Le indagini sui comportamenti di Joss Whedon e dei produttori di Justice League durante le riprese aggiuntive del film innescate dalle denunce di Ray Fisher hanno coinvolto varie persone, e nel dicembre del 2020 Gal Gadot ha ammesso di avervi preso parte.

In un’intervista pubblicata dal magazine israeliano Mako, come vi abbiamo raccontato alcuni giorni fa, l’attrice ha aggiunto qualche altro dettaglio sull’indagine:

Joss Whedon mi disse che avrebbe distrutto la mia carriera. Mi disse direttamente che se avessi fatto qualcosa, avrebbe fatto in modo che la mia carriera venisse danneggiata. A quel punto decisi di intervenire immediatamente.

Secondo una fonte, sia Gal Gadot che Patty Jenkins, a quel punto, decisero di non darsi per vinte. Le due chiesero un incontro con l’allora presidente della Warner, Kevin Tsujihara, pretendendo che Whedon non venisse più lasciato da solo sul set con l’attrice senza che vi fossero anche dei rappresentanti della major.

Fisher ha commentato le ultime notizie in questi termini:

Forse è un buon momento per ribadire che Geoff Johnson minacciò la mia carriera durante le riprese aggiuntive di Justice League.

 

 

Ha poi ribadito che “Walter Hamada era al corrente dell’atteggiamento di Joss e cercò comunque di dissuadermi dal portare avanti un’indagine. Le sue ragioni? Sapeva che [Toby] Emmerich e [Geoff] Johnson sarebbero stati coinvolti“.

 

 

Cosa ne pensate delle parole di Ray Fisher?