Il finale di Matrix Revolutions, il capitolo finale della Trilogia concepita e diretta dalle sorelle Wachowski, aveva tutta l’ambiguità necessaria a suggerire un possibile prosieguo della storia di Neo and co, ma ci sono voluti quasi vent’anni per far sì che Matrix Resurrections diventasse effettivamente realtà.

Il quarto capitolo del popolarissimo franchise arriverà nei cinema italiani il prossimo 1 gennaio, con qualche giorno di ritardo rispetto agli Stati Uniti dove sarà disponibile, in sala e in streaming su HBO Max, dal 22 dicembre.

L’esistenza stessa di questa pellicola è stata, per molto tempo, avvolta dal solito alone di speculazioni “leggendarie” tipiche di tutte quelle amatissime saghe che subiscono un trattamento di rilancio. Inizialmente pareva che la Warner volesse produrre un remake/reboot che non prevedeva il coinvolgimento delle creatrici dell’epopea con Michael B. Jordan come protagonista. Poi però hanno cominciato a circolare voci di ravvedimenti vari ed eventuali interni all’azienda: la major avrebbe capito che, senza le sorelle Wachowski, Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss, un nuovo Matrix non era possibile. Ed ecco che poi, nel 2019, è partito l’abituale teatrino di rumour e smentite in materia.

Il problema è che a diffondere la voce dell’esistenza di un quarto Matrix diretto dalle Wachowski, era stato Chad Stahelski, regista di John Wick 3. Abbastanza assurdo pensare che un regista così vicino a Keanu Reeves potesse aver detto una castroneria non corrispondente a realtà e infatti, qualche mese dopo la timida smentita, nell’agosto del 2019 è arrivata la conferma: Matrix 4 si sarebbe fatto, Keanu Reeves sarebbe tornato, ma il film sarebbe stato scritto e diretto dalla sola Lana Wachowski.

Perché il film è diretto dalla sola Lana Wachowski?

Nonostante le sorelle Wachowski abbiano ideato insieme la saga di Matrix e possiedano uno sterminato CV di collaborazioni, questo quarto film del franchise vede, alla regia e alla sceneggiatura, la sola Lana. Per quale ragione? È stata la diretta interessata a spiegare perché abbia deciso di tornare al lavoro su questa IP e perché sua sorella abbia deciso di non voler salire a bordo del progetto. Teatro di questa specifica discussione è stato il Festival della Letteratura di Berlino tenutosi a settembre del 2021, evento durante il quale la regista ha candidamente ammesso che, per lei, tornare a raccontare una storia collegata a personaggi che ama moltissimo come Neo e Trinity è stato l’equivalente del rifugiarsi in una sorta di comfort zone nella quale elaborare la morte ravvicinata dei suoi genitori e di un caro amico:

Prima è morto mio padre, poi è toccato a un amico caro e subito dopo a mia madre. Non ero davvero in grado di capire come elaborare questo enorme quantitativo di dolore che non mi era mai capitato di provare a distanza così ravvicinata.

Passando alla mancanza creativa di sua sorella, ha sostanzialmente ribadito quello che, qualche mese fa, era stato espresso dalla stessa Lilly Wachowski: delle differenti necessità di elaborazione tanto del lutto, quanto la transizione MtF.

Le ho domandato se voleva partecipare, ma lei desiderava un differente approccio all’elaborazione del dolore. Stava frequentando una scuola d’arte, stava percorrendo una strada diversa e non voleva camminare sulla stessa che stavo facendo io per processare il tutto.

Come è nato il film?

“Quando un evento tragico mi ha convinto a ritornare sul set, ho voluto circondarmi di amici, e il produttore James McTeigue è stata una delle prime persone che ho chiamato, e gli sono molto grata per aver accettato.” Così Lana Wachowksi racconta come è nata l’idea di Matrix Resurrections: potete leggere l’intero intervento in questa notizia.

Cosa sappiamo della trama?

Come è giusto che sia, la trama di Matrix Resurrections è ancora avvolta nel più completo mistero. In nostro soccorso è arrivato – si fa per dire – solo il primo trailer diffuso dalla Warner a inizio settembre. Un filmato promozionale che abbiamo sviscerato a dovere con un’analisi dettagliata in cui abbiamo provato – più che a dare delle risposte – a interrogarci su degli ipotetici scenari. Sappiamo, come suggerito dalle note stampa ufficiali diffuse dalla Warner Bros, che “Matrix Resurrections è una continuazione della storia raccontata nel primo film di Matrix“.

Ma allora perché la scelta dei colori e della fotografia è così differente da quella tipica dei primi tre film tanto da ricordare proprio l’immagine con cui si chiudeva Matrix Revolutions?

Perché, come ci viene mostrato nel trailer, Neo si sottopone a sedute di terapia e sembra non ricordare nulla di quanto gli è accaduto? La sua nuova vita sembra proseguire all’insegna dell’apatia più completa, lo vediamo assumere delle “pillole azzurre”

E poi: perché in alcuni frangenti del trailer vediamo le immagini dei film di Matrix proiettate direttamente in scena?

E infine: perché Resurrections, ovvero resurrezione? Alla fine del terzo Matrix il corpo di Neo veniva portato via dalle macchine e, nel trailer, le vediamo intente a riparare il suo cadavere. A quale scopo? Per saperlo, dobbiamo necessariamente attendere l’arrivo del film nei cinema il prossimo 1 gennaio.

