Com’è riguardare oggi Z la formica, il primo film di DreamWorks Animation
Sky Cinema DreamWorks è acceso fino al 19 aprile: oggi parliamo di Z la formica, primo film DreamWorks Animation e secondo film in CGI uscito negli USA
A riguardarlo oggi, Z la formica è un film che ti fa esclamare “ma che cosa gli è venuto in mente?”.
Dietro la genesi di Z la formica c’è una storiaccia di litigi tra ex amici e colleghi. L’idea per il film risale al 1988, quando in Disney arriva un pitch sulla storia di una formica pacifista che convince le sue compagne di colonia del valore della non-violenza. Avanti veloce di qualche anno e Jeffrey Katzenberg, al tempo a capo della divisione cinema di Disney, litiga con Michael Eisner, CEO, e molla la casa di Topolino per fondare DreamWorks, insieme a Steven Spielberg e David Geffen. Katzenberg ed Eisner non si lasciano benissimo, tanto che quando DreamWorks programma l’uscita del suo primo film, Il principe d’Egitto, Disney decide di far loro concorrenza facendo uscire nello stesso momento A Bug’s Life, un cartone animato che parla di formiche e altri insetti. Peccato che DreamWorks avesse già in lavorazione un film chiamato Z la formica che parlava di formiche e altri insetti (ma soprattutto formiche): di fronte alla scelta di Disney si decide di rimandare Il principe d’Egitto e di anticipare l’uscita di Z, per farla coincidere con quella di A Bug’s Life.
In teoria sarebbe dovuto essere l’inizio di un’accesa rivalità che avrebbe spinto le due case rivali a sfidarsi a colpi di creatività per conquistare i cuori del pubblico dei più piccini. In realtà basta una visione di Z la formica, e un rapido confronto con A Bug’s Life, per accorgersi che c’è una differenza fondamentale di approccio tra Pixar e DreamWorks. Se la prima infatti fa “film per bambini”, per quanto abbastanza raffinati e intelligenti da non annoiare neanche gli adulti al seguito, DreamWorks (e non vale solo per Z, pensate anche a Shrek, o a Wallace&Gromit) preferisce i “film per tutti”, con abbastanza azione e divertimento e colori da attirare l’attenzione di un infante ma anche strapieni di tematiche “per adulti”, riferimenti al sesso e alla morte, e pure di citazioni colte impossibili da beccare se non si hanno almeno trent’anni.

Non funziona tutto, ma con il senno di poi il motivo è attribuibile all’inesperienza e a una tecnologia ancora non all’altezza della visione. Fanno specie in particolare i volti dei protagonisti, modellati di modo da assomigliare ai loro doppiatori, il che li fa finire in una sorta di uncanny valley amplificata dalla scelta di dotarli tutti di una dentatura umana. Ma vale anche per il resto del comparto tecnico, fondali, animazioni, tutto quanto: si sente (si vede) che Z la formica ha 22 anni, e d’altra parte la sfortuna dei film in CGI è che invecchiano alla velocità a cui avanza la tecnologia, che è poi quella a cui va Jason Statham in Crank (cioè molto alta).
Ma provate a rileggere quanto scritto finora: non sono certo le classiche discussioni che si fanno intorno a un cartone animato per bambini, anzi, ci sono fior di film “per grandi” che vorrebbero tantissimo lanciare altrettanti spunti. Dopo Z, che piacque più alla critica che al pubblico, DreamWorks corresse parzialmente il tiro, e nel giro di dieci anni fece uscire opere più universali (e di maggior successo) come Shrek o Kung Fu Panda. Eppure se volete capire la storia di uno studio d'animazione che è nato come “rivale di Pixar” e che negli anni si è costruito una sua identità (o anche solo se vi fa piacere godervi una bella botta di orgoglio operaio), Z la formica è un passaggio obbligato.
Ora potete rivedere Z la Formica su Sky Cinema DreamWorks, dal 1 al 19 aprile sulla piattaforma e anche on demand e su Now TV.