Dai videogiochi alla satira fino alla creazione di Black Mirror. Chi è Charlie Brooker
Personalità nota in Inghilterra, lo showrunner della serie è nato dai videogame e per tutta la carriera ha realizzato dei piccoli Black Mirror
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Le grandi serie tv hanno tutte una personalità forte dietro, un uomo che fa da bandiera e che per praticità definiamo “autore”, anche se il ruolo ufficiale è “showrunner”. Le cose sono più complicate di così, non c’è solo un’intelligenza dietro quei successi, ma è una semplificazione universalmente accettata. Black Mirror ha Charlie Brooker, che è più di uno showrunner, è davvero l’autore della serie avendola non solo ideata e seguita, come ogni showrunner fa, ma avendo effettivamente scritto ogni singolo episodio.
Ha iniziato scrivendo di videogiochi, ha proseguito scrivendo di televisione e per la televisione, poi dopo una serie tv horror è approdato alla sua creatura definitiva, quella più completa che somma tutto ciò che aveva fatto in precedenza.
Ci sono insomma diversi Black Mirror prima di Black Mirror nella vita di Brooker, diverse produzioni che in una maniera o nell’altra giravano intorno a quelle idee. Guardarle tutte insieme aiuta a capire quale sia l’idea che quest’uomo si sia formato della società, quella che poi riversa nella serie.
GLI STUDI
Non si è mai laureato, nonostante venga da una buona famiglia e fosse iscritto ad una buona università (Westminster University) per giunta in media studies, che è ciò che è finito a fare comunque. La motivazione vera ovviamente non è dato saperla, ma quella che Brooker ha dato è che l’argomento della sua tesi di laurea non è mai stata accettata. Era l’inizio degli anni ‘90 e la tesi doveva essere sui videogiochi.
In realtà nella sua serie c’è molto altro oltre i videogiochi, ma è indubbio che la sua sia la versione più fascinosa della storia.
LA RECENSIONE DI EURO TRUCK
Di videogame Brooker ha scritto e parlato ovunque dalle riviste specializzate fino al Guardian o alla televisione, eppure la fase che più viene ricordata, quella in cui ha iniziato a farsi notare come firma, è stato il periodo su Pc Zone, testata cartacea di recensioni e presentazione videogiochi nella quale Brooker aveva rubriche durissime e ironiche, in cui prendeva in giro e attaccava. In una, Sick Notes, offriva 50 sterline alla miglior lettera che avrebbe ricevuto e in ogni numero della rivista faceva la recensione ad una di quelle inviate, massacrandola di insulti.
La cosa fece così scalpore che diverse edicole ritirarono Pc Zone dai loro scaffali.
Passato al Guardian come opinionista (dove tra le altre cose aveva una rubrica chiamata Supposing tutta centrata su dei what if… da lui creati, cioè su scenari ipotetici che immaginava e illustrava in poche righe, ricorda qualcosa?), Brooker tornò su Pc Zone solo per il numero 200 con una recensione assurda di Euro Truck Simulator, il gioco in cui si simula la guida di un camion, trionfo di noia che nella recensione di Brooker diventa una serie di insulti alla professione dei camionisti (oltre che al gioco).
SCREENWIPE
Uno dei lavori più consistenti per la tv è stato poi quello per la BBC con Screenwipe. Era il 2006 e Brooker aveva ideato un programma che praticamente sfruttava la messa in scena degli youtuber. Solo che gli youtuber non esistevano. Guardarne una puntata ora fa impressione.
Il punto della trasmissione era fare ogni volta la recensione di un altro show televisivo, lo stesso Brooker parlava in camera, alternando vari scenari ma con una forte predilezione per il divano di casa sua. Guardando in camera si rivolgeva direttamente agli spettatori e inframezzava tutto con le immagini degli show in questione, con un piglio e un rapporto con la messa in scena che è quello che tutt’ora adottano gli youtuber.
In seguito ha poi realizzato anche Newswipe e Gameswipe, cioè lo stesso format applicato ai notiziari e ai videogiochi, che poi è come se si fosse aperto altri canali YouTube su temi più specifici.
DEAD SET
La prima vera fuoriuscita nella finzione è però del 2008, un anno prima di iniziare Black Mirror, e si chiama Dead Set. Nominalmente era una serie horror ma di fatto è un episodio di Black mirror spalmato in 5 puntate (tanto durava).
L’idea è che ci sia un’apocalisse zombie (ricordate il 2008? Era tutto un’apocalisse zombie in ogni film e serie) nel mondo ma che noi la vediamo dal punto di vista dei residenti nella casa del Grande Fratello, la trasmissione tv, talmente reclusi dal mondo da non esserne contaminati e, da un certo punto in poi, costretti a rimanere dentro per non essere morsi.
Noi di BadTV.it abbiamo già visto tutti i nuovi episodi di Black Mirror, vi proponiamo le recensioni qui:
Caduta Libera (la recensione)
San Junipero (la recensione)
Giochi Pericolosi (la recensione)
Gli Uomini e il Fuoco (la recensione)
Zitto e Balla (la recensione)
Odio Universale (la recensione)