La recensione di Flora and Son, disponibile su Apple TV+ dal 29 settembre

Che John Carney sia un ottimo autore di film musicali lo avevamo già visto con Once, Tutto può cambiare e Sing Street: quello di Carney è un cinema di buoni sentimenti, apparentemente semplice, ma la cui leggerezza rivela sempre una profondità commovente e dove la musica ha spesso un valore terapeutico, positivo, unificante. Con Flora and Son, Carney porta ancora avanti con quella stessa passione l’idea della musica come necessità espressiva del singolo, un linguaggio alla portata di tutti (anche i principianti) e che qui, nella forma di una vecchia chitarra acustica, rivoluziona nei modi più belli e inaspettati la vita di un intero nucleo famigliare.

Flora (Eve Hewson) è una giovane madre che vive con il figlio adolescente Max (Orén Kinlan) nella periferia di Dublino. Max ha rubato più volte e, per evitargli il carcere, la polizia consiglia a Flora di trovare al figlio un hobby: una chitarra trovata in un casso...