Amiibo, storia e motivazioni del fascino discreto ma intramontabile delle statuette Nintendo
Le statuette di Nintendo sono ancora inarrestabili: nascita e evoluzione del fenomeno amiibo
Così nacquero gli amiibo (“amii” in Giapponese si può tradurre in amico, o giocare con gli amici), una serie di statuette dedicate ai personaggi di Super Smash Bros., che vennero lanciate proprio in concomitanza del capitolo per Wii U. Successivamente venne pubblicata la linea Super Mario, con versione in pose più classiche, quasi da segnaposto da gioco da tavolo, che uscirono insieme a Mario Party 10.
Ogni gioco first party e non solo (anche Shovel Knight ha avuto la sua serie) ha avuto la sua linea di amiibo a corredo. Questo significa collezionismo, indici di rarità, e leggende metropolitane varie ed eventuali. Ma perché tutti sono impazziti per gli amiibo?
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La collezione del sottoscritto. Potete creare la vostra su amiibochecklist.com[/caption]
Poi c’è l’interazione con il software, il vero colpo di genio di Nintendo in questo senso. Paragonando gli amiibo ai defunti Skylanders, Disney Infinity e LEGO Dimensions, la differenza sta nel fatto che le statuette Nintendo rappresentano un investimento a lungo termine. Mettiamo il caso che vi siete comprati il tanto agognato Darth Vader di Disney Infinity, e non vedete l’ora di usarlo. Bellissima l’estetica del gioco, divertente usare le mosse tipiche del personaggio, ma Darth Vader funziona solo lì.
Comprare un Mario, invece, permette di usufruire di diversi bonus su altrettanti giochi. L’applicazione di Super Smash Bros. rimane ancora imbattuta in quanto a profondità, visto che in quel caso le statuette generavano un personaggio che con il tempo si poteva potenziare e diventavano degli ottimi combattenti (curiosità: un amiibo di Fox riuscì quasi a vincere un torneo locale con giocatori professionisti al suo interno, Kotaku raccontò la storia all’epoca). In Mario Party 10 permetteva di usare il personaggio nella modalità dedicata, e nel più recente Mario + Rabbids: Kingdom Battle permette di sbloccare delle armi esclusive per Mario e Rabbid Mario, giusto per citare degli esempi.
È lo stesso principio delle tessere fedeltà: rimani con noi e verrai premiato. Il mio Mario, preso insieme all’edizione speciale di Super Smash Bros. per Wii U, è ancora oggi una cosa che posso usare? E Darth Vader? Una bella statuina, e il gioco su cui funziona (l’unico) non esiste più, di fatto. Questi sono principalmente i segreti del suo successo: appeal estetico, appeal affettivo, effetto lungo termine, collezionismo.
"Dal 31 marzo 2017 al 31 marzo 2018 sono state vendute approssimativamente 10,3 milioni di statuette"Oggi, gli amiibo sono ancora una forte attrattiva per i consumatori, e quindi un grosso ricavo per Nintendo. Verrebbe da pensare che, un po’ per l’effetto novità e un po’ per l’eccessiva produzione di statutette (165, escludendo le linee di carte, la carta amiibo nei cereali di Mario e la carta di Shadow Mewtwo), le vendite siano calate. Nient’affatto, perché il segmento delle statuette di Nintendo è uscito dall’ultimo anno fiscale in crescita.
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Entrambe le versioni dell'amiibo di Bayonetta sono difficilissime da trovare[/caption]
Difficile stimare invece le vendite totali, considerata la grande varietà di linee distributive attraverso cui gli amiibo vengono commercializzati. A marzo del 2016 le statuette vendute erano oltre 35 milioni in tutto il mondo, quindi stando ai dati degli ultimi anni possiamo stimare con relativa tranquillità delle vendite che sfiorano i 50 milioni di pezzi venduti.
Gli amiibo hanno rappresentato la manifestazione della solita strategia Nintendo in termini di nuovi progetti: prendere un concetto e migliorarlo, o almeno renderlo diverso. Puntando non al toys-to-life puro, ma creando prima di tutto un oggetto da collezione, slegato da un singolo titolo ma a disposizione dell’intera softeca di Nintendo, coprendo anche più hardware in questo caso. Chissà cosa sarebbe successo, oggi, se la compagnia di Kyoto avesse detto sì ad Activision.