BadMemories: Persona 5 Royal e la necessità del supporto fisico | Speciale
In occasione dell'uscita di Persona 5 Royal, ci siamo trovati a riflettere su quanta importanza diamo al supporto fisico nei videogiochi
Per chi come me ha vissuti gli anni Ottanta e Novanta dell'industria videoludica, il supporto fisico è sempre stato una certezza e un desiderio fisico. L'idea di uscire di casa per acquistare un nuovo videogioco dal proprio rivenditore di fiducia era un'esperienza appagante almeno quanto il gioco stesso. La sensazione di entrare nel negozio, sperando di poter trovare una copia del titolo in questione. La risposta affermativa da parte del commesso e quel momento nel quale il nostro personale eroe della giornata andava in magazzino a cercare il titolo tanto atteso. L'uscita dal negozio e il ritorno a casa, dove il gioco veniva scartato e avviato in tempo zero. Quel libretto che ora tanto rimpiangiamo lasciato nella custodia a prendere polvere, perché, dopotutto, rimpiangiamo le cose solamente quando non le abbiamo più a disposizione.
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Il tempo cambia e così anche l'industria videoludica. Ci abituiamo al concetto di "servizi" in stile Netflix, mentre escono console prive del lettore blu-ray e pensate per le sole copie digitali. Se siete come chi vi scrive, nonostante tutto, continuate a perseverare nell'acquisto delle versioni fisiche dei giochi. "Per poterle rivendere in futuro", mentite a voi stessi mentre non ricordate l'ultima volta che avete portato un gioco da Gamestop per risparmiare pochi euro sull'acquisto di un titolo nuovo.
Questa era la situazione di chi vi scrive, prima dell'arrivo di Persona 5 Royal. Facendo il lavoro che potete leggere sulle nostre pagine ormai da tempo, ci capita di ricevere qualche gioco in anteprima, evitando così di spendere troppi soldi in questo settore. Bugia, dato che comunque spendiamo davvero troppi soldi in videogames, mese dopo mese. Dopo aver ricevuto la copia digitale del titolo Atlus, per la prima volta, mi sono trovato a riflettere su quanto effettivamente possa far comodo non avere alcun disco da inserire nella console di turno. Avere tutto a portata di un click, magari anche mantenendo più titoli accesi contemporaneamente grazie al Quick Resume di Xbox Series X | S. Insomma, mi si comincia a insinuare nella testa l'idea che, tutto sommato, forse è possibile fare a meno della copia fisica.
Perché è vero che le versioni digitali dei giochi sono più comode. È vero che possono essere scaricate prima del day one del titolo, per poterlo poi giocare alla mezzanotte del giorno d'uscita. Il tutto senza che occupino spazio all'interno delle nostre case, sempre più piccole e che difficilmente riescono a contenere una passione durata quasi trent'anni. Ma, nonostante tutti questi vantaggi, rimane il fatto che possedere fisicamente l'oggetto del vostro desiderio provoca una sensazione diversa rispetto al click di avvio dell'applicazione del gioco di turno.
Perché, in fin dei conti, chi è cresciuto negli anni Ottanta e Novanta come noi, un po' prova ancora la nostalgia di uscire di casa e di dirigersi verso il negozio più vicino. Perché, anche nell'acquistare un videogioco, a volte il viaggio è proprio parte fondamentale dell'esperienza.