Bad Boys II è la risposta di Michael Bay a sé stesso
Bad Boys II è ancora oggi il film più arrogante e cafone di Michael Bay, che lo usò per rilanciarsi dopo Pearl Harbor
Bad Boys II è su Prime Video
Bad Boys II venne demolito, distrutto, fatto a pezzi dalla critica di tutto il mondo. Ci fu chi scrisse “non è solo un brutto film, è una catastrofica violazione di ogni aspetto del cinema che mi è caro in quanto critico”. Ci si chiese che senso avesse far uscire il sequel di un film di otto anni prima quando nel frattempo il suo autore si era spostato su altre storie, prima infilando un po’ di dramma in mezzo alle esplosioni (Armageddon), poi virando deciso sul melodramma in costume (Pearl Harbor). Si disse che Michael Bay aveva perso la testa, che stava buttando la sua carriera tornando indietro invece di andare avanti. Se chiedete a noi, l’unica spiegazione possibile dell’esistenza di Bad Boys II è proprio che Michael Bay non aveva voglia di andare avanti, non in quella direzione almeno.
Pearl Harbor venne criticato per la sua pacchianeria e faciloneria, venne descritto come un dramma con le lacrime telecomandate e deriso in particolar modo per l’uso dei tramonti. Ma venne anche accolto come un interessante cambio di direzione, e lodato per il modo in cui Bay era riuscito a trasporre il suo stile visivo e adattarlo a un genere completamente diverso da Bad Boys e The Rock. E ovviamente venne criticato perché troppo lungo e dispersivo (durava più di tre ore).
Bad Boys II è un film incredibile, ed è probabilmente il primo film che consiglieremmo a una persona che ci dicesse “voglio saperne di più sul Bayhem, da dove parto?”. Perché di fatto il Bayhem, lo stile di regia e montaggio di Michael Bay che prevede che ogni singola inquadratura debba contenere tutte le cose possibili e che non debba durare più di qualche frazione di secondo, quel modo cubista di girare i film che Bay ha imparato dal suo maestro Tony Scott, ma sporcandolo e riuscendo a farlo suo, nasce con Bad Boys, trova la sua espressione più famosa nella saga dei Transformers e arriva a livelli parossistici con il recente 6 Underground. Ma Bad Boys II è un manifesto, un film nel quale quello stile raggiunge la perfezione.
Ed è proprio per questo che può diventare respingente. Bad Boys e The Rock, per non parlare dei due successivi, erano estremi ma ancora potabili per chi non apprezzava il Bayhem. Con Bad Boys II Bay ci chiede invece molto chiaramente da che parte stiamo: da quella per cui anche la scena di un cane che distrugge per sbaglio una piscina gonfiabile è girata come se fosse la scena madre di qualsiasi altro action, o da quella sbagliata? È un’ordalia infinita, che ci costringe a subirci il genere di umorismo che fa ridere solo Michael Bay (poi magari fa ridere anche voi, ci mancherebbe, massimo rispetto) e in cambio ci regala autotreni che sparano macchine e più esplosioni che in un documentario su Vjačeslav Michajlovič Molotov.
Ma per una lunga serie di motivi, il Michael Bay del 2003 aveva già abbastanza influenza da potersi permettere di dire no a qualsiasi taglio o scorciamento (attenzione, non stiamo dicendo che fossero davvero previsti: si sa sorprendentemente poco sulla lavorazione di questo film). E da non venire preso per matto quando proponeva di girare certe sequenze, e come girarle: odiate il suo stile di montaggio quanto volete, ma non potete negare che Bay abbia un controllo sovrumano degli spazi e un’attitudine a sperimentare e a mantenere tutto il più possibile sul piano puramente fisico che è sempre più rara nel cinema di genere odierno.
La nostra recensione d’epoca preferita di Bad Boys II viene da un giornale locale di Seattle, e dice “è un film molto divertente, se vi piace il genere”, che è poi la formula magica della critica per svicolare da un vero giudizio. Eppure in qualche modo questa banalità è profetica, anche se andrebbe riformulata così: “è un film molto divertente, se vi piace Michael Bay”. Pochissimi film della carriera di Michael Bay sono così michaelbay quanto lo è Bad Boys II, al quale lui stesso continua a tornare a intervalli regolari (cominciando dall’autocitazione infilata a metà del suo film successivo, The Island). Per cui il nostro consiglio è semplice: vi piace Michael Bay? Questa sera guardate o riguardate Bad Boys II. Non vi piace Michael Bay? Girate alla larga, forse più che da ogni altro suo film.