Assassin's Creed Valhalla, cosa ci aspettiamo dalla nuova sfida di Ubisoft | Speciale
Le nostre aspettative dopo i video di Assassin's Creed Valhalla mostrati durante l'evento Ubisoft Forward dello scorso 12 luglio
Anche Odyssey appariva ambizioso nella sua ambientazione, e visivamente a ragione, ma come detto all’inizio, si limitava ad essere colmo di attività che dopo diverse ore di gioco si rivelavano ridondanti e meccaniche. Quanto emerso dai video di Assassin’s Creed Valhalla lascia intendere che Ubisoft Montreal abbia attenuato tale problematicità, attraverso una serie di aggiunte che sembrano caratterizzare in maniera più incisiva il mondo di gioco. Innanzitutto, operando nel pieno di un contesto bellico, Eivor non agisce esclusivamente in solitaria anzi, ma fa forte affidamento sui compagni. È evidente nel primo video rilasciato, in cui la protagonista spalanca una porta a suon di carica o apre i bauli ritrovati con l’aiuto di un compagno. Può sembrare un dettaglio irrisorio, ma permettere di interagire con i nostri alleati aiuta a rendere meglio l’atmosfera della guerra.
Altro elemento che arricchisce le ambientazioni sono le città e i villaggi, soprattutto il modo in cui è possibile interagire dentro le loro mura. Torna – finalmente - lo stealth ambientale dei primi capitoli della serie. Per non farci scoprire dalle ronde di nemici dovremmo quindi mimetizzarci tra la folla o fingere di compiere un’azione che ci permetta di passare inosservati. Un ritorno alle origini veramente gradito, perché consente di sfruttare appieno le atmosfere cittadine, oltre che di caratterizzarle a dovere. A tal proposito, l’esplorazione dei centri abitati è incentivata da alcuni eventi casuali, come dimostrato dalla breve scena del gatto presente nel secondo video mostrato. Così almeno si è espresso il quest director del gioco, Philippe Bergeron.
Infine, merita una menzione la parte del video dedicato al drinking game, un simpatico gioco in cui dovremmo bere corni colmi di birra il più velocemente possibile, tramite la pressione a tempo dei tasti. Una trovata probabilmente scanzonata, ma che contribuisce a dare personalità a un mondo di gioco dotato di sue regole, usanze, miti e leggende. Riguardo questi ultimi, in Assassin’s Creed Valhalla magia e spiritualità sembrano avere un impatto più forte rispetto a quanto visto in Odyssey. E non solo perché ci sono le rovine romane a fungere da dungeon, o per i riferimenti alla mitologia norrena, ma anche perché c’è un minigioco incentrato sul posizionamento di pietre. Un’attività rilassante, sottolinea Bergeron, per prendere una pausa dali scontri brutali per la conquista. Scontri resi tali da un sistema di combattimento più violento e aggressivo. Non che gli spartani di Odyssey fossero delicati guerrieri, ma i vichinghi di Valhalla esasperano la quantità di sangue e ossa rotte, come a enfatizzare un certo immaginario pop del combattente nordico.
In termini ludici si traduce in un approccio allo scontro più vario e massiccio, svincolato adesso dai livelli. Per riuscire in battaglia contano unicamente i nostri riflessi e le nostre abilità, anche perché andremo a scontrarci contro una varietà maggiore di nemici, che non solo adottano diversi stili di lotta, ma interagiscono con ambiente e compagni per aumentare i danni. Per far fronte a tali rischi, potremmo usare un’arma per mano, ognuna dotata di caratteristiche e quindi di moveset specifici. Sarà fondamentale potenziarle, proprio perché il livello d’esperienza gioca un ruolo meno vincolante per il bene della libertà di gioco.
Dal discorso fatto fin qui, Assassin’s Creed Valhalla appare più attento e incoraggiante per quel che riguarda l’immersione nel contesto videoludico. Tuttavia, nei video più volti citati emergono comunque delle criticità. In primis l’IA nemica sembra ancorata a standard oramai anacronistici. Stesso discorso vale per le animazioni facciali dei personaggi. Non abbiamo visto per fortuna la riproposizione di volti come in Odyssey, ma il rischio di dover interagire con dei manichini c’è. Certo, quanto mostrato adesso è un work in progress. Ricordiamo inoltre che Assassin’s Creed Valhalla, pur uscendo il prossimo 17 novembre, sarà disponibile anche su PlayStation 5 e Xbox One Series X. Per cui è ancora presto per potere criticare la resa grafica dei personaggi, ma viste le esperienze precedenti il timore è alto, soprattutto se si aggiunge una scrittura ingenua e mal collegata alle scelte da noi intraprese nel corso dell’avventura. Questo almeno se si ripensa all’esperienza di Odyssey, ma considerato che il team di sviluppo di Valhalla è lo stesso di Black Flag e Origins, la speranza di avere una sceneggiatura migliore è alta. Anche perché Bergeron parla di personaggi secondari memorabili. Tra i timori restano, come già detto in precedenza, elementi come la caccia e la pesca, che rischiano di farci cadere nella trappola del farming selvaggio.