La recensione di Three Kilometers to the End of the World, il film di Emanuel Parvu, presentato in concorso al festival di Cannes

Che Three Kilometers to the End of The World abbia lo stile dei film di Cristian Mungiu non stupisce, perché il suo regista, Emanuel Parvu, è stato attore per lui in Un padre, una figlia e poi anche in diversi altri film di registi rumeni dallo stile paragonabile. Al terzo film da regista continua a occuparsi, come nei precedenti, di storie di genitori e figli, con trame che mettono alla prova l’amore dei primi per i secondi, e lo fa proprio con quello stile essenziale di Mungiu, in cui la messa in scena è il più possibile invisibile (che non vuol dire innocua) e la scrittura è estremamente precisa, con intrecci di ferro che stringono i protagonisti, trovando le scelte più difficili a cui costringerli. Se c’è un film paragonabile a questo è Oltre le colline.

Il problema qui è la mobilità. Il protagonista, diciassettenne, in un’estate nel paesino di ca...