Carrie Fisher: la carriera oltre la Principessa Leia
Che cosa è stata la carriera di Carrie Fisher oltre il ruolo iconico di Leia Organa?
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Era predestinata al mondo dello spettacolo come figlia della coppia Eddie Fisher e Debbie Reynolds ma poteva emergere anche come attrice provocante e sessualmente precoce come il suo primissimo ruolo. Era Lorna in Shampoo (1975) di Hal Ashby, addentava le carote, non aveva il seno schiacciato da fasciature strette e proponeva rudemente a Warren Beatty se era interessato ad accoppiarsi con lei. Non aveva ancora 18 anni.

È entrata nell'immaginario collettivo come saggia, coraggiosa e ben educata nei panni principeschi, e stretti al petto, di Leia di Guerre Stellari (1975). Carrie Fisher, dopo il capolavoro di Lucas, è stata maledetta da quella altolocata, integerrima, pasionaria intergalattica.
Spiritosa e sempre autoironica, cosa è stata questa scapestrata ma simpaticissima figlia dello show biz oltre Star Wars?

Il passaggio di ruolo netto da attrice a sceneggiatrice non ci fu e nonostante un lavoro costante di script doctoring per Hook - Capitan Uncino (1991), Sister Act: Una Svitata In Abito Da Suora (1992), Arma Letale 3 (1992), The River Wild - Il Fiume Della Paura (1994), Prima O Poi Me Lo Sposo (1998) e Kate & Leopold... la nostra non diventò mai una sceneggiatrice affermata. In tv è comparsa in un episodio della serie comedy 30 Rock e in Wishful Drinking (2010) di Fenton Bailey e Randy Barbato, giocando il ruolo dell'ex tossica di Hollywood in chiave comica nel primo caso e di confessione documentaristica nel secondo, ruoli divertenti ed efficaci tanto da valerle due nomination all'Emmy. Cronenberg, gelido, la usa in tempi recenti nei panni di se stessa in quella celebrazione chirurgica della decomposizione morale e fisica della società dello spettacolo che è Maps To The Stars (2015). Poi alla fine torna Leia per Star Wars - Il Risveglio Della Forza (2015), e di nuovo l'abbiamo rivista in Rogue One: a Star Wars Story (2016) e la rivedremo in Episodio VIII (2017).