The Mandalorian e Grogu sarà il risveglio di Star Wars?
Tra ritorno alle origini, nostalgia e nuove generazioni, The Mandalorian prova a ridare identità a Star Wars, riportando la saga sui suoi fondamentali dopo anni di scelte divisive.
Saranno davvero un uomo in armatura e una creaturina nata per essere un must have del merchandise a salvare la galassia lontana lontana? Pare essere proprio questa la nuova speranza di Star Wars, che in The Mandalorian & Grogu vede un potenziale nuovo corso, un taglio con il recente passato che ha visto ben pochi successi e parecchi tonfi. Il carisma di Pedro Pascal, per quanto ingabbiato dall’elmo mandaloriano di Din Djarin, ha già dato una boccata d’ossigeno a un franchise in difficoltà. The Mandalorian ha accompagnato l’esordio di Disney+ in gran parte del mondo, portando la serialità di Star Wars dall’animazione al live action, un primato che ha conquistato il pubblico. Soprattutto i vecchi fan, che hanno concordato immediatamente con il motto mandaloriano: questa è la Via.
Un ritorno ai fondamentali che i due ben conoscono. Appassion/ati autentici di Star Wars - Filoni anche troppo, ma a questo arriveremo - i due sono riusciti a dimenticare di essere Dave e Jon del fandom per diventare i salvatori del brand. E il ritorno alle basi narrative di Star Wars ha funzionato, grazie alla loro intuizione di rivolgersi nuovamente ai vecchi fan della saga, che in The Mandalorian hanno ritrovato lo spirito di Lucas, venendo costantemente stuzzicati da nuove suggestioni e richiami alla vecchia Trilogia. Un’alchimia che riesce anche a strizzare l’occhio alle nuove generazioni, soprattutto per le demografiche che vivono le passioni più nella dimensione streaming che sul grande schermo. The Mandalorian ha segnato un passo epocale per la saga, in quanto capace di migrare su nuovi linguaggi - le precedenti esperienze animate erano rivolte a un pubblico più giovane - e di intercettare un nuovo pubblico.
Anche sfruttando l’effetto mascotte, rendendo Grogu un perfetto deus ex machina commerciale: nostalgia per i vecchi fan che lo chiamano Baby Yoda e personaggio da peluche e merchandise per i nuovi fan. E i Porg? Muti e dimenticati in meno di dodici parsec. Questo modello non è stato recuperato in seguito, ma è stato quasi vanificato da produzioni successive. Da dimenticare The Book of Boba Fett, operazione tardiva basata su un pessimo adattamento di un ciclo narrativo dell’epoca dell’Universo Espanso. Tanto quanto Obi-Wan Kenobi, puro fan service di pessima fattura. Rimangono il segno positivo di Ahsoka e l’exploit di Andor, che, come il film di cui è prequel, rimane il miglior prodotto dell’era moderna di Star Wars.
Se cambia il creatore, cambiano anche i fruitori del prodotto. I quasi quarant’anni di Universo Espanso - tra romanzi, fumetti e videogiochi - hanno cercato di mantenere il fandom vicino all’idea originaria di Lucas, espandendo questo universo con seguiti più maturi, esplorando il lontano passato della Repubblica e consolidando una visione che era rimasta, in sostanza, la stessa. La chiusura di questa dimensione narrativa in favore del più strutturato Canon, mossa nata con Il Risveglio della Forza, è stato un taglio col passato, deciso seguendo una visione aziendale che mirava a consegnare la saga a una nuova generazione, certi che i vecchi appassionati sarebbero rimasti a bordo.
Il ritorno al cinema è stato imbarazzante, per quanto avesse anche buone idee, ma ha risentito della mancanza di lucidità e di una vera struttura. Non solo: la scelta di raccontare il passato di un personaggio amato come Han Solo si è rivelata un passo falso colossale, lasciando facilmente a Rogue One di Gareth Edwards e Tony Gilroy il ruolo di miglior ritorno in sala del franchise.
E poi arriva Din Djarin, che catalizza l’attenzione come fece all’epoca Boba Fett, ribadendo come i mandaloriani siano stati a lungo poco considerati dal fandom meno addentro alla crossmedialità. Dopo la loro esposizione in Star Wars: The Clone Wars e Star Wars Rebels - serie animate che non sono assolutamente solo per un pubblico adolescente - i guerrieri di Mandalore sono diventati un punto di riferimento per il nuovo corso della saga, soprattutto quando entra in scena Din Djarin.
Anche a costo di usarli malamente - The Book of Boba Fett docet - senza comprendere come sia necessaria una visione organica del franchise. Competenza che si spera guiderà il nuovo vertice di Lucasfilm, dove il fan Filoni sarà anche timoniere del nuovo corso, che sta già mostrando alcuni titoli, oltre al “sicuro” The Mandalorian and Grogu.
Possiamo solo attendere e sperare che, ancora una volta, la Forza sia con noi.