 

matrix resurrections

Matrix Resurrections: il cast

Questo quarto capitolo vedrà il ritorno di alcuni volti noti e, verrebbe da dire, indispensabili e alcune new entry che, magari, vanno a vestire i panni di personaggi che abbiamo già avuto modo di vedere nelle tre pellicole uscite fra il 1999 e il 2003.

Nella prima categoria rientrano, senza ombra di dubbio, Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss che ritroveremo nei panni di Neo e Trinity, e Jada Pinkett Smith. Nella seconda categoria troviamo Yahya Abdul-Mateen II nei panni di Morpheus, Jessica Henwick, Jonathan Groff, Neil Patrick Harris, Priyanka Chopra Jonas, Christina Ricci (che con le sorelle Wachowski ha già lavorato in passato interpretando Trixie in Speed Racer), Telma Hopkins, Eréndira Ibarra, Toby Onwumere, Max Riemelt, Brian J. Smith. Un discreto numero di nomi presenti in questo corposo elenco, appartengono ad attori e attrici che abbiamo già visto in Sense8, la serie TV delle sorelle Wachowski prodotta da Netflix (ECCO LA NOSTRA SCHEDA).

I grandi assenti

Fra volti storici e nuovi ingressi è impossibile non notare alcune importanti assenze: quella di Hugo Weaving, l’iconico interprete dell’Agente Smith, e Laurence Fishburne che, nei primi tre film, è stato il mentore e amico di Neo, Morpheus. Personaggio che, come vi abbiamo già detto, ritroveremo anche in Matrix Resurrections interpretato però dallo Yahya Abdul-Mateen II di Aquaman.

Se, per il primo, sappiamo il perché dell’assenza – i classici problemi nella gestione delle agende di produzione e attore – per il secondo le cose sono più ammantate d’incertezza. Nel giugno del 2021, a margine della promozione di The Ice Road, Laurence Fishburne ha risposto, a chi gli domandava appunto perché non sia nel cast di Matrix Resurrections, che il perché di questa cosa andava chiesto direttamente a Lana Wachowski aggiungendo poi con fare conciliatorio:

Non mi hanno invitato. […] Auguro a tutti ogni bene, spero che il film sia fantastico.

Poi, nuovamente interpellato circa il franchise in un’altro evento stampa aveva ammesso di aver conservato gli occhiali e la cravatta di Morpheus (ECCO I DETTAGLI) e ammettendo di essere legatissimo ai lungometraggi della serie Warner.

Hugo Weaving ha parlato in almeno un paio di occasioni della sua assenza dal film: la prima volta a gennaio del 2020 e la seconda nel settembre dello stesso anno. In entrambe, ha specificato che era stato effettivamente contattato da Lana Wachowski, ma che, per via di precedenti impegni col National Theatre di Londra, le due agende, la sua e quella del kolossal prodotto dalla Warner Bros, non sono riuscite a coincidere. Weaving aveva addirittura partecipato a un reading della sceneggiatura insieme a Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss:

Lana Wachowski mi aveva chiamato all’inizio del 2019. Io e le sorelle Wachowski abbiamo collaborato insieme cinque volte, per i tre Matrix, per V for Vendetta e Cloud Atlas. Ho viaggiato il mondo insieme a loro per davvero molti, molti anni. Lana aveva effettivamente tutte le intenzioni di coinvolgermi in questo nuovo lungometraggio del franchise. Ho anche partecipato a un reading insieme a Keanu, Carrie e un po’ di altra gente dai vecchi film. Ho amato molte cose, altre meno. Ne parlai con Lana e quando mi arrivò l’offerta dalla Warner ho detto sì il giorno dopo aver parlato con Lana.

Poi però tutto si è tradotto in un nulla di fatto (LEGGI LE DICHIARAZIONI DI HUGO WEAVING).

Il trailer finale

Nel trailer finale, uscito il 7 dicembre, troviamo qualche elemento aggiuntivo riguardo alla trama rispetto al primo trailer che era stato diffuso a inizio settembre (a inizio settembre): potete vederlo in questa pagina.

I commenti della critica

I critici americani hanno accolto in maniera contrastante il film di Lana Wachowski. Si tratta di reaction contrastanti ricche di pro e di contro – come ci si poteva forse aspettare da un film come questo. In questo articolo trovate i commenti da noi tradotti.

Matrix Resurrections: ci sarà un sequel?

“Guarda, per noi al momento non c’è niente di più del film che hai visto.” Questo il commento del produttore James McTeigue, che sottolinea che non ci sono piani per una nuova trilogia né per dei prequel: potete leggere di più qui.

Matrix Resurrections, le notizie più importanti

Lana Wachowski ha diretto il film da una sceneggiatura di Wachowski & David Mitchell & Aleksander Hemon, basato sui personaggi creati dalle Wachowski. Il film è stato prodotto da Grant Hill, James McTeigue e Lana Wachowski. I produttori esecutivi sono Garrett Grant, Terry Needham, Michael Salven, Jesse Ehrman e Bruce Berman.

Potete rimanere aggiornati su Matrix Resurrections grazie ai contenuti pubblicati nella nostra scheda.

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