Battlefield V: la donna soldato che sta facendo infuriare il mondo, tra realismo e parità dei sessi
Il reveal di Battlefield V si è trascinato dietro una serie di polemiche più o meno (in)comprensibili
Il trailer di presentazione è ovviamente spettacolare, squisitamente votato a rincorrere l’estetica e la narrazione di stampo cinematografico (quello d’azione e tutt’altro che introspettivo, si intende). Ci sono macchine che cadono da non si sa dove in testa a dei soldati, aerei che precipitano a fianco di gente che con tutta tranquillità si rialza e continua a correre sparando a caso, un’azione in una casa che sembra la crasi ideale tra una sequenza di John Wick e l’assalto a Sokovia in Avengers: Age of Ultron, ed infine una donna soldato con una protesi bionica al braccio sinistro.
Ma la donna di Battlefield V non va bene perché sacrifica “il realismo” e “l’attinenza alla realtà storica”.
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Eccone un'altra, ma come si permette?[/caption]
Le critiche a Battlefield V, che trovate nei commenti dei siti specializzati quanto nei social del gioco, sono sostanzialmente di due tipi: la completa lontananza da un minimo di verità storica, la stessa che DICE ed Electronic Arts hanno rimarcato di voler inseguire più volte, e la presenza delle donne e degli uomini di colore.
"Le critiche a Battlefield V, che trovate nei commenti dei siti specializzati quanto nei social del gioco, sono sostanzialmente di due tipi: la completa lontananza da un minimo di verità storica, la stessa che DICE ed Electronic Arts hanno rimarcato di voler inseguire più volte, e la presenza delle donne e degli uomini di colore"Sulla prima potremmo anche essere d’accordo, con dei distinguo molto importanti. Già nel comunicato stampa ufficiale, che vi abbiamo riportato su queste pagine, Electronic Arts ha usato la definizione “in una Seconda Guerra Mondiale mai tanto realistica”. Messa così, effettivamente è fuorviante. “Mai tanto realistica” è un’affermazione forte, che andrebbe soppesata e soprattutto affiancata da qualcosa di inconfutabile. Già il trailer mostra qualcosa di molto plausibile, perché non ci sono jetpack o altre soluzioni improbabili e davvero fuori luogo, ma niente di davvero realistico. Una incursione in una abitazione dove le esplosioni ravvicinate non danneggiano minimamente i soldati, che anzi si esibiscono in piroette, salti acrobatici e quant’altro. Molto plausibile, ma niente di realistico.
Il secondo punto delle critiche di cui sopra, invece, è proprio fuori luogo. Non stiamo ancora a dibattere sull’eterno scontro tra politicamente corretto e scorretto, tra chi accusa di fascismo l’una e l’altra fazione per lo stesso motivo, ma il fatto che ancora oggi escono fuori questi discorsi è davvero deprimente. Ritorniamo al fatto che le donne dovrebbero stare al loro posto, e a tutto quel machismo che da sempre permea il mondo dei videogiochi e, se viene intaccato, provoca crisi di nervi ad una parte dei videogiocatori (molto più grande di quanto si spera che sia). Non ci siamo.
Il trailer di Battlefield 1, osannato da tutta l’umana stirpe, che metteva in scena azioni di gioco al testosterone con un remix ruffiano di Seven Nation Army, a tempo con le esplosioni, era tutto meno che realistico. Eppure il gioco piacque, tant’è che affossò il Call of Duty di quell’anno. Battlefield V fa la stessa cosa, con una messa in scena più cinematografica e meno ruffiana, eppure è già una debacle per molti. Vai a capire il perché.