per il lavoro precedente). E ha inserito nel film diversi elementi molto personali, tra cui una versione di Hallelujah di Leonard Cohen, nell’ultima scena, eseguita da Allison Crowe, un’amica di famiglia che l’ha cantata anche al funerale di Autumn: era la canzone preferita della figlia del regista.

La sinossi:

In Zack Snyder’s Justice League, determinato ad assicurarsi che il sacrificio di Superman (Henry Cavill) non fosse vano, Bruce Wayne (Ben Affleck) unisce le forze con Diana Prince (Gal Gadot) progettando di riunire una squadra di metaumani per proteggere il mondo da una minaccia in avvicinamento di proporzioni catastrofiche. La prova si rivela più difficile di quanto Bruce immaginasse, visto che ogni componente deve affrontare i demoni del proprio passato per liberarsi dalle catene e riuscire così a unirsi, formando una lega di eroi senza precedenti. Finalmente insieme, Batman (Affleck), Wonder Woman (Gadot), Aquaman (Jason Momoa), Cyborg (Ray Fisher) e Flash (Ezra Miller) potrebbero essere un po’ troppo in ritardo per salvare il pianeta da Steppenwolf, DeSaad e Darkseid e dalle loro terribili intenzioni.

La Snyder Cut sarà disponibile su HBO Max (e in Italia in digitale) il 18 marzo come un unico film lungo 4 ore.

Quanto siete incuriositi da questa Snyder Cut? Ditecelo nei commenti qua sotto!