City of Mist, il gioco di ruolo cartaceo tra poteri sovrannaturali e investigatori hard boiled
City of Mist è un gioco di ruolo tra Watchmen, Fables e Persona
Nell’articolo avevamo paragonato City of Mist a Persona 5 non a caso, perché l’idea sulla quale poggia ricorda moltissimo il concetto di alter ego, di evocare ed avere una sorta di rapporto con un’entità alternativa. Nel gioco, infatti, i personaggi dovranno interpretare i cosiddetti Prescelti, degli umani che hanno stabilito una connessione particolare con una leggenda, di fatto diventandone l’incarnazione. Il Myhtos, l’entità in questione, fornisce loro dei poteri e capacità superiori alla norma, ispirati alla loro natura stessa. Come la narrazione supereroistica insegna ad ogni identità ne corrisponde un’altra, in questo caso il Logos, ovvero l’alter ego quotidiano del personaggio, la maschera di tutti i giorni, il Peter Parker di ogni Uomo Ragno.
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City of Mist fa largo uso delle tecniche cinematografiche trasformandole in dinamiche di gioco[/caption]
Le ispirazioni di City of Mist sono tante, evidenti, e molto interessanti. Da Man in Black all’epica supereroistica, con un pizzico di Watchmen, X-Files, ma anche Fables (il fumetto da cui è tratto The Wolf Among Us della defunta Telltale Games) e tanto altro. Lo scenario di base, la Città, si ispira un po’ all’estetica hard-boiled degli anni ’30, con vicoli lerci e personaggi ben più che ambigui, ma in realtà le regole del manuale permettono al gruppo di gioco di creare il loro setting preferito. Di fatto, anche lo stesso Mythos può essere qualsiasi cosa, personaggi della letteratura o mitologia, ma anche dettagli più particolari come Excalibur e ciò che la leggendaria spada di Avalon rappresenta.
Interessante l’idea di utilizzare i Flashback, i Titoli di Coda, ed altre tecniche di narrazione cinematografica e televisiva come i Monologhi integrandole nel flusso di gioco. Ad esempio, ogni sessione inizia con un monologo di un personaggio, uno di quelli dei giocatori oppure un personaggio secondario interpretato dall’MC. proprio come in un film poliziesco mentre la camera inquadra scene di vita quotidiana durante l’esposizione della voce narrante.
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Per l'estetica City of Mist ha vinto un Ennies per la Best Interior Art[/caption]
Per finire parliamo del manuale di City of Mist. Si tratta di un corposo volume cartonato da 512 pagine, impaginato come fosse una graphic novel di qualità, con tanto di brevissime storie a fumetti che, di tanto in tanto, raccontano alcuni aspetti dell’ambientazione (e che possono essere anche una grande fonte di spunti per l’MC). C’è tanto da leggere quindi, e ci vuole un po’ per districarsi tra le tante opzioni che il gioco mette a disposizione, ma di fatto il regolamento in sé è abbastanza semplice da apprendere. Sia per la mole di contenuti che per le tematiche, di concezione popolare ma declinate in una maniera sicuramente peculiare, è richiesto un gruppo anche con un minimo di esperienza nel mondo dei giochi di ruolo perché City of Mist venga apprezzato a pieno.