Dio è il final boss
Una riflessione sul rapporto tra religione e videogiochi
Con questo articolo inauguriamo una nuova fase della nostra collaborazione con l'Archivio Videoludico di Bologna. Dopo averne seguito l'attività mese per mese, da oggi Andrea Dresseno approfondirà sulle pagine di BadGames alcuni temi legati al mondo dei videogiochi. Si tratterà di articoli mediamente più ponderosi delle classiche recensioni e anteprime e, ovviamente, vi invitiamo a commentarli qui in calce o sui nostri social.
Il lavoro risulta qua e là impervio eppure affascinante, una sorta di flusso di coscienza che affronta un tema, quello del rapporto tra religione e videogiochi, di cui non si parla molto in ambito videoludico.
A partire da un corpus selezionato di esempi provenienti in egual misura dal mondo dei videogiochi e dalla storia delle religioni, l'autore riscopre affinità, tipologie di fisicità: il tema è il nuovo corpo e
"il tema è il nuovo corpo e l'idea di Dio nei videogiochi"A essere citati sono numerosi titoli. Bayonetta, per esempio, che l'autore definisce “un caso pacchiano sino al sublime”; o ancora DmC, Asura's Wrath, Final Fantasy, Okami, Alice: Madness Returns. A Shadow of the Colossus, “pura poesia dei boss”, viene riservato ampio spazio durante la trattazione. Zinnanti ipotizza che il vero inizio del fenomeno della conversione del sacro nei videogiochi, pur con le dovute eccezioni, si possa attribuire al primo Megami Tensei. Non a caso, reincarnazione della dea. I personaggi del titolo Atlus ricompaiono a più riprese lungo le 400 pagine del volume.
Ci sarebbe molto da dire e scoprire prima di arrivare ai capitoli conclusivi, e all'incarnazione del nemico del mondo. Dio è il final boss. Compaiono gli esempi di Orphan (Final Fantasy XIII), Chakravartin (Asura's Wrath), Draco Cantus (The World Ends With You). Questa brevissima panoramica riflette, in piccolo, la complessità e lo stile della tesi di Zinnanti, il cui abstract è disponibile per il download nella pagina dell'Archivio Videoludico; è invece possibile consultarla per intero al Centro Studi AV, che ospita più di settanta tesi sul videogioco.
Per concludere, una riflessione interessante compare verso la fine dell'elaborato: “In questo medium la morte di Dio è diventata un tema ricorrente, un rituale contemporaneo, è la bestemmia meravigliosa, il merito unico e inedito di questo mondo virtuale, una prerogativa che non è riscontrabile, con questa limpidezza e potenza, in nessun altro campo”.
