BadChronicles: Tintin, uno scout alla conquista del mondo
Oggi con BadChronicles si torna in Europa, sulla sponda d'oltralpe, per rendere omaggio all'icona delle bande dessinée: Tintin
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
Benritrovati per il quinto viaggio di BadChronicles. Si torna in Europa, sulla sponda d'oltralpe. Dopo aver omaggiato il più grande eroe dei comics americani e il simbolo del fumetto italiano, ci sembra doveroso rendere onore all'icona delle bande dessinée: Tintin.
Parlo poco della mia infanzia perché è stata un'infanzia senza storia.
Nel 1921 entra a far parte degli scout della scuola e per il giornale dell'associazione, Jamais Assez, realizza il suo primo disegno. È un'esperienza fondamentale per la genesi del suo capolavoro. Due anni dopo si unisce alla redazione del mensile nazionale Le Boy-Scout Belge. Ribattezzato dai compagni “Volpe Curiosa”, dal 1924 firma i suoi lavori con il nome che resterà impresso nel ricordo dei lettori di tutto il mondo, ottenuto scambiando le proprie iniziali R.G. e scrivendone la pronuncia in francese per esteso: Hergé.
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Hergé con una spedizione scout[/caption]
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Sarà una lenta ma inesorabile evoluzione in un prodotto maturo, che nasce nel 1929 sulle pagine de Le petit Vingtième, supplemento del quotidiano cattolico Le Vingtième Siècle. L'episodio si intitola Tintin au pays des Soviets (Tintin nel paese dei Soviet). Geografia e Storia sono la scenografia delle sue peripezie, in difesa delle minoranze come gli indiani d'America, i rom o di qualcuno in pericolo, come il piccolo Tchang in Tintin in Tibet, vertice dell'intera produzione di Hergé, ispirato dall'omonimo amico fraterno dell'autore. Non mancano i temi polizieschi e fantascientifici. I leggendari Obiettivo Luna e Uomini sulla Luna anticipano di anni l'impresa dello Sputnik russo e quella successiva di Neil Armstrong. Spiega Hergé:
Se io mi sono messo a viaggiare (e neanche tanto presto) non è stato solamente per vedere nuovi paesaggi o per documentarmi, ma scoprire altri modelli di vita, altri modi di pensare, insomma per allargare la mia visione del mondo.
On a marché sur la Lune[/caption]Ciò che contraddistingue Tintin non è solo la freschezza e la suggestione dei contesti, ma un'impostazione estremamente moderna della tavola e della sceneggiatura, precursore di un modo innovativo di concepire il fumetto che non conosce declino o processo d'invecchiamento, come ogni classico che si rispetti.
Insieme a Joost Swaarte fonda a Rotterdam una scuola, denominata nel 1977 Ligne Claire, per il segno netto, la vignetta pulita, limpida. Il genio belga costruisce tavole solari dall'impatto visivo straordinariamente efficace e capaci di un'espressività unica. Sono sorrette da una ricerca e un'applicazione maniacali. Georges Remi è stato un'artista dalla personalità complessa, non senza lati oscuri, ma ha lasciato un impronta indelebile nell'immaginario collettivo.
In Italia, dove forse ha riscosso meno il successo meritato, è proposto nell'elegante edizione integrale e fedele all'originale, degli otto volumi targati Rizzoli-Lizard. Chiunque ami questo fantastico mezzo espressivo non può ignorare Tintin.
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Hergé[/caption]