In vista dell’uscita di Killers of the Flower Moon, Martin Scorsese è il protagonista di un lungo profilo pubblicato da GQ in cui il leggendario regista è tornato a parlare di un tema a lui molto a cuore: lo stato di salute del cinema.

E nell’affrontare questo argomento ha esortato il pubblico a reagire contro la cultura dei cinecomic e dei film intesi solo come contenuto dalle piattaforme streaming. Quando il giornalista della testata va a parare sulla questione dei blockbuster e dei film basati su franchise e afferma che, dal suo punto di vista, se Hollywood propone solo ed esclusivamente lungometraggi come questi potrebbe allontanare dai cinema quel pubblico non interessato a queste tipologie di storie, Martin Scorsese afferma:

Il pericolo qua è ciò che stanno facendo alla nostra cultura. Perché ci saranno generazioni d’ora in avanti che penseranno che i film siano solo quelli, che è quello che sono i film. Anzi, lo pensano già. Il che significa che dobbiamo combattere ancora più duramente. E deve partire dalla base. Deve partire dai filmmaker stessi. Avrai a che fare con registi come i fratelli Safdie, e avrai registi come Christopher Nolan, se capisci cosa voglio dire. Vanno colpiti da tutte le parti. Colpiscili da ogni lato, e non arrenderti. Mostraci cosa hai da farci vedere. Esci e fatti valere. Reinventati. Non lamentarti. Ed è vero: perché dobbiamo salvare il cinema.

Dichiarazione che, dopo quella ben nota dell’autunno del 2019 – ovvero sia quella secondo cui i cinecomic “Non sono cinema, sono dei Parchi Divertimento!” – è probabilmente destinata a far discutere nuovamente. Un po’ perché, per tutta una serie di ragioni, i cinecomic sembrano aver perso un po’ della loro presa sul grande pubblico, un po’ perché fra i registi che cita come “salvatori” del medium figura un filmmaker come Christopher Nolan che ha all’attivo una delle più note trilogie cinefumettistiche di sempre, quella dedicata a Batman.

Ma Martin Scorsese, che ha lavorato con Netflix per il suo The Irishman e poi con Apple per Killers of the Flower Moon (anche se, vale la pena notare, il primo ha goduto di una release cinematografica limitata, mentre il secondo prima di approdare in streaming su Apple TV+ invaderà i cinema di tutto il mondo comprese le sale IMAX), ha modo di criticare anche lo streaming e i film intesi come “contenuto” e non come “opere cinematografiche”:

Penso che i contenuti fabbricati a tavolino non siano veramente cinema. È quasi come se l’intelligenza artificiale stesse facendo un film. E questo non significa che non ci siano registi incredibili e persone specializzate negli effetti speciali che fanno un bellissimo lavoro artistico. Ma cosa significa? Cosa ti danno questi film, cosa ti lasceranno dentro? A parte una sorta di consumo rapido di qualcosa e poi l’eliminazione di quella roba dalla tua mente, dal tuo corpo? Quindi cosa ti stanno dando?

Se volete recuperare alcuni vecchi articoli collegati alla questione “Martin Scorsese VS i cinecomic” ve ne proponiamo qualcuno qua sotto:

Killers of the Flower Moon è un’esclusiva per l’Italia Leone Film Group in collaborazione con Rai Cinema. Il film uscirà nelle sale italiane il 19 ottobre con 01 Distribution, in contemporanea con l’uscita mondiale.

Trovate tutte le informazioni sul film nella scheda!

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FONTE: GQ

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