David Bowie al cinema, interprete sempre e comunque di se stesso
Artista del trasformismo e quindi attore nato, David Bowie al cinema non ha mai interpretato altro se non se stesso in diversi costumi
David Bowie al cinema è stato molto più di una presenza passeggera, è stata una costante a partire dal 1976, un elemento strano ed esterno alla vera e propria macchina filmica che veniva utilizzato non solo per la sua apparenza ma per quello che era fuori dal cinema. David Bowie in quanto David Bowie, corpo che viene da fuori e porta con sè ciò che rappresenta.

Con i suoi lineamenti spigolosi eppure armonici e lo sguardo penetrante Bowie era nato per lo schermo. Interpretare un alieno dev’essere sembrata la scelta più semplice per carriera, physique du role e immaginario. Come anche il successivo vampiro di Miriam si sveglia a mezzanotte, stiloso e androgino, ambiguo e malato pur apparendo più sano di tutti.
In Labyrinth sarà il re dei Goblin, il solo altro umano in un film che in realtà è fatto di pupazzi. Nel mondo fantasy Bowie è truccato da rockstar, di nuovo è coerente con il film essendone diverso. Capelli anni ‘80, abiti di pelle, sembra pronto ad andare sul palco e cantare (nel film chiaramente canterà), è una presenza musicale in una storia che racconta d’altro e lo fa senza essere marginale! Con un look mai usato prima (e mai usato dopo) sembra comunque a suo agio, non è fuori luogo e ci dà l’impressione di averlo sempre visto così. Il motivo è perché comunque, un’altra volta, non stiamo guardando il re dei Goblin ma David Bowie che fa il re dei Goblin. Per non dire di quando in Basquiat interpreta Andy Warhol, la sola idea di Bowie che fa Warhol è l'unica in grado di rivaleggiare con quella di Bowie che fa Tesla. Associazioni che al solo dirle creano la scintilla perchè ci sono due personaggi ad unirsi, il personaggio interpretato e il personaggio-Bowie.

Per tutte queste ragioni la sua inspiegabile presenza in Il mio west di Veronesi, in un ruolo anche di un certo rilievo, sembra una trollata, uno scherzo. Come se anche lui sapesse chi è Veronesi, chi è Pieraccioni, chi è Alessia Marcuzzi e non vedesse l’ora di stare lì a ridere. Alla stessa maniera in cui si metteva a ridere accanto a Celentano in scenette televisive surreali o in cui trasportava in tv uno dei primissimi meme della rete che poi ispirerà Borat (dimostrando una capacità di essere già dove tutti andranno prima di chiunque altro).
Dagli anni 2000, oltre alla già citata e bellissima parte di Nikola Tesla in The prestige e qualche comparsata o il doppiaggio del villain di Arthur e i minimei, Bowie scavalla totalmente e interpreta moltissime volte se stesso. Finalmente getta ogni maschera e fa davvero David Bowie in Zoolander, nella serie tv Extras e in Bandslam (un film che ne celebra il mito ponendolo sul podio più alto della musica). Ma anche senza comparire lo troviamo in Velvet Goldmine, Noi siamo infinito e nella canzone dei titoli di coda di Sopravvissuto - the Martian. Presenza senza presenza.